Il Governo valuta di far confluire la Carta del docente in una Carta dei servizi aperta a tutto il personale scolastico. L'ipotesi, contenuta nelle anticipazioni della legge di bilancio per il 2027 riportate da Orizzonte Scuola, estenderebbe i benefici anche ad ATA, educatori e dirigenti scolastici, categorie finora escluse dal bonus riservato agli insegnanti. Il testo definitivo della manovra non è ancora stato pubblicato: tutte le indicazioni restano quindi provvisorie e vanno lette come scenario, non come norma vigente.
Cosa prevedono le anticipazioni
Il bonus annuale per gli insegnanti non verrebbe cancellato, ma integrato in una piattaforma di welfare già attiva dal 2023. All'interno della Carta dei servizi rientrerebbero convenzioni commerciali, agevolazioni sui trasporti, servizi assicurativi e altre prestazioni destinate a più figure professionali della scuola. Il perimetro delle risorse per ciascun lavoratore e l'elenco definitivo delle prestazioni si conosceranno solo con l'articolato della manovra: finora sono state diffuse soltanto categorie di intervento, non importi né criteri di accesso.
Il cambio di impianto si innesta su un percorso già avviato dal Ministero. A settembre è stata resa operativa l'assicurazione sanitaria integrativa per il personale della scuola, gestita da UniSalute insieme a Poste Assicura e Intesa Sanpaolo Protezione. La copertura richiede un'adesione formale, non si configura come nuovo bonus economico e anticipa una parte della logica che caratterizzerebbe la nuova Carta: servizi uguali per tutte le qualifiche, al posto di un importo riservato a una sola categoria.
Il nodo dei fondi e la platea
Il valore del contributo è passato da 500 a 383 euro negli ultimi due anni, con una riduzione di circa il 23%. Se la cifra tornerà a crescere o resterà ferma dipenderà dagli stanziamenti del Governo nella manovra 2027: senza nuove risorse, l'allargamento della platea ad ATA, educatori e dirigenti comporterebbe un ulteriore assottigliamento dell'importo medio pro capite, con un bonus formalmente più inclusivo ma con minore capacità di spesa individuale.
Resta aperto il tema dell'utilizzo effettivo delle agevolazioni che la Carta dei servizi dovrebbe estendere al personale scolastico. Nel caso dei trasporti, ad esempio, in Sicilia il bonus dedicato ai docenti ha mostrato limiti strutturali legati alla rete regionale e alle convenzioni locali, un nodo che la riforma dovrà risolvere se vuole garantire parità di accesso ai nuovi servizi su tutto il territorio nazionale e non solo sulla carta.
La prova decisiva sarà nell'articolato finale della legge di bilancio. Lì si vedrà quanta parte dei 500 euro originari viene preservata per i singoli, come saranno distribuite le nuove prestazioni al resto del personale e quale sarà il meccanismo di finanziamento stabile. Fino a quel momento, dirigenti scolastici, ATA ed educatori possono considerare l'estensione come un'ipotesi di lavoro, mentre gli insegnanti vedono confermato il perimetro di spesa attualmente in vigore.