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Decreto scuola, studenti OSA in piazza a Roma davanti al Liceo Enzo Rossi

L'OSA scende in piazza a Roma contro il decreto scuola: 34mila classi oltre il tetto del 30% e multe fino a 1000€ per burqa e genitori inadempienti.

Manifestazione degli studenti dell'Opposizione Studentesca d'Alternativa davanti al Liceo Artistico Enzo Rossi di Roma, giovedì 25 settembre 2026, contro il decreto scuola approvato dal Consiglio dei ministri il giorno prima. Lo slogan della protesta, 'Basta razzismo di stato', prende di mira il tetto del 30% di studenti stranieri nelle classi prime, le multe fino a mille euro per i genitori che non frequentano i corsi di alfabetizzazione e il divieto di burqa e niqab negli istituti. Nel post firmato dal collettivo Osa gli studenti chiedono al governo di 'risolvere i problemi veri' e attaccano il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara.

I tre punti contestati dal decreto

Del testo licenziato dal governo Meloni il 24 settembre 2026 gli studenti Osa contestano tre elementi centrali. Il primo è il tetto del 30% agli alunni con cittadinanza non italiana nelle classi prime: nella scuola primaria si applica a chi non ha frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia in Italia, nella secondaria a chi non ha completato con esito positivo almeno tre anni del sistema nazionale di istruzione. Il secondo è la segnalazione ai servizi sociali delle famiglie con persistenti barriere linguistiche, che apre a un percorso obbligato di alfabetizzazione presso i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (Cpia). Il terzo è la forbice sanzionatoria da 200 a mille euro, identica per il burqa a scuola e per i genitori che non completano i corsi Cpia. Non è la prima mobilitazione del collettivo contro il ministro: il 15 settembre Osa aveva esposto un manichino di Valditara alla finestra del liceo Minghetti in una protesta al primo giorno di scuola a Bologna.

34mila classi coinvolte, 850mila studenti, 63% al Nord

Il ministro Valditara, nella conferenza post Cdm, ha quantificato in 34.000 le classi italiane che oggi superano la soglia del 30%, come ricostruito nel dettaglio nella scheda sul decreto approvato. Il Ministero dell'Istruzione stima in circa 850.000 gli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole italiane, concentrati per il 63% nelle regioni del Nord. In pratica il tetto colpirà soprattutto Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, dove la presenza di alunni stranieri supera già oggi la media nazionale. Il fondo per le scuole che non riusciranno a rispettare il limite, con attività extracurricolari destinate al potenziamento della lingua italiana, ha una dotazione di 3,4 milioni di euro per il 2027 e di 14,1 milioni a decorrere dal 2028. Rapportato alle 34mila classi over-tetto, il primo stanziamento equivale a poco più di 100 euro per classe nel 2027. Sul piano dei risultati, Valditara ha citato il divario nella dispersione scolastica implicita: 5,7% per gli studenti italiani e 10% per gli stranieri, quasi il doppio.

Multe uguali per burqa e genitori inadempienti

La stessa forbice sanzionatoria da 200 a mille euro colpisce due situazioni molto diverse. La prima è la partecipazione alle attività scolastiche 'con il volto coperto', salvo ragioni sanitarie o di sicurezza: quando la violazione è commessa da un minore la multa è a carico dei genitori. La seconda è la mancata frequenza del percorso Cpia da parte dei genitori dopo la segnalazione della scuola per persistenti barriere linguistiche. Una prima versione del testo prevedeva anche il collocamento del minore fuori dalla famiglia in caso di inosservanza, richiamando l'articolo 1 comma 2 della legge 21/1991; nel testo finale approvato dal Cdm la misura è stata cassata e sostituita con la sola sanzione pecuniaria. Il decreto interviene anche sulla filiera tecnica: gli istituti tecnici e professionali assumono la denominazione di 'licei tecnologici' e 'licei professionali', con 20 milioni di euro per il 2026 e 10 milioni per il 2027 destinati alla nuova filiera. Sullo sfondo pesa una scuola italiana in contrazione demografica, come ricordato nella conferenza programmatica Cisl Scuola di Roma che ha ricordato il calo del 35,8% delle nascite dal 2008.

Il decreto scuola passa ora all'esame del Parlamento per la conversione in legge entro sessanta giorni. Gli emendamenti attesi in commissione riguarderanno soprattutto l'articolo sulle sanzioni ai genitori.

Pubblicato il: 25 settembre 2026 alle ore 12:17