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Geografia -30% nei tecnici, l'unico libro di Udine è solo una toppa

Il DM 29/2026 taglia del 30% la geografia nel biennio economico e spezza AFM in due discipline da un'ora. La toppa dello Zanon di Udine.

Con l'entrata in vigore del DM 29 del 19 febbraio 2026, la riforma istituti tecnici ridisegna anche la geografia: nel biennio del settore economico le ore complessive scendono da 6 a 4, un taglio del 30%, mentre nel primo anno dell'indirizzo AFM la disciplina viene spezzata in due materie distinte da un'ora ciascuna. La scuola di Udine citata dall'AIIG risponde con un unico libro di testo per l'intero biennio, ma è una toppa.

Cosa cambia con il DM 29/2026

Il decreto ministeriale, registrato alla Corte dei Conti il 6 marzo 2026, ridefinisce quadri orario e risultati di apprendimento di tutti gli indirizzi tecnici. Nel settore economico il primo biennio passa da 6 ore complessive di geografia a 4: restano 3 ore di geografia economica e 1 ora di geografia inserita nell'area di istruzione generale. Nel settore tecnologico-ambientale la disciplina compare con una sola ora settimanale nel primo anno, un caso isolato perché nessun altro insegnamento del quinquennio ha un solo modulo. Nel triennio dell'indirizzo turismo scompare invece la geografia turistica, l'unica disciplina interamente attribuita alla classe di concorso A21. Il testo del decreto e allegati sul sito MIM contiene i nuovi quadri per tutti gli undici indirizzi, in vigore dalle classi prime del 2026/2027, un debutto che coincide con iscrizioni ai tecnici in calo.

Due discipline da un'ora nella stessa classe

Il caso più singolare è quello dell'indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing. Al primo anno gli studenti hanno in orario 'geografia' e 'geografia economica' come materie distinte, entrambe da 60 minuti settimanali. Costruire un percorso didattico coerente, valutare e sviluppare competenze in un solo modulo settimanale è già complicato, farlo su due binari paralleli lo diventa di più. L'AIIG parla di frammentazione che rende difficile qualsiasi lavoro serio con studenti tra i 14 e i 15 anni. Sul fronte editoriale, le scuole che applicano alla lettera lo schema del decreto devono adottare due manuali di geografia distinti, con costo doppio a carico delle famiglie, dopo che gli primi orientamenti del MIM sul biennio avevano lasciato ampi margini interpretativi. La risposta dell'istituto Zanon di Udine, segnalata dall'AIIG, va nella direzione opposta: un unico volume che copre entrambi gli anni, con ripasso di geografia generale nel trimestre (33 ore, basato sul test d'ingresso) e moduli economici o geopolitici nel pentamestre (66 ore). È una scelta ragionevole, ma non replicabile in automatico: dipende da collegi docenti in cui i geografi riescano a incidere, e in molti istituti sono uno o due su decine di colleghi.

Il conto per famiglie e cattedre

Sui libri il peso è concreto. Per il 2026/2027 il decreto ministeriale sui tetti di spesa fissa a 329 euro il primo anno degli istituti tecnici del settore economico e a 346 euro quello del tecnologico-ambientale, con un aumento medio dei prezzi dell'1,8% sulla secondaria di secondo grado segnalato dall'AIE, sotto l'inflazione (2,8% a luglio 2026 per l'Istat). La spesa complessiva stimata per uno studente al primo anno delle superiori, tra libri, corredo e dotazione digitale, sfiora i 1.900 euro secondo Federconsumatori, con circa 545 euro solo di manuali: un secondo libro di geografia adottato per rispettare la lettera del quadro orario pesa in modo tangibile, e non tutte le famiglie ricadono nel fondo statale da 20 milioni annui riservato agli ISEE fino a 30.000 euro. Sul fronte docenti, la classe A21 esce ridimensionata: il monte ore complessivo cala, la geografia turistica scompare dal triennio turismo e per costruire una cattedra servono le 18 ore distribuite su un numero altissimo di classi prime. L'AIIG parla apertamente di demansionamento professionale e chiede l'assegnazione ad A21 dell'ora di geografia dell'area generale, oggi atipica, per evitare soprannumerari. Fra le associazioni familiari, il Moige ha chiesto un patto di corresponsabilità sulla riforma proprio a tutela della continuità didattica.

La partita si gioca collegio per collegio: fino al varo delle linee guida definitive sulle classi di concorso, ogni scuola sceglie se applicare alla lettera il decreto o cercare margini di flessibilità come lo Zanon di Udine. Le richieste dell'AIIG per correggere l'atipicità dell'ora nell'area generale sono già depositate a MIM e sindacati, ma vanno affrontate prima delle nomine di settembre 2027.

Pubblicato il: 11 settembre 2026 alle ore 13:41