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Il caso Mestre e la falla del tetto 30% che riguarda gli asili

Nella scuola d'infanzia di Mestre 100 iscritti su 102 sono stranieri. Il tetto del 30% previsto dal MIM non si applica ai nidi: ecco perché.

Cento bambini su 102 di origine straniera, quasi tutti asiatici: è la fotografia di una sezione della scuola dell'infanzia dell'istituto comprensivo Caio Giulio Cesare di Mestre, come ha rivelato il Corriere della Sera. Il caso arriverà sul tavolo dell'Ufficio scolastico regionale del Veneto, ma sulla carta la scuola non ha violato alcuna norma.

Perché il tetto del 30% non blocca i nidi

La normativa nazionale fissa dal 2010 il limite del 30% di alunni con cittadinanza non italiana per singola classe, con la circolare Gelmini n. 2 dell'8 gennaio. La regola è stata ribadita dal Ministero dell'istruzione e del merito nella circolare 100847 del 17 dicembre 2025 sulle iscrizioni 2026/2027, che al punto 9.3 disciplina l'inserimento degli alunni stranieri. Il vincolo, però, riguarda scuola primaria, secondaria di primo e di secondo grado.

L'asilo non è obbligatorio e resta fuori dal perimetro applicativo. Le famiglie possono iscrivere i figli dove preferiscono e le scuole non hanno alcun obbligo di bilanciare le composizioni. Il risultato pratico è quello che si osserva a Mestre: una sezione unica composta al 98% da bambini stranieri, in gran parte di seconda generazione, senza che alcun ufficio possa intervenire per riequilibrare i numeri. La piattaforma checkpoint dell'USR per le deroghe al tetto 30% resta aperta dal 19 luglio al 21 agosto 2026, ma riguarda solo gli ordini scolastici in cui la soglia formalmente esiste.

I numeri veneti che il caso rivela

Il caso Mestre non è un incidente statistico. Il report dell'USR Veneto sull'anno scolastico 2024/2025 colloca la regione al terzo posto in Italia per numero di istituti che superano la soglia del 30% di alunni con cittadinanza non italiana, dopo Lombardia ed Emilia-Romagna.

Nel 2024/2025 il Veneto conta 109.725 studenti stranieri, di cui 16.954 nella scuola dell'infanzia: il 16,3% del totale infanzia, in calo di un punto rispetto al 17,3% dell'anno precedente. La provincia di Venezia è l'unica insieme a Rovigo a mostrare un andamento controtendenza. Mentre in tutta la regione gli alunni stranieri sono calati del 2,7% tra il 2023/2024 e il 2024/2025, a Venezia sono cresciuti dell'1,1% e gli alunni italiani sono scesi del 2,3%. Nella sola provincia lagunare gli alunni stranieri dell'infanzia sono 3.107.

Sono numeri che spiegano perché il fenomeno delle scuole a forte concentrazione emerge proprio qui: dove la popolazione italiana in età prescolare cala, l'incidenza percentuale sale in modo automatico. Va aggiunto un dato che spesso si perde nel dibattito: la maggioranza dei bambini classificati come stranieri è nata in Italia, con quasi due terzi degli studenti CNI nati sul territorio nazionale secondo i dati del Notiziario MIM. Il caso Caio Giulio Cesare non è un problema di immigrazione recente, ma di residenza e composizione dei quartieri, in una scuola italiana già oggi segnata da divari geografici marcati come mostra la mappa dei licei matematici 2026/2027.

Cosa può cambiare

Estendere il tetto del 30% alla scuola dell'infanzia richiederebbe una modifica normativa, perché la circolare del 2010 si applica solo agli ordini scolastici obbligatori. La piattaforma checkpoint permette agli istituti sopra soglia di chiedere deroghe motivate all'USR, ma serve appunto una soglia da superare. Nel frattempo, l'unico strumento operativo restano le scelte delle famiglie e le decisioni delle amministrazioni locali sui bacini di utenza.

Il precedente del 2024 di una scuola laziale, dove 12 famiglie italiane spostarono i figli in un altro istituto dopo quattro giorni dall'inizio delle lezioni per l'alta presenza di bambini stranieri, mostra che senza intervento normativo il riequilibrio avviene per esodo, non per pianificazione. La nuova assessora alle Politiche educative del Comune di Venezia Maika Canton ha chiesto un incontro al direttore dell'USR Veneto Marco Bussetti: sarà il primo test politico di un dossier che tornerà d'attualità quando si apriranno le iscrizioni per l'anno 2027/2028.

Pubblicato il: 19 luglio 2026 alle ore 10:22