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Cisl: stop di due anni ai concorsi e ritorno al doppio canale del 1989

Barbacci (Cisl Scuola) propone stop ai concorsi ordinari e rilancio del doppio canale del 1989: 37.430 assunti 2026/27 contro 293mila precari RGS.

Un docente precario su otto entra in ruolo nel 2026/2027: 37.430 immissioni contro 293.245 supplenti certificati dalla Ragioneria Generale dello Stato per l'anno precedente. È in questo scarto che si inserisce la proposta di Ivana Barbacci, segretaria generale della Cisl Scuola, di fermare i concorsi ordinari per uno o due anni e riaprire il doppio canale di reclutamento.

Cinque concorsi in cinque anni, l'intasamento delle graduatorie

«Dobbiamo evitare di bandire altri concorsi ordinari. Si è creato un intasamento», spiega Barbacci nel confronto pubblicato da Orizzonte Scuola. Il ragionamento parte da una cifra ripetuta più volte nell'intervento: «In cinque anni, dal 2020 al 2026, ne abbiamo banditi cinque». L'ultimo, il concorso Pnrr3 per la scuola secondaria, ha messo a bando 30.759 posti, oltre alla lista degli idonei fino al 30% valida per un triennio.

Il paradosso è che il comunicato del Ministero dell'Istruzione e del Merito sul via all'anno scolastico 2026/2027 ha rivendicato un aumento del 26% delle immissioni in ruolo, passate da 29.685 a 37.430, ma sul territorio restano circa 118mila cattedre coperte da supplenze annuali o al 30 giugno. La lista degli idonei si allunga e i vincoli sui posti autorizzati dal Mef rallentano gli scorrimenti. Chi rinuncia a una nomina in ruolo poi resta legato alle GPS con le regole 2026/2027 sulle supplenze temporanee, che possono costare due anni di depennamento.

1989-2026, il doppio canale che ha funzionato per un decennio

Il riferimento storico che Barbacci mette al centro è la legge 27 dicembre 1989 n. 417 su Normattiva, firmata da un ministro dell'Istruzione che si chiamava, e si chiama ancora oggi, Sergio Mattarella. La legge introdusse il primo doppio canale strutturale del reclutamento scolastico: 50% dei posti annualmente autorizzati ai vincitori dei concorsi ordinari, 50% da graduatorie provinciali dei precari.

Quel meccanismo restò in vigore dal 1989 al 1999. Fu poi progressivamente superato: le graduatorie permanenti diventarono le Gae con la Finanziaria del 2007 e furono chiuse a nuovi ingressi. «Sono passati 37 anni, le condizioni si sono aggravate drammaticamente», ha detto Barbacci, che oggi vorrebbe una versione aggiornata «con pesature eque» fra vincitori dei concorsi, idonei e docenti delle GPS con almeno 36 mesi di servizio e abilitazione acquisita.

Il nodo sostegno e le rinunce che frenano gli scorrimenti

Nella somma dei precari il peso del sostegno è ormai maggioritario. Fra i 236.782 docenti a tempo determinato del conto annuale RGS 2024/2025, 139.664 lavoravano su cattedre di sostegno: quasi sei su dieci. Le deroghe sul sostegno sono passate da 65mila a 145mila unità in pochi anni e da sole spiegano l'intero aumento del precariato registrato dal 2021 a oggi.

Su questo terreno si innesta la seconda proposta di Barbacci: «Perché non introdurre anche nelle nomine in ruolo il sistema del ripescaggio già usato per le supplenze?». L'idea è ridurre gli effetti delle rinunce, quest'anno «molte» a fronte di un numero di assunzioni più alto degli anni precedenti, spesso per sedi troppo distanti dalla residenza. Sul fronte delle risorse, intanto, iniziative come il programma Unicef sui diritti dell'infanzia con oltre 1000 scuole coinvolte restano casi isolati rispetto al problema strutturale.

La sospensione dei bandi non è oggi sul tavolo del governo, vincolato alle scadenze europee del Pnrr. Ma il conteggio Cisl mette al centro un dato semplice: dopo cinque concorsi in cinque anni, il precariato certificato dalla RGS è cresciuto invece di calare. Barbacci chiede che il confronto sia «a prescindere dalle campagne elettorali», con un'idea unica di reclutamento condivisa da tutto l'arco parlamentare. Sullo sfondo, il paradosso di servizi consolidati come Rai Scuola, in bilico dopo due anni di sole repliche, mostra quanto sia difficile trovare stabilità nel sistema scolastico italiano.

Pubblicato il: 22 settembre 2026 alle ore 18:09