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Dispersione 8,2%: l'Italia ce la fa, ma il gap di genere resta alto

Italia a 8,2% di dispersione: prima volta sotto la media UE. Ma il gap maschi-femmine (5 punti) e tra i piu alti d'Europa. Dati Eurostat e proposte ANIEF.

L'Italia ha raggiunto l'8,2% di dispersione scolastica nel 2025, scendendo per la prima volta sotto la media europea del 9,1% e centrando il target EU fissato per il 2030 con cinque anni di anticipo. I dati Eurostat premiano anche il Sud: Calabria, Puglia e Campania superano per la prima volta la Germania, ferma al 13,1%, e la Finlandia, all'9,9%. Ma c'e un aspetto che il dato aggregato non mostra: chi abbandona la scuola non e distribuito in modo uguale tra ragazzi e ragazze.

Il divario di genere che il dato aggregato non dice

Secondo i dati Eurostat 2024 sull'abbandono scolastico precoce per genere, l'Italia registra 5,1 punti percentuali di differenza tra maschi e femmine nell'abbandono precoce: i ragazzi lasciano la scuola molto piu delle ragazze. Un gap che colloca il Paese al terzo posto in Europa per questo indicatore, superato solo da Cipro (6,3 punti) e Spagna (5,8 punti).

Il calo degli ultimi anni ha quindi un impatto diverso tra i sessi. Le ragazze italiane si ritirano sempre meno dalla scuola, mentre per i ragazzi il problema resta strutturalmente piu radicato. Questo significa che il risultato globale dell'8,2% maschera una situazione piu critica sul versante maschile, che richiede interventi mirati fin dai primi anni di istruzione, prima che l'abbandono diventi un esito difficile da invertire.

E esattamente su questo punto che si innestano le proposte del presidente nazionale di ANIEF, Marcello Pacifico: 'E importante anticipare l'obbligo scolastico a tre anni e, ininterrottamente, sino alla fine della scuola secondaria di secondo grado'. L'intervento precoce, dalla scuola dell'infanzia e dalla primaria, e il punto in cui il divario puo essere interrotto prima che si consolidi.

Le proposte ANIEF: dalla scuola primaria all'obbligo a 3 anni

ANIEF individua tre leve concrete per consolidare il risultato ottenuto. Prima, nuovi asili nido in tutto il territorio, in particolare al Sud dove la copertura resta inferiore alla media nazionale. Seconda, il ripristino dei moduli nella scuola primaria: tornare al sistema con piu insegnanti per classe, eliminato dalla riforma Gelmini del 2008 a favore del maestro unico. Terza, l'estensione dell'obbligo formativo dai 3 ai 18 anni, coprendo l'intero arco dalla scuola dell'infanzia fino alla secondaria di secondo grado.

La proposta di tornare ai moduli nella primaria si basa su un'idea precisa: piu presenze docente per alunno permettono di individuare prima le difficolta di apprendimento, prima che si trasformino in disinteresse cronico o abbandono. Anche la figura del docente tutor, introdotta dal MIM, va nella stessa direzione: accompagnare gli studenti con difficolta nei processi formativi. Le controversie sulle nuove indicazioni nazionali per la scuola primaria mostrano quanto sia ancora aperto il dibattito su come riformare questo ciclo.

PNRR e Sud: il risultato che non puo fermarsi

Dal 2023 al 2025, secondo il ministro Valditara, l'Italia ha restituito prospettive a mezzo milione di giovani. Agenda Sud e citata come buona pratica nel Joint Employment Report della Commissione europea e ha contribuito a migliorare i tassi anche in Calabria, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna, regioni che per la prima volta registrano performance migliori della Germania. Ma i fondi straordinari del PNRR hanno un orizzonte temporale definito: l'accelerazione degli ultimi anni e in parte strutturale, in parte legata a risorse non ordinarie.

Sul fronte pratico, il concorso PNRR-2 per docenti di infanzia e primaria sta immettendo nuove leve qualificate nel segmento piu strategico. Se le proposte ANIEF di estendere l'obbligo a 3 anni venissero adottate, la domanda di insegnanti in quel comparto crescerebbe sensibilmente. Per le famiglie, intanto, questioni concrete come i costi dei libri di testo per la scuola primaria nel 2025/2026 restano una voce reale della vita scolastica quotidiana.

L'obiettivo del 9% e superato con cinque anni di anticipo. Il passo successivo e strutturale: riformare la scuola dell'infanzia e la primaria per intervenire prima che l'abbandono diventi una scelta. Partire dai 3 anni, come chiede ANIEF, significa trasformare un traguardo statistico in un cambiamento permanente.

Pubblicato il: 10 maggio 2026 alle ore 13:01