Tra il 2013/2014 e il 2023/2024, i docenti di sostegno nelle scuole italiane sono più che raddoppiati: da 112.212 a 235.134, con un'incidenza sul totale degli insegnanti cresciuta dal 14,4% al 24,4%. Il Rapporto Annuale ISTAT 2026, presentato il 21 maggio, registra questa crescita come segnale di attenzione verso l'inclusione. I dati dettagliati dello stesso istituto, però, mostrano che la crescita in numeri non si è tradotta in una crescita equivalente in qualità.
Un raddoppio in dieci anni che non risolve il problema della specializzazione
Nelle scuole italiane operano oggi circa 246mila insegnanti di sostegno tra istituti statali e non statali, a fronte di quasi 359mila alunni con disabilità: un aumento del 26% in cinque anni. Il rapporto tra alunni e docenti nella scuola statale è di 1,4, al di sotto del limite legale di 2. Tuttavia, il 27% degli insegnanti di sostegno - circa 66mila persone - lavora senza una formazione specifica per il ruolo.
Il divario geografico è il dato più rilevante: le regioni del Nord registrano il 38% di insegnanti senza specializzazione, il Mezzogiorno si ferma al 13%. Le aree tradizionalmente meglio dotate di risorse hanno più insegnanti non qualificati. Questo paradosso si spiega con la dinamica del mercato del lavoro scolastico: nelle regioni settentrionali la crescita rapida delle cattedre ha superato la disponibilità di insegnanti con titolo specifico, portando a coprire i posti con personale non ancora formato. Nel Mezzogiorno, invece, la crescita è stata più graduale e ha trovato una quota maggiore di candidati già specializzati.
Il tema ha già generato un confronto normativo: il decreto sui docenti di sostegno è stato impugnato da FLC CGIL e Gilda UNAMS, proprio in risposta alle criticità nel percorso di reclutamento e abilitazione.
Continuità didattica: più di un alunno su due cambia insegnante ogni anno
La rilevazione ISTAT sull'inclusione scolastica 2023/2024 mostra una discontinuità strutturale nel rapporto tra studenti e insegnanti. Nell'anno scolastico 2023/2024, il 57% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno precedente. L'8,4% ne ha cambiato uno nel corso dello stesso anno scolastico. Tra le tipologie più diffuse - disabilità intellettiva (40% degli alunni) e disturbi dello sviluppo psicologico (35%) - la continuità con lo stesso insegnante è spesso determinante per i progressi educativi. Il cambio frequente di riferimento adulto compromette l'efficacia dei percorsi individualizzati.
Anche i tempi di assegnazione incidono: l'11% degli insegnanti viene assegnato in ritardo rispetto all'inizio dell'anno, con punte del 16% nelle scuole dell'infanzia. Le famiglie di studenti con disabilità si trovano spesso a fronteggiare le prime settimane senza il supporto previsto, con effetti diretti sulla qualità dell'inclusione.
Sul fronte della formazione strutturata, l'Osservatorio ha approvato i corsi di specializzazione per il sostegno, un passaggio atteso da molti insegnanti in servizio senza titolo specifico.
Specializzazione in crescita, ma il ritmo è inferiore alla domanda
La quota di insegnanti con formazione specifica è cresciuta dal 63% al 73% in quattro anni. Un miglioramento reale, che sconta però un ritardo strutturale rispetto all'espansione del sistema: quelli senza specializzazione sono ancora circa 66mila, concentrati soprattutto nelle scuole dell'infanzia e primarie.
La pressione sulla domanda non si riduce. Negli ultimi cinque anni le scuole hanno accolto 75mila studenti con disabilità in più (+26%), e la tendenza non accenna a stabilizzarsi. Con il numero di alunni che cresce più rapidamente della disponibilità di insegnanti specializzati, la forbice tra bisogno e risposta qualificata rischia di allargarsi ulteriormente nelle regioni dove il gap è già più marcato.
Per chi vuole intraprendere il percorso di abilitazione, i requisiti e le novità per i corsi di sostegno per docenti indicano le modalità di accesso aggiornate.
Il Rapporto ISTAT 2026 fotografa un sistema scolastico che ha investito molto in quantità, con un gap di qualità ancora significativo. Per gli studenti con disabilità al Nord, dove 4 insegnanti su 10 non hanno la specializzazione richiesta, la differenza non si misura in statistiche: si misura nel livello di supporto ricevuto ogni giorno in classe.