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Assistenza igienica agli alunni con disabilità: il nodo dei collaboratori

Chi fa l'assistenza igienica agli alunni disabili? Il Garante lo chiarisce. Ma crescono gli studenti (+26%) e calano i collaboratori scolastici.

Quasi 359.000 alunni con disabilità nelle scuole italiane nell'anno scolastico 2023/24, il 26% in più rispetto al 2018/19: il comunicato ISTAT sull'inclusione scolastica 2023/24 registra 75.000 studenti in più in cinque anni. A fronte di questa crescita, il personale addetto all'assistenza di base (i collaboratori scolastici) risulta in calo di 2.174 unità secondo i dati denunciati dalla FLC CGIL. La delibera n. 9 del 5 marzo 2026 del Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha chiarito a chi spetta il cambio del pannolino e l'imboccatura degli alunni non autosufficienti: ai collaboratori scolastici, non ai docenti di sostegno.

Cosa dice la normativa: ruoli separati

Il docente di sostegno è contitolare della classe e svolge un ruolo esclusivamente didattico e pedagogico. Il T.U. 297/1994, la legge 104/92 e il d.lgs 66/2017 lo impegnano nell'elaborazione del Piano Educativo Individualizzato, nei lavori del Gruppo di Lavoro Operativo e nel coordinamento della programmazione con i colleghi curriculari. La cura fisica o igienica dell'alunno non rientra tra le sue competenze in nessun caso.

L'assistenza igienico-personale spetta invece ai collaboratori scolastici. L'allegato A al CCNL Istruzione e Ricerca 2019/2021 assegna loro l'ausilio materiale non specialistico agli alunni con disabilità nell'uso dei servizi igienici e nella cura dell'igiene personale. La delibera n. 9 del Garante nazionale delle persone con disabilità del 5 marzo 2026 ha ribadito che questo servizio va garantito senza eccezioni e senza ritardi, durante l'intero orario di frequenza, quando previsto nel PEI o nei piani riabilitativi. Il Garante ha avvertito che si riserva ulteriori azioni in caso di omissioni persistenti.

Il divario tra obblighi e organici

Nei numeri sta la contraddizione più evidente. In cinque anni gli alunni con disabilità sono cresciuti di 75.000 unità e i docenti di sostegno sono aumentati di conseguenza, con la riorganizzazione degli organici docenti 2025/26 che ha aggiunto 1.886 posti di sostegno. I collaboratori scolastici, cioè il personale direttamente responsabile dell'assistenza igienica agli alunni disabili, hanno invece perso 2.174 posti: un taglio che va nella direzione opposta rispetto alla crescita della domanda.

La CGIL scuola ha denunciato questa contraddizione nella nota inviata al Garante il 27 aprile 2026: "Alla raccomandazione di assicurare pienamente il servizio non corrispondono scelte coerenti sul piano degli organici." Il sindacato ha sottolineato che "la grave carenza di collaboratori scolastici compromette l'effettiva applicazione" della delibera. Senza personale sufficiente, il servizio rischia di restare scoperto per ore, costringendo le famiglie a ridurre l'orario scolastico dei figli non autosufficienti.

Nei casi più critici, la carenza ha spinto alcuni dirigenti scolastici a chiedere informalmente ai docenti di sostegno di intervenire nelle emergenze igieniche. La delibera del Garante chiude questa possibilità in modo esplicito: un docente di sostegno impegnato nell'assistenza fisica sottrae ore alla didattica e alla co-progettazione del percorso educativo, impoverendo la qualità dell'inclusione scolastica.

L'operatore scolastico e il rinvio al 2027

Una risposta strutturale era attesa con l'introduzione dell'operatore scolastico, figura specializzata nell'assistenza agli alunni prevista dal CCNL Istruzione e Ricerca, con competenze più definite rispetto all'attuale collaboratore scolastico. L'entrata in vigore è stata rinviata a settembre 2027. Nello stesso periodo in cui studenti e famiglie protestano contro l'accorpamento degli istituti nel Lazio, le famiglie di alunni con disabilità attendono ancora una risposta sugli organici: le scelte di pianificazione scolastica pesano di più sui soggetti più vulnerabili.

Le tutele per gli alunni con disabilità o con difficoltà di apprendimento non possono dipendere dalla disponibilità di risorse contingenti. Il diritto agli strumenti compensativi riconosciuto dal Consiglio di Stato ha confermato che la scuola non può delegare al caso la tutela degli alunni più vulnerabili. Lo stesso vale per l'assistenza igienica: la delibera del Garante non è una raccomandazione generica ma un atto formale che richiede risposte strutturate.

Le famiglie degli alunni non autosufficienti possono ora fare leva sulla delibera del Garante per richiedere formalmente al dirigente scolastico misure organizzative specifiche, con documentazione nel PEI. Se l'assistenza igienica non viene garantita, il Garante ha dichiarato di essere pronto a intervenire direttamente. Per le scuole, la posta in gioco non è solo organizzativa: è il diritto concreto di 359.000 bambini e ragazzi.

Pubblicato il: 28 aprile 2026 alle ore 09:02