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Da Bologna a Bari: la sperimentazione del 31 agosto si allarga al Sud

Campania e Puglia studiano il modello Emilia Romagna. In Italia 13 settimane di vacanze estive: record UE e divario Nord-Sud di 30 punti sulle madri.

Scuole aperte 31 agosto, il modello Emilia Romagna fa scuola: Campania e Puglia studiano la replica, mentre la Sardegna ragiona sull'ipotesi opposta, lo slittamento dell'inizio dell'anno scolastico fino a ottobre per ragioni climatiche.

Il modello che si allarga al Sud (e l'eccezione sarda)

L'assessore regionale alle Politiche Sociali e alla Scuola della Campania, Andrea Morniroli, conferma all'Adnkronos l'interesse della Regione: il primo tavolo permanente con sindacati, presidi, docenti e genitori si e' riunito l'8 giugno e la riapertura anticipata e' uno dei temi sul tavolo. La Puglia parla con la voce dell'assessora alla Cultura Silvia Miglietta, che propone una sperimentazione 'in raccordo con l'Ufficio Scolastico Regionale' per costruire un'offerta educativa nei periodi di transizione.

Anche una scuola di Genova ha avviato una sperimentazione su base volontaria, mentre in Emilia Romagna il dispositivo e' gia' operativo: dal 31 agosto al 14 settembre, attivita' formative, sportive e culturali, ma non strettamente didattiche. La Sardegna si muove invece in direzione opposta: 'Per ragioni climatiche qui sarebbe impossibile l'anticipo, le istanze sono per uno slittamento a ottobre', spiega l'assessora regionale alla Pubblica istruzione Ilaria Portas, che ha intanto fatto approvare una legge regionale sui centri estivi. Le differenti scelte regionali sui rientri scolastici non sono una novita': il calendario italiano e' una somma di delibere territoriali.

Tredici settimane di pausa: l'Italia primato europeo

Sotto la sperimentazione c'e' un dato strutturale: in Italia la pausa estiva scolastica arriva fino a 13 settimane, contro una media europea di 10 secondo i dati Eurydice sui calendari scolastici europei 2025/2026. Nei sistemi tedesco, francese, olandese e danese la pausa si ferma tra 6 e 8 settimane: tre o quattro settimane in meno rispetto al modello italiano. Lo stesso rapporto rileva un paradosso: l'Italia, pur con la pausa piu' lunga del continente, e' anche tra i paesi con piu' giorni di lezione (circa 200, come la Danimarca), perche' mancano le pause brevi distribuite durante l'anno, comuni in Francia o Germania.

Il vero motore della sperimentazione, pero', sta nei dati sull'occupazione delle madri. Secondo l'ultimo rapporto Le Equilibriste elaborato da Save the Children con dati ISTAT, il tasso di occupazione delle madri con almeno un figlio minore e' del 74,2% al Nord, scende al 69,2% al Centro e crolla al 44,3% nel Mezzogiorno: quasi trenta punti di differenza. Lo stesso divario spiega perche' l'Emilia-Romagna (110,1 nell'Indice delle Madri 2026) sia in cima al ranking delle regioni 'amiche delle mamme', mentre Campania, Puglia e Basilicata occupano le ultime tre posizioni. Una scuola che apre due settimane prima copre la finestra di transizione in cui i centri estivi pubblici chiudono e quelli privati pesano sui bilanci familiari.

Sondaggio contrario e Piano Estate: la frenata istituzionale

L'idea di riformare il calendario divide. Un sondaggio interno della Tecnica della Scuola registra il 72,26% dei docenti contrari a modifiche, soprattutto contro l'ipotesi di 'spalmare' la pausa didattica durante l'anno avanzata l'anno scorso dall'ex ministra del Turismo Daniela Santanche'. Il ministero dell'Istruzione e del Merito mantiene un profilo prudente: il ministro Giuseppe Valditara ha smentito di aver concordato il piano Santanche' e ha rilanciato il Piano Estate 2026, che finanzia attivita' estive nelle scuole su base progettuale, senza toccare il calendario ufficiale.

Il punto operativo e' che la sperimentazione emiliana funziona solo con la partecipazione volontaria dei docenti: a Genova il dirigente scolastico ha gia' chiarito che l'adesione non sara' imposta. Senza un meccanismo contrattuale che remuneri queste settimane aggiuntive di servizio e senza personale educativo stabile, complicato anche dalla proroga al 2027 delle graduatorie degli educatori nelle scuole paritarie, il rischio e' che il dispositivo resti circoscritto a poche scuole motivate.

Il primo banco di prova arrivera' a fine agosto 2026, quando il numero effettivo di istituti aderenti in Emilia Romagna, Campania, Puglia e Genova dira' se il modello e' una vera politica di conciliazione o una sperimentazione confinata ai contesti gia' piu' organizzati.

Pubblicato il: 9 giugno 2026 alle ore 09:07