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Anci, secondo la sindaca di Bergamo Carnevali, delegata all'istruzione, "dopo il PNRR servono risorse stabili per personale e gestione delle scuole"

L'Anci con Elena Carnevali chiede risorse stabili in parte corrente per gestire i 150 mila nuovi posti nido e infanzia realizzati con il PNRR.

L'Anci chiede risorse stabili in parte corrente per far funzionare i circa 150 mila nuovi posti nido e scuola dell'infanzia realizzati con il PNRR. La richiesta è di Elena Carnevali, sindaca di Bergamo e delegata Anci per Istruzione, politiche educative ed edilizia scolastica, in un'intervista pubblicata sul sito dell'associazione alla vigilia dell'apertura del nuovo anno scolastico. Con i target sull'edilizia scolastica raggiunti dai Comuni, l'Anci sposta ora l'attenzione sulla copertura strutturale dei costi di gestione.

«Un edificio, da solo, non è un servizio»

Il timore dei Comuni è che, terminata la fase straordinaria degli investimenti, i bilanci locali debbano assorbire personale, utenze, manutenzione e aggiornamenti pedagogici senza copertura centrale corrispondente. «Il Pnrr ci ha consentito di ampliare l'offerta educativa e di fare un salto di qualità negli investimenti», ricorda Carnevali, ma «un edificio, da solo, non è un servizio»: senza parte corrente il servizio non parte. I target sull'edilizia scolastica raggiunti dai Comuni sono stati centrati, ma senza risorse per far girare le nuove strutture il rischio è che restino gusci vuoti. Da qui la richiesta di un'adeguata copertura dei costi di gestione per i circa 150 mila posti nido e infanzia realizzati con la misura, che senza risorse dedicate rischia di trasformare gli investimenti straordinari in un costo ricorrente scaricato sui bilanci locali.

Personale educativo ed edilizia, i due nodi per la manovra

Sul personale la carenza è diffusa in molti territori e rischia di diventare «un vero collo di bottiglia proprio mentre aumentano i posti disponibili». Anci chiede percorsi di formazione e reclutamento più efficaci e strumenti per rendere più attrattivo il lavoro educativo, un fronte che si intreccia con il gap salariale dei docenti italiani rispetto alla media Ocse e con la difficoltà per i Comuni di sostenere nel tempo i nuovi contratti. Sul fronte edifici la crisi climatica evidenzia le vulnerabilità di molte scuole, come mostrano le temperature elevate di questi giorni: l'associazione chiede una strategia nazionale con risorse strutturali per l'efficientamento energetico da inserire nella prossima legge di bilancio, con rifinanziamento della programmazione pluriennale e destinazione diretta a Comuni e Città metropolitane. Non basta più affrontare il tema con interventi emergenziali o lasciarlo alla sola responsabilità dei territori.

L'obiettivo dichiarato è evitare che le differenze territoriali si traducano in differenze nei servizi offerti alle famiglie. Sul tavolo restano anche libri di testo, mense, trasporto scolastico e assistenza all'autonomia e alla comunicazione per gli studenti con disabilità: capitoli in cui, secondo Carnevali, la capacità dei singoli bilanci comunali non basta più a garantire i diritti fondamentali su base uniforme in tutto il Paese. La partita si gioca già con la prossima manovra, prima che l'effetto della misura straordinaria svanisca lasciando i Comuni con nuove strutture pronte all'uso ma senza le risorse necessarie per farle vivere davvero.

Pubblicato il: 12 settembre 2026 alle ore 12:07