Una grande assise a novembre sull'integrazione dei ragazzi stranieri, 1.000 docenti specializzati per l'italiano come lingua seconda, un emendamento al ddl Sicurezza per vietare il burqa a scuola e la revisione del tetto del 30% di alunni stranieri per classe. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha delineato il 31 luglio 2026 sul Corriere della Sera il pacchetto di misure con cui il governo intende affrontare la distribuzione disomogenea degli studenti non italiani sul territorio e il divario che emerge nelle prove Invalsi di terza media.
Distribuzione disomogenea e piano da 1.000 docenti L2
Gli studenti senza cittadinanza italiana sono poco più del 10% del totale, ma la ripartizione regionale mostra scarti ampi. Alla scuola primaria la Lombardia arriva al 22% e l'Emilia-Romagna al 24%, mentre in Campania e Puglia la quota si ferma al 5,2% e in Sardegna al 3,9%. Le percentuali calano alle medie e alle superiori, dove il fenomeno è ancora in crescita e riguarda le fasce più giovani. La concentrazione, ha precisato Valditara, interessa in particolare le periferie delle grandi città del Nord e del Centro e alcune zone rurali di Lombardia ed Emilia-Romagna.
Sul fronte delle risorse Valditara indica 1.000 docenti specializzati nell'italiano L2, un numero tarato sulle classi con oltre il 20% di alunni stranieri neoarrivati e non sulle circa 300.000 classi complessive citate dall'intervistatrice del Corriere. Il pacchetto include 13 milioni di euro per i corsi pomeridiani, il piano estate, il tutor per la didattica personalizzata e il progetto Agenda Nord dedicato alle periferie. Il ministro conferma inoltre l'intenzione di rivedere le disposizioni sul limite del 30% di stranieri per classe, oggi non rispettato in molte aree del Nord e del Centro.
Abbandoni in calo, gap Invalsi ancora ampio
Sul fronte dell'abbandono scolastico gli indicatori migliorano: il tasso tra gli studenti stranieri è passato dal 30,1% del 2022 al 26,2% attuale, secondo i dati citati dal ministro, con una discesa attesa anche nei prossimi anni. Restano invece marcati i divari misurati dall'Invalsi in terza media: 30 punti di scarto in matematica, con 204 punti per gli studenti italiani contro 173 per quelli stranieri, e oltre 40 punti in italiano (201,3 contro 158,9). In inglese, ha aggiunto Valditara, gli studenti stranieri risultano in media più bravi dei coetanei italiani.
Sul rifiuto di alcune famiglie di iscrivere le figlie a scuola il ministro ha richiamato la reclusione fino a due anni prevista dal decreto Caivano su Gazzetta Ufficiale e ha ipotizzato la revoca del permesso di soggiorno per chi non rispetta l'obbligo scolastico. Sulla cittadinanza, Valditara ha ribadito che il percorso attuale prevede dieci anni di presenza regolare, un arco coincidente con la durata dell'obbligo scolastico. La discussione politica proseguirà con l'assise programmata a novembre, alla quale il ministero intende invitare sindacati, docenti, esperti ed esponenti delle consulte studentesche.