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INVALSI 2026, dispersione al 7,3% ma matematica primaria in calo

Il Rapporto INVALSI 2026 stima la dispersione al 7,3% e supera l'obiettivo UE 2030, ma segnala matematica primaria in calo e 15-20 punti Nord-Sud.

L'INVALSI ha pubblicato il 16 luglio 2026 la sintesi dei primi risultati delle prove nazionali dell'anno scolastico appena concluso, che ha coinvolto oltre 2,4 milioni di studenti tra scuola primaria, medie e superiori. Il documento restituisce un quadro a due velocità: la dispersione scolastica scende ancora e l'Italia supera in anticipo il traguardo europeo del 2030, ma la matematica nella scuola primaria arretra rispetto al 2025 e al 2019, e tra Centro-Nord e Mezzogiorno resta un divario di 15-20 punti percentuali nella terza media.

Dispersione al 7,3%, obiettivo UE 2030 superato in anticipo

Il tasso di abbandono precoce, definito ELET dalle statistiche europee, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026 secondo le stime dell'Istituto, contro l'8,2% registrato nel 2025. Il traguardo del 9% fissato dall'Unione Europea per il 2030 risulta così superato con quattro anni di anticipo, un risultato che colloca l'Italia tra i Paesi più virtuosi dell'area su questo indicatore.

Anche la dispersione implicita, che riguarda gli studenti che completano il percorso senza raggiungere gli apprendimenti attesi al termine degli studi, si riduce in modo marcato: dall'8,7% del 2025 al 6,3% del 2026. Cresce contestualmente la quota di allievi con risultati eccellenti, dal 12,3% al 13,1%. L'INVALSI invita a leggere insieme i due dati, perché una popolazione scolastica più ampia e più eterogenea rende necessaria una lettura articolata dei punteggi medi.

Matematica in calo alla primaria, divari territoriali confermati

Il segnale più critico arriva dalla scuola primaria. Nella seconda e nella quinta la quota di bambini che raggiunge almeno il livello base in matematica cala di circa 3 punti percentuali sull'anno precedente, con un arretramento dell'8-10% nei risultati medi rispetto al 2019. Nella terza media la matematica resta sostanzialmente stabile, con il 55% degli studenti sopra il livello obiettivo (era il 56% nel 2025), ma tra Centro-Nord e Mezzogiorno permane un divario di 15-20 punti percentuali.

Nella maturità la fotografia si inverte. Italiano sale dal 52% al 54% a livello nazionale, matematica dal 49% al 52%. Il Mezzogiorno accelera più della media: nel Sud la quota di studenti sopra il livello obiettivo cresce in italiano dal 44% al 47% e in matematica dal 40% al 45%, mentre le regioni del Nord si mantengono attorno o poco sopra il 60% in entrambe le discipline. Nell'inglese, il 63% dei diplomandi raggiunge il livello B2/B1+ nella comprensione scritta e il 48% in quella orale.

Le rilevazioni hanno interessato circa 803.000 alunni della scuola primaria, 520.000 studenti di terza media e oltre un milione di ragazzi delle superiori, con tassi di partecipazione tra il 92% e il 99,7% a seconda del grado scolastico. La sintesi con i grafici pubblicata dall'INVALSI è disponibile online e sarà seguita nei prossimi mesi dai dati disaggregati per regione e tipo di scuola, utili a leggere l'origine dell'arretramento in matematica nella primaria.

Pubblicato il: 23 luglio 2026 alle ore 08:49