{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

BES all'Esame di Stato: TAR Puglia, tutele diverse rispetto ai DSA

TAR Puglia, sentenza 01014/2026: per gli studenti BES la Maturità segue regole diverse dai DSA. Cosa cambia in griglia, tempi e strumenti.

Il TAR Puglia, con la sentenza n. 01014/2026 depositata il 12 settembre 2026, ha respinto il ricorso di un ex maturando con Piano didattico personalizzato che chiedeva l'annullamento dell'Esame di Stato 2024/2025. Motivo: per gli studenti BES gli strumenti compensativi in sede d'esame non sono un diritto automatico come lo sono per i DSA.

Il caso e la decisione della Seconda Sezione

Il ricorrente, in possesso di una certificazione clinica del settembre 2022 che parlava di «problematiche in corso di accertamento» e seguito da un PDP nel quarto e quinto anno di liceo, aveva impugnato i verbali della Maturità sostenendo che la Commissione gli avesse negato l'uso di mappe, schemi e formulari e una valutazione flessibile. La Seconda Sezione ha ricostruito una condotta opposta: nel verbale di scrutinio del 9 giugno 2025 il Consiglio di classe aveva previsto che la prova sarebbe stata «eventualmente» supportata da strumenti compensativi, e la Commissione aveva deliberato tempi aggiuntivi, uso del PC e ausili per il colloquio. Interpellato dai commissari durante le prove scritte, lo studente non ha richiesto alcun ausilio e ha consegnato entrambi gli elaborati in netto anticipo sul tempo massimo. Ricorso respinto, spese compensate, dati oscurati a tutela della riservatezza.

Perché DSA e BES non sono la stessa cosa in sede d'esame

La sentenza non introduce una novità: fotografa una gerarchia di tutele scritta nella normativa e spesso confusa nelle richieste delle famiglie. Per i DSA c'è una legge dello Stato, la Legge 170/2010 sui disturbi specifici di apprendimento, che obbliga la scuola ad adottare in sede d'esame tutte le misure compensative e dispensative previste dal PDP. Per gli altri BES, invece, non esiste una legge di rango primario: la disciplina nasce dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e viene aggiornata ogni anno dall'ordinanza sulla Maturità, quest'anno la Ordinanza Ministeriale 67/2025 sull'Esame di Stato del secondo ciclo. Il perimetro operativo è nettamente più stretto: nessuna misura dispensativa in sede d'esame, nessun adattamento delle griglie di valutazione delle prove scritte o orali, e strumenti compensativi solo se già effettivamente impiegati nelle verifiche in corso d'anno e a condizione che non venga pregiudicata la validità delle prove.

La differenza di rango normativo si riflette anche sui numeri. La platea DSA è circoscritta e censita: 354.569 studenti certificati nell'anno scolastico 2022/2023, il 6% del totale e il 7,1% alla secondaria di II grado, ultimo dato MIM disponibile. Per la platea BES «generica», invece, non esiste una rilevazione ufficiale unica, proprio perché la Direttiva 2012 delega alla singola scuola il riconoscimento del bisogno e la costruzione del PDP.

Cosa cambia per famiglie e Commissioni d'esame

Sul piano operativo la pronuncia ricorda a tutti gli attori dell'Esame come regolarsi. Per le famiglie: se lo studente ha un PDP per BES non-DSA, l'iter va costruito in corso d'anno, chiedendo che ogni strumento compensativo venga effettivamente utilizzato nelle verifiche del quarto e quinto anno; se non c'è tracciatura, la Commissione non è tenuta a concederlo in sede d'esame. Per le Commissioni: lo standard che il TAR Puglia riconosce come corretto prevede che, al momento delle prove, il candidato BES venga interpellato esplicitamente sull'uso degli ausili predisposti dal PDP e che il rifiuto o il mancato utilizzo vengano messi a verbale. È lo stesso schema che emerge da altre recenti pronunce sui ricorsi post-Maturità e che, in negativo, spiega perché il TAR Veneto ha confermato la bocciatura ritenendo che sei insufficienze pesino più della tutela BES: quando la scuola dimostra di aver applicato correttamente il PDP, il PDP smette di essere lo scudo del ricorso.

Resta un tema di sistema che la giurisprudenza non può risolvere: gli oltre 377mila alunni con DSA, BES e ADHD affiancati da 57mila docenti senza formazione specifica mostrano quanto la differenza di tutela tra DSA e BES pesi nelle aule ogni giorno, non solo nei collegi giudicanti.

Pubblicato il: 22 settembre 2026 alle ore 14:14