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Indicazioni Nazionali per i licei, lavori conclusi: dal greco antico recitato all'intelligenza artificiale nei programmi

La commissione Perla ha completato la revisione dei curricoli della scuola secondaria. Tra le novità più rilevanti: la geografia torna materia autonoma, il greco si studia anche attraverso la drammatizzazione e arriva un paragrafo dedicato all'IA

* La conferma di Valditara: revisione completata * Geografia autonoma: addio alla geostoria * Il greco antico si mette in scena * Il primato della lingua italiana nelle ore di lettere * Intelligenza artificiale: un paragrafo nei programmi * Le reazioni e i nodi ancora aperti

La conferma di Valditara: revisione completata {#la-conferma-di-valditara-revisione-completata}

La data da segnare è il 23 marzo 2026. Quel giorno il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato la conclusione dei lavori della commissione incaricata di riscrivere le Indicazioni Nazionali per la scuola secondaria di secondo grado, un cantiere aperto da mesi e seguito con attenzione, non senza polemiche, dal mondo della scuola.

A guidare il gruppo di esperti è stata la professoressa Loredana Perla, ordinaria di Didattica e Pedagogia speciale all'Università di Bari, figura già nota per il suo ruolo nella revisione dei curricoli del primo ciclo. Il documento finale, stando a quanto emerge, interviene su diversi snodi della didattica liceale con scelte che si annunciano tutt'altro che cosmetiche.

L'impianto complessivo tocca la struttura disciplinare, i metodi di insegnamento e persino il rapporto tra tradizione umanistica e nuove tecnologie. Vediamo nel dettaglio cosa cambia.

Geografia autonoma: addio alla geostoria {#geografia-autonoma-addio-alla-geostoria}

Una delle novità più attese riguarda la geografia, che torna a essere materia autonoma nei licei. Si chiude così la controversa stagione della cosiddetta _geostoria_, l'accorpamento con la storia introdotto dalla riforma Gelmini del 2010 e da sempre criticato da buona parte dei docenti.

L'abbinamento, nei fatti, aveva finito per sacrificare la geografia, ridotta spesso a un'appendice marginale delle ore di storia. Associazioni disciplinari e geografi accademici chiedevano da anni un ripensamento. Le nuove Indicazioni Nazionali sembrano accogliere queste istanze, restituendo alla disciplina uno spazio curricolare proprio. Come sottolineato dalla stessa sottosegretaria Frassinetti Difende le Nuove Indicazioni Nazionali: L'importanza di Materie Classiche e Storiche nella Formazione dei Bambini, il recupero di una solida formazione nelle materie tradizionali è considerato un pilastro della revisione in corso.

Resta da capire, naturalmente, con quante ore settimanali e in quali classi la geografia verrà effettivamente collocata. Un dettaglio non secondario, che farà la differenza tra una restituzione piena e un'operazione simbolica.

Il greco antico si mette in scena {#il-greco-antico-si-mette-in-scena}

Forse la novità più sorprendente, e certamente quella che ha attirato maggiore curiosità mediatica: le nuove Indicazioni introducono la drammatizzazione come strumento didattico per l'insegnamento del greco antico al liceo classico.

L'idea non nasce dal nulla. Da decenni, esperienze come il Festival del Teatro Classico di Siracusa dimostrano quanto la messa in scena dei testi greci possa avvicinare gli studenti a una lingua percepita, spesso a torto, come morta e lontana. Recitare Sofocle o Euripide, lavorare sulla metrica, sulla gestualità, sul ritmo delle battute: tutto questo diventa ora parte integrante dell'approccio didattico suggerito dal Ministero.

Non si tratta di sostituire la traduzione dal greco, che resta centrale, ma di affiancarle un metodo capace di restituire la dimensione performativa e orale di una letteratura che, vale la pena ricordarlo, nasceva per essere ascoltata, non letta in silenzio su un banco. Una scelta che potrebbe ridare slancio a un indirizzo di studi in costante calo di iscrizioni.

Il primato della lingua italiana nelle ore di lettere {#il-primato-della-lingua-italiana-nelle-ore-di-lettere}

Le ore di italiano saranno ridisegnate attorno a quello che il Ministero definisce il "primato della lingua italiana". La formula, già presente nel dibattito culturale promosso da Valditara, indica una maggiore centralità della padronanza linguistica, della grammatica, della produzione scritta e orale in lingua italiana.

Si tratta di un orientamento che dialoga con le preoccupazioni, documentate dalle rilevazioni INVALSI, sul calo delle competenze di comprensione del testo tra gli studenti italiani. Le Nuove Indicazioni Nazionali in Arrivo: Rivoluzione nella Didattica della Lingua Italiana avevano già anticipato questa direzione, segnalando un ripensamento profondo dell'insegnamento dell'italiano fin dal primo ciclo.

Il rischio, segnalato da alcuni osservatori, è che la retorica del "primato" scivoli verso un approccio identitario più che didattico. Ma sul piano concreto, rafforzare le competenze linguistiche degli studenti è un obiettivo su cui il consenso è trasversale.

Intelligenza artificiale: un paragrafo nei programmi {#intelligenza-artificiale-un-paragrafo-nei-programmi}

Le nuove Indicazioni conterranno anche un paragrafo specifico dedicato all'intelligenza artificiale. Non una materia a sé, almeno per ora, ma un riferimento esplicito all'interno dei programmi, con l'obiettivo di fornire agli studenti strumenti critici per comprendere le tecnologie che stanno trasformando il mondo del lavoro, della comunicazione e della stessa produzione del sapere.

È una scelta significativa. Fino a oggi l'IA era rimasta fuori dai documenti programmatici della scuola italiana, confinata in sperimentazioni locali e nella buona volontà dei singoli docenti. L'inserimento nei curricoli nazionali segna un cambio di passo, anche se molto dipenderà dalla formazione degli insegnanti e dalle risorse disponibili.

Il tema dell'IA nella didattica, peraltro, si intreccia con questioni delicate: il plagio attraverso i chatbot, l'uso consapevole degli strumenti generativi, la capacità di distinguere contenuti prodotti da macchine e contenuti autentici. Tutti nodi che le scuole si trovano già ad affrontare quotidianamente, spesso senza linee guida chiare.

Le reazioni e i nodi ancora aperti {#le-reazioni-e-i-nodi-ancora-aperti}

La conclusione dei lavori della commissione Perla non significa, ovviamente, che i nuovi programmi entreranno in vigore domani. Il documento dovrà passare al vaglio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), che esprimerà un parere, e poi seguirà il consueto iter amministrativo. I tempi realistici per l'applicazione nelle classi restano incerti.

Intanto, il mondo della scuola non è rimasto a guardare. Lo Sciopero Nazionale della Scuola il 7 Maggio: Prove Invalsi e Indicazioni Nazionali sotto Accusa ha mostrato come una parte significativa del corpo docente guardi con diffidenza alla riforma, contestando sia il metodo, ritenuto poco partecipativo, sia il merito di alcune scelte.

Le critiche più frequenti? L'assenza di un vero confronto con le associazioni disciplinari, il timore di un sovraccarico di contenuti senza un corrispondente aumento delle ore, la perplessità sulla reale fattibilità di alcune innovazioni, come la drammatizzazione del greco, in classi con organici ridotti e risorse limitate.

La questione resta aperta. Ma una cosa è certa: dopo anni di sostanziale immobilismo sui programmi della secondaria superiore, il cantiere è stato finalmente avviato. Sta ora al sistema scolastico, nella sua complessità, verificare se le fondamenta reggono.

Pubblicato il: 24 marzo 2026 alle ore 14:50