Nel primo trimestre 2026 le vendite di smart glass in Asia sono cresciute del 96% rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo il reportage CNN rilanciato dal Corriere della Sera. La Corea del Sud ha già invalidato due esami TOEIC dopo aver scoperto candidati che copiavano attraverso gli occhiali intelligenti.
Un mercato che nel 2025 valeva 2,9 milioni di pezzi
L'esplosione delle vendite non nasce dal nulla. Secondo IDC nel 2025 sono stati spediti 2,9 milioni di visori smart nel mondo, con una crescita del 121% sull'anno precedente. Nel Q1 2026 Xiaomi ha conquistato il 28% del mercato cinese, davanti ad Alibaba (21%) e Li Auto (3%), erodendo quote a Meta secondo Counterpoint Research. A trainare il comparto sono anche Huawei e RayNeo. Un paio di occhiali con fotocamera e assistente AI oggi costa tra i 300 e i 500 euro, cifra alla portata di uno studente universitario o di una famiglia della classe media.
Corea del Sud: due TOEIC invalidati e metal detector nelle scuole
Il primo caso ufficiale risale al TOEIC del 10 maggio 2026, seguito da un secondo il 31 maggio. In entrambi gli episodi il comitato d'esame ha ricostruito il cheating in fase di revisione: i due candidati sono stati esclusi e banditi dal test per quattro anni. La preoccupazione era già montata a fine aprile, quando lo YouTuber Techmong (930mila iscritti) aveva mostrato un video in cui un paio di occhiali AI risolveva un test di matematica del Suneung in 18 minuti ottenendo 96 su 100.
Il Ministero dell'Istruzione coreano sta valutando di inserire esplicitamente gli occhiali intelligenti nella lista degli oggetti proibiti al Suneung di novembre. Le scuole della provincia di Gyeonggi hanno iniziato a farsi prestare metal detector dagli uffici scolastici locali. A Taiwan un professore ha smascherato un candidato all'esame di ammissione a medicina notando che la montatura degli occhiali del ragazzo emanava calore.
Italia: la nota MIM 129279 vieta i dispositivi ma non li nomina
Il quadro normativo italiano poggia su due testi. La Ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026 disciplina l'esame di stato 2025/2026, mentre la nota MIM protocollo 129279 del 5 giugno 2026 entra nel dettaglio operativo: durante le prove scritte sono vietati smartphone, smartwatch, tablet, palmari, auricolari wireless e ogni dispositivo capace di consultare file o ricevere immagini. Il semplice possesso, anche a telefono spento o in modalità aereo, comporta l'esclusione da tutte le prove e la bocciatura, con obbligo di attesa di dodici mesi.
Gli smart glass non sono nominati esplicitamente: rientrano nella clausola generale sui dispositivi capaci di trasmettere dati. A differenza di Cina (Gaokao, 12,9 milioni di candidati nel 2026), Corea del Sud e Stati Uniti (SAT), che hanno aggiornato la lista dei proibiti con una voce dedicata, l'Italia non ha ancora previsto liste esplicite né controlli fisici. I commissari sono tenuti a segnalare comportamenti sospetti, ma nessuna circolare descrive come distinguere una montatura AI da un normale paio di occhiali da vista. Il quadro completo del divieto MIM e i numeri del 2026 è già stato ricostruito con le sanzioni previste.
Cosa dovrebbero sapere i commissari prima delle prove scritte
Il divieto è chiaro sulla carta, ma i controlli restano affidati all'occhio umano. I nuovi modelli hanno l'aspetto di occhiali da lettura: microfono e altoparlante direzionale nell'astina, piccola telecamera nella cerniera. La montatura può scaldarsi con l'uso prolungato, come nel caso di Taiwan, ma un utilizzo di pochi minuti passa inosservato. Il tema arriva in una scuola italiana che, secondo l'ultima indagine Censis sulla percezione degli studenti, solo il 5,9% dei ragazzi giudica moderna, e che spesso si trova ad affrontare casi disciplinari gestiti direttamente dalle forze dell'ordine. Aggiornare i briefing di commissione sulla nuova generazione di occhiali AI, prima della prima prova, evita che un caso italiano finisca sui giornali con esiti di annullamento simili a quelli coreani.