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Latino alle medie dal 2026-2027, il vero nodo e chi lo insegnera

Il decreto affida il latino ai docenti di lettere, ma senza titolo servono convenzioni con i licei. Cosa fare prima di settembre.

Il ritorno del latino alle medie rischia di ridursi al confronto sui metodi didattici. Ma prima di scegliere tra Orberg, metodo Natura o impostazione tradizionale, i dirigenti scolastici hanno un problema piu concreto: chi entrera davvero in classe a insegnarlo. Il parere del CSPI sul decreto lo dice a chiare lettere: senza docenti formati, un singolo specialista puo ritrovarsi con fino a 18 classi diverse, un'ora a settimana ciascuna.

Cosa cambia dal 2026-2027

Il quadro e definito dal DM 221 del 9 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2026. Il Latino per l'educazione linguistica (LEL) entra nel curricolo delle scuole secondarie di primo grado come disciplina facoltativa, attivabile nelle classi seconde e terze con almeno un'ora settimanale. Le nuove Indicazioni sostituiscono quelle del 2012 con applicazione graduale: introduzione dalle classi prime nel 2026-2027, superamento completo entro il 2028-2029 per la secondaria di primo grado e il 2030-2031 per la primaria.

La scelta di attivare o meno la disciplina resta alle singole scuole, che dovranno inserirla negli spazi di autonomia del PTOF. Il collegio docenti definira progetto, ore effettive e criteri di valutazione autonoma. La nota MIM prot. 1312 del 2026 chiarisce che il LEL rientra nell'ampliamento dell'offerta formativa: le famiglie aderiscono al progetto della scuola, e le istituzioni si organizzano in base ai numeri delle adesioni e alle competenze interne.

Il nodo docenti: senza titolo servono i licei del territorio

La stessa nota MIM ammette il vincolo: in assenza di insegnanti con formazione specifica, le scuole potranno attivare convenzioni con istituti superiori dove il latino si insegna gia. Tradotto: il docente di lettere della classe di concorso A22 non ha automaticamente il titolo per insegnare LEL, e la copertura potra passare da un collega distaccato dal liceo classico o scientifico del territorio.

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, nel parere del 30 giugno 2025 approvato con 23 voti favorevoli, 8 contrari e 1 astenuto, ha segnalato la debolezza organizzativa: un docente specializzato "potrebbe insegnare addirittura anche in 18 classi diverse", con una sola ora settimanale per ciascuna. Un carico che spalma il curriculum su troppe realta per garantire continuita didattica reale.

Il CSPI ha inoltre segnalato un rischio di equita: il carattere facoltativo della disciplina "aumenta la forbice tra studenti", perche la scelta dipende dalle famiglie e dalla disponibilita concreta di ciascuna scuola. Sul fronte sindacale la FLC CGIL ha definito il testo "irricevibile", mentre UIL Scuola RUA ha votato contro citando "l'assenza di un metodo partecipativo". Un quadro analogo a quello emerso pochi mesi prima sui pareri del CSPI sulle Indicazioni per i licei, dove il consenso interno si era spaccato ancora di piu.

Cosa fare prima di settembre

Per i dirigenti scolastici il calendario e stretto. Prima dell'avvio del 2026-2027 le istituzioni devono aggiornare il PTOF, rielaborare il curricolo d'istituto e comunicare alle famiglie l'eventuale attivazione. Le decisioni operative sono almeno tre:

* Mappare le competenze interne verificando quali docenti di lettere hanno un curriculum di studi comprensivo di latino (laurea in Lettere classiche o moderne con esami di lingua e letteratura latina) e valutando se coprire almeno una sezione con risorse proprie.

* Definire la convenzione con un liceo quando le competenze interne non bastano: le convenzioni richiedono delibera del collegio, passaggio in consiglio di istituto e accordo sulle modalita di distacco o utilizzo del docente esterno. Vale anche per la continuita del personale su piu sedi, che va tutelata nella progettazione oraria.

* Costruire i criteri di valutazione, dato che il LEL avra voto autonomo che pesa in scrutinio: serve un accordo sui livelli attesi prima della prima verifica, soprattutto se il progetto coinvolge piu sezioni con lo stesso docente.

Sul fronte del personale il decreto non prevede una copertura dedicata ne un piano di formazione specifico: come gia segnalato per la carta ATA nel piano MIM, anche qui il nodo delle risorse resta aperto e ricade sulla capacita organizzativa delle singole scuole.

L'approccio didattico, dal metodo Orberg alla lettura induttiva, resta nell'autonomia del docente e potra essere aggiustato in corso d'anno. Le decisioni sui docenti e sul PTOF, invece, vanno chiuse entro settembre 2026: il vero banco di prova sara l'autunno, quando le prime rilevazioni diranno quante secondarie hanno attivato davvero il LEL e con quale copertura interna.

Pubblicato il: 25 luglio 2026 alle ore 15:24