Venti milioni di euro per portare impianti fotovoltaici e sistemi di efficientamento energetico nelle scuole siciliane di ogni ordine e grado. È la proposta depositata all'Assemblea regionale siciliana dai deputati M5S Lidia Adorno e Nuccio Di Paola come emendamento aggiuntivo alle variazioni al bilancio 2026 della Regione.
L'emendamento e la trafila all'Ars
La misura si inserisce in un pacchetto di tre emendamenti M5S alle variazioni di bilancio, illustrati dalla vice capogruppo Roberta Schillaci e approvati in V Commissione all'Ars. I primi due destinano complessivamente 20 milioni di euro agli edifici scolastici siciliani: messa in sicurezza, manutenzione ordinaria e straordinaria, impianti fotovoltaici, climatizzazione ed efficientamento con impianti di ultima generazione. Un terzo emendamento aggiunge 500 mila euro per lo sport degli atleti con disabilità.
La motivazione dichiarata dai firmatari è il caro energia. Le bollette pesano anche sugli istituti e ridurle libererebbe risorse per il funzionamento quotidiano. Il testo dovrà ora passare l'esame dell'aula per il via libera definitivo.
Quanto vale in media per ogni scuola siciliana
L'ordine di grandezza aiuta a leggere la proposta. In Sicilia gli edifici scolastici statali sono oltre 3.500, secondo i dati dell'anagrafe pubblica. Dividendo i 20 milioni per l'intero patrimonio, la dotazione media si aggira sui 5.700 euro per istituto: una cifra sufficiente al più a un piccolo impianto di pochi kW o a un intervento parziale sulla caldaia, non a una riqualificazione energetica completa.
Sul patrimonio esistente pesano anche numeri più ampi. Le rilevazioni sull'edilizia scolastica siciliana indicano nel 16,5% la quota di edifici vetusti nell'isola, con punte del 24,8% in provincia di Messina e del 45,7% nel solo comune di Messina. Secondo la banca dati sull'anagrafe dell'edilizia scolastica del MIM nella macroarea Isole il 53,8% degli edifici non ha contemporaneamente le tre certificazioni di base: agibilità, prevenzione incendi e impianti termici. Prima del fotovoltaico, in molte scuole manca proprio il pezzo di carta che dice se lo stabile è a norma.
Il fotovoltaico dopo il PNRR
L'emendamento arriva quando i grandi fondi statali sull'edilizia scolastica sono già stati impegnati. Il piano PNRR per la messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole ha destinato circa 4,2 miliardi di euro con circa 1.400 interventi previsti su tutto il territorio nazionale. Una quota è arrivata anche in Sicilia, ma copre una frazione ridotta del fabbisogno regionale: il tema resta prioritario, come ricordato nel richiamo del ministro agli enti locali sull'efficientamento.
Da qui il senso di una manovra regionale che aggiunge risorse proprie: 5.700 euro a scuola non risolvono il problema, ma servono a coprire i buchi lasciati dai bandi nazionali, soprattutto sugli istituti rimasti fuori dai finanziamenti PNRR. Il rischio, altrimenti, è quello segnalato dai Comuni: senza risorse stabili nel post PNRR la manutenzione ordinaria degli edifici torna a essere emergenza.
Cosa cambia per famiglie e dirigenti
Se l'aula confermerà lo stanziamento, la partita si sposterà sui criteri di riparto. Il tema è chi decide quali istituti hanno la precedenza: le scuole più energivore, quelle con l'edificio più vecchio, quelle rimaste fuori dal PNRR o quelle con un progetto già pronto. La distanza tra i 20 milioni annunciati e il fabbisogno reale rende decisivo anche il modo in cui saranno pubblicati i bandi attuativi e i tempi delle graduatorie. Nel frattempo, lo Stato interviene su altre voci di spesa ordinaria per la scuola, come il nuovo bando ministeriale da 2 milioni per gli abbonamenti alle riviste 2026/2027: un indicatore del livello di risorse ordinarie con cui gli istituti devono fare i conti.
Per una scuola siciliana che oggi paga bollette in aumento, la differenza pratica dipenderà da un dettaglio: quanto e quando arriveranno i soldi al singolo istituto. Su questo l'emendamento, per ora, tace.