L'Arcivescovo di Milano Mario Delpini ha diffuso il 12 settembre un messaggio rivolto in particolare agli studenti in vista dell'apertura dell'anno scolastico, che negli istituti della Lombardia prende avvio lunedì 14 settembre. Il testo, come nella prassi annuale della Diocesi ambrosiana, si estende idealmente a docenti, famiglie, personale tecnico-amministrativo e dirigenti. L'appuntamento è una consuetudine consolidata dell'Arcidiocesi, che ogni settembre rivolge un intervento pastorale alla comunità educante di uno dei territori più popolosi d'Italia per numero di iscritti alle scuole di ogni ordine e grado.
«La scuola sembra un immobile di muri e di vetri, di porte e di scale; in realtà è uno spazio di vita, di movimento per l'incontro, per il convenire di persone che hanno scelto di dedicarsi ai più giovani», scrive Delpini. L'immagine attraversa l'intero messaggio, che contrappone la descrizione fisica dell'edificio scolastico a ciò che vi accade davvero: relazioni educative, patti tra famiglie e docenti, percorsi di crescita condivisi. La scuola, sottolinea il vescovo ambrosiano, è definita dalle persone che la abitano e non dagli spazi che la delimitano. Il messaggio è stato pubblicato in vista dell'ingresso in classe ed è indirizzato in modo esplicito a chi «desidera diventare adulto».
Il calendario come «offerta di occasioni per la libertà»
Il calendario scolastico, prosegue l'Arcivescovo, «sembra una collezione di scadenze, un elenco di adempimenti, un calcolo di giorni». Delpini lo rilegge come tempo propizio per «scegliere la qualità dei rapporti, la sfida della conoscenza, la pratica di una disciplina». Ogni giorno, avverte, è insieme rischio di scelte sbagliate e possibile causa di infelicità, ma anche occasione per il bene. La lettura offerta è quella di una libertà quotidiana, che si esercita nelle scelte minime della giornata scolastica, dallo studio individuale al rapporto con i compagni di banco.
Le classi come luogo di relazioni
Anche le classi, secondo il messaggio, «sembrano elenchi di studenti» ma sono in realtà «volti, amicizie, inimicizie, promesse, delusioni, fatiche e solidarietà». La classe, prosegue Delpini, rende possibili «incontri che diventano familiarità, confronti che diventano esplorazioni, aiuto reciproco che diventa percorso condiviso». Ogni incontro è responsabilità di ciascuno: può degenerare in scontro o impantanarsi nell'indifferenza, oppure trasformarsi in «vocazione a riconoscersi capaci di attenzione, rispetto, servizio reciproco». L'accento sulla relazionalità come cifra dell'esperienza scolastica riprende un motivo ricorrente nei precedenti interventi dell'Arcivescovo.
L'augurio finale è rivolto a tutte le componenti della comunità scolastica, dagli alunni alle famiglie, dai docenti agli insegnanti di sostegno, dai dirigenti al personale tecnico amministrativo: vivere la scuola «non come sembra, ma come è veramente, come è chiamata ad essere: occasione irrinunciabile di crescita umana, culturale, relazionale, vocazionale». Il messaggio, diffuso nelle parrocchie e nelle scuole cattoliche del territorio ambrosiano, precede di due giorni il suono della prima campanella nelle scuole della Lombardia, dove il calendario regionale fissa il rientro in aula per lunedì 14 settembre.