{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Esame di maturità 2026: novità concrete e il divario Nord-Sud che persiste

Prima prova il 18 giugno. Commissione da 7 a 5, soglia bonus a 90. Ma i dati INVALSI 2025 mostrano che al Sud il 58% ha lacune in matematica.

Il 18 giugno 2026 inizia la prima prova scritta: 500.000 studenti affrontano il primo esame denominato maturità 2026, dopo decenni in cui si chiamava esame di Stato. La legge 164/2025 e l'Ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 - MIM hanno ridisegnato commissione, colloquio e bonus punti. Le regole sono cambiate; i livelli di preparazione con cui ci si arriva, meno.

Commissione ridotta: da 7 a 5 componenti

La commissione d'esame non conta più sette componenti ma cinque: un presidente esterno, due commissari esterni e due commissari interni. Prima della riforma erano tre interni, tre esterni e un presidente. Il taglio riduce la diversificazione delle competenze valutative ma semplifica la logistica organizzativa, in particolare per gli istituti con classi numerose e poche risorse. I commissari esterni devono avere titolo abilitante per almeno una delle quattro discipline del colloquio orale. Per i presidenti e i commissari di nuova nomina è prevista una formazione obbligatoria, una delle novità introdotte dall'ordinanza.

La formazione dei commissari si collega alle nuove normative sulla formazione iniziale dei docenti approvate con il decreto milleproroghe, che ridisegnano i percorsi abilitativi e potrebbero, nel medio termine, influire sulla qualità e sulla disponibilità dei commissari esterni.

Colloquio orale: 4 discipline fisse, niente più elaborato personalizzato

La novità strutturale più rilevante riguarda il colloquio orale. Non si parte più da un documento elaborato dallo studente: il colloquio 2026 verte esclusivamente sulle quattro discipline stabilite con decreto ministeriale del 31 gennaio 2026, specifiche per ogni indirizzo. Le materie sono sempre: italiano, la disciplina della seconda prova scritta, più altre due fissate dal MIM per ciascun percorso. La commissione fornisce un materiale di avvio (testo, immagine, grafico) e il candidato deve sviluppare il collegamento tra le quattro discipline. Il colloquio è obbligatorio: non sostenerlo significa non superare l'esame.

Rispetto agli anni precedenti il formato è più vincolato, il che riduce l'incertezza su cosa preparare ma elimina la possibilità di valorizzare percorsi extracurriculari. Per confrontare questo formato con le nuove regole per le seconde prove della maturità 2025 e capire cosa è cambiato rispetto all'anno scorso, l'indicazione è chiara: il 2026 richiede una preparazione più trasversale sulle quattro materie indicate.

Bonus punti: soglia abbassata a 90, massimo ridotto da 5 a 3

Cambia anche il meccanismo del bonus punti. Prima della riforma, la commissione poteva assegnare fino a 5 punti aggiuntivi agli studenti che avevano raggiunto almeno 97/100 tra credito scolastico e punteggi delle prove scritte. Con la nuova ordinanza la soglia scende a 90/100 e il bonus massimo si riduce a 3 punti. Una soglia più bassa amplia la platea dei potenziali beneficiari, ma il guadagno massimo è inferiore rispetto al passato.

Sul piano concreto: uno studente con 91 punti non era ammissibile al bonus nel vecchio sistema, ora rientra nella finestra. Ma il massimo assoluto resta 100/100 con lode, e con soli 3 punti di margine il percorso verso il voto massimo è più stretto. Per capire come il punteggio si compone tra credito scolastico, prove scritte e orale, è utile la guida completa all'esame di Stato 2025 su edunews24.

I dati INVALSI 2025: il divario che il nuovo colloquio porta in superficie

Le nuove regole ridisegnano la forma dell'esame, non i livelli di preparazione reale con cui gli studenti vi arrivano. Il Rapporto INVALSI 2025, relativo agli studenti al termine della scuola secondaria di secondo grado, mostra che il 46,2% a livello nazionale non raggiunge la sufficienza in matematica. Al Sud e nelle isole la quota sale al 58,5%. Per l'italiano, il 42,2% nazionale e il 51,7% nel Mezzogiorno sono sotto la soglia di sufficienza.

Il quadro si aggrava guardando le singole regioni: in Sicilia e Sardegna la sufficienza in matematica è raggiunta da meno del 30% degli studenti; in Campania, Calabria e Lazio la percentuale si ferma al 40%. Le province del Nord-Est attestano invece tassi superiori al 60%. Con il colloquio su quattro materie fisse, le lacune in matematica o italiano non possono essere aggirate orientando la preparazione verso punti di forza individuali, come permetteva il vecchio elaborato. Il formato 2026 mette a nudo questo divario senza filtri.

Il tasso di superamento nazionale dell'esame si avvicina al 100%, ma questo dato non riflette le competenze reali acquisite. La differenza tra promozione formale e preparazione effettiva è esattamente quello che il nuovo colloquio multidisciplinare porta in superficie, e i numeri INVALSI indicano che non riguarda pochi studenti.

Per gli studenti con l'esame il 18 giugno, le regole sono chiare e definitive. Commissione a cinque, quattro materie fisse, bonus da 3 punti con soglia a 90. Il vero banco di prova della riforma non è la struttura, ma se il colloquio riesce a misurare davvero chi ha acquisito le competenze rispetto a chi ha imparato a superare gli esami.

Pubblicato il: 21 maggio 2026 alle ore 14:17