* L'Osservatorio sulla internazionalizzazione delle scuole * Indagine 2026: cosa prevede e chi è coinvolto * Come partecipare all'indagine Ipsos * Perché la mobilità studentesca resta una priorità
L'Osservatorio sulla internazionalizzazione delle scuole {#losservatorio-sulla-internazionalizzazione-delle-scuole}
Misurare quanto la scuola italiana sia davvero aperta al mondo non è un esercizio retorico. È un lavoro sistematico, fondato su dati, che la Fondazione Intercultura porta avanti ormai da anni attraverso il suo Osservatorio sull'internazionalizzazione della scuola secondaria di II grado. Ogni anno l'indagine fotografa lo stato dell'apertura internazionale degli istituti superiori del Paese, analizzando la mobilità studentesca verso l'estero, i programmi di scambio, le iniziative di cooperazione tra scuole di diversi Paesi.
Stando a quanto emerge dalle precedenti edizioni, il quadro italiano presenta luci e ombre: se da un lato cresce il numero di studenti che trascorrono un periodo di studio all'estero, dall'altro permangono forti disparità territoriali e una certa resistenza culturale in una parte del corpo docente e delle famiglie. L'Osservatorio, in questo senso, non si limita a raccogliere numeri, ma offre una bussola utile a dirigenti scolastici, insegnanti e decisori politici per orientare le strategie educative.
In un periodo in cui la scuola italiana è attraversata da molteplici tensioni, dalle polemiche sulle prove Invalsi e sulle nuove Indicazioni Nazionali fino al dibattito sull'introduzione dell'intelligenza artificiale nella didattica, il tema dell'internazionalizzazione rischia di finire in secondo piano. Eppure rappresenta uno dei pilastri su cui si gioca la competitività formativa del sistema scolastico italiano nel contesto europeo.
Indagine 2026: cosa prevede e chi è coinvolto {#indagine-2026-cosa-prevede-e-chi-è-coinvolto}
La macchina della rilevazione per l'indagine 2026 è già in moto. Ipsos Doxa, partner tecnico della Fondazione Intercultura per la raccolta e l'elaborazione dei dati, ha inviato gli inviti a partecipare a tutte le scuole secondarie di secondo grado presenti sul territorio nazionale. Licei, istituti tecnici, istituti professionali: nessuna tipologia è esclusa.
L'obiettivo è ottenere un campione il più ampio e rappresentativo possibile, capace di restituire un'immagine fedele del grado di apertura internazionale delle scuole superiori italiane. Le domande dell'indagine toccano diversi aspetti:
* la partecipazione a programmi di mobilità studentesca verso l'estero * l'accoglienza di studenti stranieri * la presenza di progetti di cooperazione internazionale * le competenze linguistiche e interculturali promosse dall'istituto * le eventuali barriere, economiche, organizzative o culturali, che frenano l'internazionalizzazione
Si tratta, in sostanza, di una radiografia completa. I risultati, come nelle edizioni precedenti, verranno resi pubblici e messi a disposizione della comunità scolastica e delle istituzioni.
Come partecipare all'indagine Ipsos {#come-partecipare-allindagine-ipsos}
Qui il punto pratico, che interessa da vicino dirigenti scolastici e referenti per l'internazionalizzazione. Gli inviti sono stati inoltrati via e-mail da Ipsos Doxa agli indirizzi istituzionali delle scuole. Tuttavia, come spesso accade nella comunicazione digitale con gli istituti, non è escluso che qualche messaggio sia sfuggito, finito nello spam o semplicemente non recapitato.
Per le scuole che non hanno ricevuto l'invito, la Fondazione Intercultura ha previsto una soluzione semplice: è possibile richiedere direttamente la partecipazione rivolgendosi all'Osservatorio. Il sito ufficiale dell'Osservatorio fornisce tutte le informazioni dettagliate sulle modalità di adesione, i tempi e i contatti utili.
È un passaggio che vale la pena non trascurare. Partecipare all'indagine non comporta oneri significativi per le scuole, ma offre in cambio un doppio vantaggio: contribuire a un quadro conoscitivo di rilevanza nazionale e, al tempo stesso, ricevere un feedback utile sul proprio livello di internazionalizzazione rispetto alla media italiana.
Perché la mobilità studentesca resta una priorità {#perché-la-mobilità-studentesca-resta-una-priorità}
La mobilità degli studenti verso l'estero non è un lusso riservato a pochi istituti d'élite. Negli ultimi anni il fenomeno ha conosciuto una progressiva democratizzazione, anche grazie ai programmi europei come Erasmus+ e alle borse di studio offerte da enti come la stessa Intercultura. Resta tuttavia un dato di fatto: l'accesso a queste opportunità è ancora fortemente condizionato dal contesto socioeconomico e dalla sensibilità dei singoli istituti.
L'Osservatorio serve proprio a questo, a rendere visibili le disuguaglianze e a fornire strumenti per colmarle. In un sistema scolastico che sta affrontando sfide complesse, dal reclutamento dei nuovi docenti tramite i concorsi PNRR alla riforma della didattica, l'apertura internazionale non può essere considerata un elemento accessorio. È parte integrante della qualità dell'offerta formativa.
Le scuole interessate hanno ancora tempo per aderire. La questione, semmai, è se avranno la volontà di farlo.