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Laboratori STEM alla primaria: il diffuso è l'unica strada finanziata

Il PNRR Scuola 4.0 riserva i 424,8 milioni per i laboratori STEM alle sole secondarie. Alla primaria restano corridoi, cortili e carrelli mobili.

Il Piano Scuola 4.0 del PNRR destina 424,8 milioni di euro ai laboratori per le professioni digitali, ma li riserva soltanto alle scuole secondarie di secondo grado. La primaria resta fuori dall'Azione 2 "Next Generation Labs" e deve arrangiarsi con l'Azione 1, quella che trasforma le aule esistenti.

È in questa cornice che va letta la proposta del "laboratorio diffuso", oggi presentata come scelta pedagogica di avanguardia: trasformare corridoi, cortili, orto e biblioteca in spazi di indagine scientifica. Più che una visione didattica, è l'unica strada finanziata per fare STEM nella scuola primaria italiana.

Cosa finanzia davvero il PNRR Scuola 4.0

L'Investimento 3.2 della Missione 4 del PNRR ha stanziato 2,1 miliardi di euro per il Piano Scuola 4.0, con l'obiettivo di trasformare 100.000 aule e creare laboratori. La ripartizione prevista nel Piano Scuola 4.0 distingue però nettamente due azioni.

L'Azione 1 "Next Generation Classrooms" raggiunge primaria, secondaria di primo grado e secondo ciclo per convertire aule tradizionali in ambienti di apprendimento innovativi. L'Azione 2 "Next Generation Labs", quella che finanzia robotica, cybersicurezza, intelligenza artificiale e laboratori per le professioni digitali, è destinata esclusivamente agli istituti secondari di secondo grado, con quote fisse per liceo e per istituto professionale.

Nessuna linea del PNRR mette a bilancio un laboratorio scientifico strutturato per la scuola primaria. Nemmeno il DM 65/2023 su "Nuove competenze e nuovi linguaggi", che pure destina 600 milioni ai percorsi STEM, prevede dotazioni infrastrutturali: finanzia attività didattiche, non spazi.

La primaria arretra in matematica proprio mentre perde iscritti

Il buco di finanziamento si incrocia con due dati scomodi. Nel Rapporto nazionale INVALSI 2026 la quota di alunni che raggiunge almeno il livello base in matematica scende al 63,7% in seconda primaria e al 63,3% in quinta, con un calo di circa tre punti rispetto al 2025. Significa che più di un bambino su tre arriva alla fine della primaria senza le competenze matematiche di base.

Nel frattempo la scuola primaria sta subendo la contrazione demografica più dura del sistema, come documentato dai dati sulla denatalità che taglia la primaria quindici volte più delle superiori. Classi più piccole, plessi in chiusura, risorse per studente teoricamente più alte, ma concentrate dove la popolazione scolastica resta.

In questo quadro, chiedere al corridoio di diventare una linea dei numeri e al cortile di fare da laboratorio di fisica non è una scommessa pedagogica raffinata: è una necessità. Senza l'aula attrezzata e senza i fondi per costruirla, l'unica alternativa è usare lo spazio che c'è.

Cosa si può fare davvero in una scuola senza laboratorio

Un'organizzazione del laboratorio diffuso regge se la scuola distribuisce i compiti su tutto il collegio e non li scarica sul singolo docente appassionato. Servono materiali economici condivisi (corde, lenti, calamite, bilance a molla, contenitori graduati), un carrello mobile che circola tra le classi, pareti dedicate alla documentazione dei processi.

L'orto scolastico produce dati di crescita e umidità su tempi biologici che una lezione non comprime. Il cortile offre luce, ombra e vento in condizioni non controllate, dove l'errore di misura va spiegato e non nascosto. La biblioteca di plesso, con albi scientifici e atlanti, ferma l'idea che la scienza coincida con l'esperimento diretto.

Un approccio del genere ha un costo organizzativo alto e un costo in attrezzature basso. È il profilo opposto a quello che il PNRR ha scelto di finanziare per le secondarie, dove il peso sta sulle dotazioni. Le due logiche convivranno negli stessi istituti comprensivi, con risorse molto diverse ai due estremi del percorso.

Che cosa chiedere a chi programma

Con l'anno scolastico 2026/2027 ormai avviato e il PNRR in fase di rendicontazione finale, il tempo per riaprire la partita dei laboratori STEM alla primaria è stretto. Due le domande che restano sul tavolo: se la prossima programmazione europea prevederà una linea dedicata e se il MIM pubblicherà dati disaggregati sulla dotazione reale delle primarie, oggi assenti dagli Open Data.

La scuola primaria è il livello che intercetta per prima i segnali di difficoltà dei bambini, dalle fatiche di apprendimento ai segnali di disagio che passano anche dal cibo. Chiederle di produrre competenze scientifiche solide con risorse che il PNRR ha scelto di non darle è una scommessa che non si vince con il solo laboratorio diffuso.

Pubblicato il: 15 ottobre 2026 alle ore 14:09