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Dante nella bozza Perla: il gap tra licei e tecnici esiste già

La bozza Perla del 22 aprile sposta Manzoni al quarto anno e riduce Dante a brani scelti. Nei tecnici erano già a 10 canti. Cosa cambia davvero.

La bozza firmata il 22 aprile 2026 dalla Commissione Perla propone di spostare I Promessi Sposi dal secondo al quarto anno del liceo e di ridurre la Divina Commedia a brani scelti tra terzo e quarto anno. Il 5 maggio lo storico Alessandro Barbero ha lanciato su Change.org la petizione "Un libro per tutti" per tenere Manzoni al biennio. Il dibattito è aperto, ma i numeri già disponibili raccontano una storia diversa dalla disputa sul programma.

Cosa prevede la bozza rispetto alle indicazioni vigenti

Le Indicazioni Nazionali in vigore prevedono 20-25 canti della Commedia nel triennio dei licei. Negli istituti tecnici e professionali la quota scende già oggi a 10-11 canti totali nel triennio: meno della metà. La bozza Perla non indica un numero fisso: propone brani scelti da tutte e tre le cantiche, con l'insegnante che fornisce raccordi narrativi tra un brano e l'altro. Per I Promessi Sposi, la motivazione dichiarata è la complessità linguistica ritenuta eccessiva per il biennio, con la possibilità per i docenti di sostituirlo con testi più accessibili.

Il quinto anno del liceo, nella proposta, viene riservato integralmente alla letteratura post-unitaria, con autori europei come Kafka, Orwell e Camus affiancati ai classici italiani del Novecento. Accanto ai testi tradizionali entrano come materiali didattici legittimi fumetti, graphic novel, canzoni e sceneggiature.

Il divario tra licei e tecnici esiste già prima della bozza

Il problema centrale non riguarda solo la bozza: riguarda quello che accade già nelle classi con le indicazioni vigenti. Lo stesso dibattito in corso riconosce che le norme sui canti danteschi vengono spesso disattese o applicate in modo superficiale. Agli esami di maturità, molti studenti conoscono solo il riassunto di qualche canto, e non di rado hanno trascurato il testo del tutto.

Questo crea un paradosso preciso: la petizione di Barbero difende un numero di canti che nei fatti nessuno garantisce vengano studiati davvero. La bozza Perla, dal canto suo, formalizza una riduzione che nella maggior parte delle classi è già operativa. Due posizioni opposte sulla carta, molto più vicine nella realtà delle aule.

Il divario tra tipi di scuola è già visibile nelle norme esistenti: 20-25 canti nel triennio dei licei contro 10-11 nei professionali. Se la bozza Perla livella verso il basso, riduce un gap che però nasconde un secondo problema: anche nelle scuole dove il numero di canti previsto è 25, l'effettivo numero trattato in classe tende a essere molto inferiore.

Sul fronte della comprensione della lettura, l'Italia registra nelle prove PISA 2022 un punteggio di 482 punti, sei in più rispetto alla media OCSE di 476. Un risultato positivo, ma che misura le competenze di lettura in senso ampio e non la capacità di interpretare testi letterari complessi come la Commedia.

Cosa cambia per docenti e studenti

Sul piano pratico, la bozza amplia la libertà dei docenti ma non risolve il nodo della formazione. Lo sciopero del 7 maggio ha visto insegnanti contestare sia le prove INVALSI sia le stesse Indicazioni Nazionali, messe sotto accusa da sindacati e docenti, segno che il malcontento sul curriculum va oltre la sorte di Dante.

Per gli studenti con difficoltà specifiche di apprendimento, il tema è ancora più concreto. Il Consiglio di Stato ha riconosciuto il diritto agli strumenti compensativi per gli studenti DSA: per chi legge con difficoltà, la complessità linguistica de I Promessi Sposi non è un ostacolo astratto, ed è per questo che la questione di quando studiare Manzoni è inseparabile da quella di come insegnarlo.

Il sistema scuola affronta intanto sfide organizzative che incidono su qualunque riforma del curriculum. Al concorso DSGA, su 29.263 domande presentate si sono presentati solo 9.000 candidati: un segnale che la crisi di attrattività riguarda anche i ruoli amministrativi, non solo l'insegnamento.

La Commissione Perla e la petizione di Barbero si dividono su quanti classici inserire nel programma. Ma né la bozza né la petizione affrontano la domanda che i dati pongono: perché le indicazioni vigenti non vengono rispettate nelle aule, e come formare i docenti per insegnare davvero la Commedia nelle classi dove oggi si arriva con la sintesi di tre canti.

Pubblicato il: 25 maggio 2026 alle ore 09:34