Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha partecipato giovedì 29 ottobre 2026 alla conferenza internazionale OCSE «Looking back and moving forward» a Roma, dedicata all'educazione e alla cura dei bambini dalla nascita a sei anni. L'evento è stato organizzato da INVALSI con la collaborazione del MIM, su richiesta dell'OCSE, come riconoscimento dell'impegno dell'Italia nello sviluppo delle competenze linguistiche, logico-matematiche, creative, sociali ed empatiche dei bambini della fascia prescolare.
L'appuntamento coincide con i venticinque anni dalla prima pubblicazione del rapporto «Starting strong» del 2001, principale riferimento internazionale per le politiche di educazione infanzia e cura della fascia 0-6. I Paesi membri hanno fatto il punto sui progressi e condiviso pratiche innovative, con particolare attenzione alla continuità educativa fra nido, scuola dell'infanzia e primo ciclo di istruzione. La richiesta OCSE a Roma, ha spiegato il Ministero, è motivata dalla tradizione pedagogica italiana nei servizi dei primi anni.
Cinque obiettivi per i sistemi ECEC
La conferenza ha riaffermato cinque obiettivi chiave per i sistemi di educazione e cura della prima infanzia: accesso ai servizi, qualità dell'offerta educativa, equità e inclusione verso le fasce più fragili, continuità verticale e orizzontale tra i diversi segmenti e resilienza dei servizi di fronte a crisi demografiche, economiche o sanitarie. Il MIM ha portato al tavolo l'esperienza italiana sui servizi 0-3 e sulle scuole dell'infanzia, descritte dal Ministero come fondamenta per prevenire la dispersione scolastica e per sostenere lo sviluppo delle competenze cognitive e relazionali nei primi anni di vita.
Fra le priorità emerse c'è il rafforzamento della formazione del personale educativo e la costruzione di un sistema integrato 0-6 anni, modello che l'Italia ha avviato con il decreto legislativo 65/2017.
Il nodo della copertura 0-3 in Italia
L'incontro arriva mentre l'Italia misura la distanza dal nuovo obiettivo europeo di Barcellona, che fissa al 45% la copertura dei posti nido per i bambini sotto i tre anni entro il 2030. La media nazionale resta attorno al 30%, con un divario marcato tra Centro-Nord e Mezzogiorno. La scuola dell'infanzia 3-6 anni, invece, mantiene tassi di partecipazione sopra il 90%, tra i più alti nell'area OCSE, grazie a una rete capillare consolidata nei decenni.
Il quadro territoriale resta eterogeneo: nelle regioni del Mezzogiorno la copertura dei posti nido è ancora distante dalla soglia europea, mentre Emilia-Romagna, Valle d'Aosta e Umbria superano già il 40%. Il Piano asili nido finanziato dal PNRR punta a sostenere i nuovi posti nei territori più scoperti, affiancando la rete pubblica alla gestione comunale e al convenzionamento con il privato.
Il MIM parteciperà alle prossime tappe del percorso ECEC indicato dall'OCSE. Il rapporto OECD Starting Strong resta il riferimento internazionale per misurare i progressi dei sistemi di prima infanzia e per orientare le prossime scelte di policy.