La piattaforma della Carta docente ha riattivato i crediti dell'anno scolastico 2025/2026 martedì 15 settembre 2026. Sono 383 euro per docente, spendibili entro il 31 agosto 2027, con un vincolo nuovo: l'hardware si può comprare una sola volta in questa annualità e chi non lo prenota adesso dovrà aspettare il 2029/2030.
Cosa è arrivato sul portale il 15 settembre
Il ministero ha sbloccato tre voci contemporaneamente. La dotazione ordinaria dell'anno scolastico 2025/2026, fissata a 383,45 euro dal decreto interministeriale 59 del 31 marzo 2026, il residuo non speso dagli anni precedenti e, per la prima volta, gli importi riconosciuti ai docenti in forza di sentenze passate in giudicato. Sono somme che seguono le pronunce della Corte di giustizia europea sulla parità di trattamento fra insegnanti a tempo determinato e indeterminato.
L'accesso resta legato a SPID o CIE. Il buono nominativo va generato prima dell'acquisto e presentato all'esercente o all'ente accreditato. Rispetto al residuo 2024/2025 scaduto il 31 agosto, che è tornato al bilancio pubblico, il portale mostra ora solo la nuova dotazione annuale e gli eventuali arretrati da sentenza.
L'ultima chiamata per l'hardware: cadenza quadriennale fino al 2029/2030
Il vincolo che cambia le carte in tavola è nell'articolo 3, comma 5-bis, lettera c) del decreto-legge 127/2025, convertito dalla legge 164 del 30 ottobre 2025. La norma prevede che, a decorrere dall'anno scolastico 2025/2026, la Carta possa essere usata per l'acquisto di hardware e software solo alla prima erogazione e poi con cadenza quadriennale. Per chi ha già ricevuto il bonus in una delle annualità precedenti, esiste una finestra di grazia: un ultimo acquisto tecnologico in questa annualità, poi lo stop fino al 2029/2030.
In pratica, chi non compra tablet, notebook, monitor, tastiere o software entro il 31 agosto 2027 rimanderà l'acquisto tecnologico di quattro anni scolastici. Nessun altro capitolo di spesa ammesso ha lo stesso limite: libri, corsi di formazione presso enti accreditati MIM, biglietti per teatro, cinema, musei, mostre, spettacoli dal vivo, prodotti dell'editoria audiovisiva, servizi di trasporto e strumenti musicali restano acquistabili ogni anno. La conseguenza operativa è netta: nel budget dell'anno in corso l'hardware pesa in modo asimmetrico e va programmato per primo, non lasciato come voce residuale a fine annualità.
Importi da sentenza: chi li vede e perché
La voce dedicata ai beneficiari di sentenze è la novità silenziosa di questa riapertura. Riguarda i docenti che hanno vinto ricorsi individuali sulla base della clausola 4 dell'accordo quadro allegato alla direttiva europea 1999/70/CE, poi rafforzata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia UE sulle esclusioni automatiche delle scuole paritarie e dei contratti brevi.
L'iscrizione dell'arretrato al portale non è automatica per chi non ha presentato ricorso. Le ipotesi di estensione della Carta ad ATA e supplenti brevi restano legate a un rifinanziamento del capitolo di spesa che il decreto del 31 marzo 2026 non ha previsto: la dotazione strutturale resta a 465 milioni, distribuiti su 1,2 milioni di beneficiari a 383 euro pro capite. Senza nuove risorse in legge di bilancio, il perimetro resta quello attuale.
Perché conviene programmare la spesa già a settembre
Chi lascia scivolare il credito rischia di ritrovarsi la stessa fretta che ha svuotato la finestra 2024/2025, quando la piattaforma ha aperto solo il 9 marzo 2026 e ha ridotto a poco meno di sei mesi il tempo utile per prenotare corsi. Con lo sblocco anticipato al 15 settembre, la finestra dell'anno in corso è di 350 giorni, la più lunga fra le ultime tre annualità e una condizione favorevole per pianificare formazione, libri e acquisto tecnologico senza sovrapposizioni.
Il calendario operativo è semplice: entro il 31 agosto 2027 il credito 2025/2026 va convertito in buoni, altrimenti torna al bilancio pubblico. Chi punta al notebook o al tablet può prenotarlo già a settembre, senza aspettare la corsa di primavera.