Una docente di sostegno siciliana ha usato le proprie ferie e ha pagato di tasca propria il biglietto aereo per raggiungere Rimini e stare accanto al suo alunno con disabilita' motoria e intellettiva durante un intervento chirurgico. La vicesindaca di Rimini ha inviato una lettera di encomio alla dirigente scolastica.
Tre anni accanto allo stesso alunno
La docente assiste il bambino da tre anni consecutivi. Ha conosciuto la famiglia, ha imparato tempi e bisogni dello studente, ha segnalato la clinica romagnola dopo aver lavorato nella zona. Quando e' arrivato il momento dell'operazione si e' organizzata: volo Catania-Bologna, transfer adattato alle esigenze del bambino, presenza al prericovero e alle visite. Ha contribuito anche alle spese insieme al progetto Inclusive Care, promosso da Sol et Salus con il Comune di Rimini, l'Universita' di Bologna, la cooperativa Il Millepiedi e il Cidi.
E' proprio quella continuita' che gran parte degli alunni con disabilita' nelle scuole italiane non vede.
Sei alunni su dieci cambiano insegnante ogni anno
Il dato che rende eccezionale questa storia arriva dalla rilevazione ISTAT sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilita' 2024/2025, pubblicata il 27 maggio 2026. Il 59,7% degli alunni con disabilita' ha cambiato insegnante di sostegno: il 50,4% nel passaggio tra anni scolastici, l'1,7% durante l'anno in corso, il 7,4% in entrambi i casi. Quasi sei bambini su dieci, ogni settembre, trovano davanti una figura nuova che deve ricostruire la relazione e leggere il piano educativo individualizzato da zero.
La fotografia aggiunge un altro elemento. All'avvio dell'anno scolastico il 22% dei docenti per il sostegno non era stato nominato e, dopo un mese, il 10% dei posti risultava ancora vacante. Su 377mila studenti con disabilita' (il 4,8% degli iscritti, quota quasi raddoppiata in dieci anni) significa decine di migliaia di bambini senza copertura nelle prime settimane di lezione. La quota di docenti specializzati e' salita dal 63% al 78% in cinque anni, ma restano 57mila insegnanti privi di formazione specifica. La riorganizzazione dei posti di sostegno per il 2025/26 non ha intaccato il numero della discontinuita'.
Cosa succede quando manca la continuita'
La rotazione del docente di sostegno produce conseguenze concrete: il piano educativo viene rivisto, i progressi rischiano di non consolidarsi, la famiglia racconta da capo la storia del proprio figlio. La docente di Gela ha potuto organizzare il viaggio a Rimini proprio perche' aveva tre anni di relazione alle spalle: una conoscenza che le ha permesso di anticipare bisogni del bambino fuori dalla scuola. Senza quella continuita', nessuno avrebbe saputo cosa serviva. Lo segnalano anche le famiglie di alunni autistici che denunciano la mancanza di sostegno adeguato: ogni anno ricomincia daccapo.
La disabilita' motoria, di cui e' affetto lo studente di Rimini, riguarda il 9% degli alunni con disabilita'; la disabilita' intellettiva tocca il 36%. Nel Mezzogiorno la quota di scuole accessibili per la disabilita' motoria si ferma al 35%, livello piu' basso d'Italia. Significa che in molte aree del Sud una famiglia con un bambino in carrozzina combatte gia' per il diritto a entrare in classe, prima ancora che si discuta di continuita' del docente. Nel frattempo la professione e' attraversata da tensioni: le aggressioni ai docenti come quella di Padova raccontano una pressione che si scarica sulle relazioni piu' fragili.
Il regalo di tasca propria della docente siciliana non e' un modello replicabile: dipende dalla volonta' del singolo e dalla fortuna di una cattedra confermata per piu' anni nella stessa scuola. Le 18mila nuove certificazioni di disabilita' arrivate nell'ultimo anno scolastico chiedono insegnanti stabili, formati e nominati in tempo: non eroi a tempo determinato.