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Curricolo IA nei licei: la riforma Valditara entra in vigore dal 2026/27

Dal 2026/27 IA strutturale nei licei e cenni alla primaria: la sperimentazione in 15 istituti, i 200 milioni per i docenti e i dati che mancano.

Il governo ha approvato il 10 giugno 2026 le nuove Indicazioni nazionali per i licei: dall'anno scolastico 2026/27 l'intelligenza artificiale entrera' strutturalmente nei programmi delle superiori, mentre nel primo ciclo arriveranno soltanto cenni di base, a partire dal concetto di algoritmo. L'intervento, presentato al termine del Consiglio dei ministri dal ministro Giuseppe Valditara, poggia su una sperimentazione biennale partita nel 2024 in 15 istituti pilota di quattro regioni.

Cosa cambia in licei e primaria

La riforma modifica le Indicazioni nazionali del 2012 e introduce due livelli di profondita' diversi. Nei licei l'IA diventa territorio critico della matematica, che fornira' i concetti e il linguaggio dei sistemi algoritmici; al programma si aggiungono moduli di educazione civica sui rischi di social media e dispositivi digitali, una riflessione etica strutturata e il potenziamento delle competenze Stem, con un percorso di orientamento dedicato alle facolta' tecniche.

Per la scuola primaria, invece, l'approccio e' gradualista. Il primo ciclo riceve solo cenni, con l'obiettivo di abituare i bambini al linguaggio dell'IA: l'esempio citato in conferenza stampa e' il concetto di algoritmo, da introdurre tramite esercizi di pensiero computazionale. Nessuna materia dedicata, nessun monte ore aggiuntivo. Il quadro normativo poggia sulla Legge 23 settembre 2025 n. 132 in Gazzetta Ufficiale e sul Regolamento UE 2024/1689. La cornice di policy e' quella tracciata da tempo dai vertici della scuola italiana, come ricostruito nella visione di Giannelli sull'intelligenza artificiale a scuola.

I 15 istituti pilota e i numeri da leggere con cautela

Il modello che entrera' nei programmi e' stato testato con la sperimentazione biennale 2024-2026 promossa dal MIM in 15 scuole secondarie di Lombardia, Toscana, Lazio e Calabria. Le classi coinvolte sono quelle di seconda media, prima e quarta superiore: tre coorti, non l'intero corso di studi. La domanda studentesca di percorsi sull'IA cresce intanto in tutto il Paese, come mostra la crescente richiesta di studi sull'intelligenza artificiale tra gli studenti italiani.

Sui risultati la comunicazione ministeriale e' netta. Nelle classi sperimentali la media generale finale e' di 7,93 contro il 6,90 delle classi di controllo, con azzeramento del tasso di non ammissione: zero studenti respinti contro il 16% del gruppo non IA. La sperimentazione ha registrato anche ricadute positive sugli alunni con bisogni educativi speciali e con disturbi specifici dell'apprendimento.

Numeri forti, che pero' vanno letti per quello che sono. Il campione di voto su cui poggia il dato 7,93 contro 6,90 riguarda quattro classi di un solo istituto tecnico, non l'intera platea dei 15 pilota. Manca una pubblicazione metodologica indipendente che esponga indicatori, variabili di controllo e dati grezzi: i risultati sono stati comunicati solo in conferenza stampa e in note sintetiche. Estendere il modello a tutti i licei italiani significa applicare a centinaia di migliaia di studenti un dispositivo didattico ancora privo di valutazione di impatto estesa.

Formazione docenti: 200 milioni in due rami

Il capitolo che decidera' la tenuta della riforma e' la formazione dei docenti. Sui 200 milioni annunciati da Valditara, 100 milioni sono destinati a corsi sulla prevenzione dei rischi (uso consapevole, manipolazione algoritmica, comportamenti a rischio online) e altri 100 milioni alla promozione dell'IA nella didattica: progettazione di lezioni, valutazione personalizzata, supporto agli studenti con bisogni educativi speciali. Le risorse si aggiungono al piano gia' attivo del Ministero da 100 milioni di euro per docenti e studenti.

Per la scuola primaria, dove l'IA resta sullo sfondo, parte della dotazione servira' ad allineare i maestri a un linguaggio nuovo. Il bacino di reclutamento e' a sua volta in movimento, con il quadro descritto dai successi del concorso PNRR 2 nella scuola dell'infanzia e primaria.

I tempi pero' sono stretti. Il decreto attuativo, le modalita' di iscrizione ai corsi e i criteri di selezione delle scuole non sono ancora pubblicati. Senza un calendario operativo entro l'autunno 2026, il rischio e' che dall'anno scolastico 2026/27 i programmi cambino sulla carta ma non nelle classi reali, dove i docenti non si saranno ancora formati. Il testo delle Indicazioni nazionali per i licei sul portale MIM resta intanto in fase di consultazione pubblica.

La pubblicazione dei dati completi della sperimentazione e il calendario del piano di formazione sono i due passaggi che permetteranno di capire se la riforma diventera' reale a settembre 2027 o restera' confinata sulla carta.

Pubblicato il: 10 giugno 2026 alle ore 15:53