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Alunni gifted: 430mila stimati ma DDL fermo alla Camera

Il DDL sui gifted e' fermo alla Camera dal 7 ottobre 2025, mentre in Piemonte e' riconosciuto solo lo 0,24% degli alunni stimati come plusdotati.

In Italia si stimano circa 430.000 alunni ad alto potenziale cognitivo, il 5% della popolazione scolastica. In Piemonte quelli formalmente riconosciuti dalle scuole sono lo 0,24%, come emerso dai dati dell'Ufficio scolastico regionale citati da La Stampa.

Chi sono i gifted secondo la ricerca

Un alunno è considerato plusdotato quando il quoziente intellettivo supera 130 e a questo dato si associano creatività, pensiero divergente, apprendimento rapido e forte sensibilità emotiva. Non è una disabilità, quindi non esiste una diagnosi ma una valutazione da parte di professionisti abilitati.

Il rapporto Eurydice del 2006, ancora oggi il riferimento europeo, colloca questi studenti tra il 3 e il 10% della popolazione scolastica. Nel progetto Potenziale in azione dell'Università di Padova, in collaborazione con l'Università di Torino, le ricercatrici Giulia Maria Cavaletto, Martina Visentin, Federica Cornali e Alice Scavarda hanno raccolto decine di interviste che descrivono il fenomeno del masking: bambini e soprattutto bambine che nascondono le proprie capacità per sentirsi accettati dai compagni, arrivando a sbagliare volontariamente esercizi o rifiutare i libri più complessi. Il risultato è che una parte significativa della platea potenziale non compare in nessuna rilevazione, perché è la stessa persona coinvolta a mimetizzarsi in classe per evitare l'isolamento sociale.

Il DDL è fermo alla Camera dal 7 ottobre 2025

Il testo unificato dei disegni di legge 180 (primo firmatario Pierantonio Zanettin, FI) e 1041 (Roberto Marti, Lega) è stato approvato in prima lettura al Senato il 7 ottobre 2025. Nove mesi dopo, il passaggio alla Camera non è ancora stato calendarizzato e il DDL non risulta iscritto ai lavori delle Commissioni competenti in vista dell'estate 2026.

Il provvedimento delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per garantire percorsi formativi personalizzati agli studenti gifted e istituisce un Comitato tecnico-scientifico congiunto tra Ministero dell'Istruzione e Ministero della Salute per definire i criteri di riconoscimento. Come specifica il comunicato del Ministero dell'Istruzione e del Merito sull'approvazione al Senato, la legge dovrebbe colmare il vuoto rispetto alla Raccomandazione del Consiglio d'Europa del 1994 sull'educazione dei bambini ad alto potenziale.

Il ritardo italiano è strutturale: 17 dei 24 Paesi europei mappati dalla ricerca non hanno ancora una definizione legislativa della plusdotazione, ma Paesi Bassi (2008) e Austria hanno approvato leggi dedicate quasi vent'anni fa. Anche se il testo venisse licenziato dalla Camera entro l'anno, i decreti delegati e i regolamenti attuativi sposterebbero l'operatività reale oltre il 2026. La Raccomandazione del Consiglio d'Europa che l'Italia dovrebbe recepire è del 1994: significano oltre trent'anni di distanza fra un impegno internazionale e la prospettiva di una norma vincolante interna.

Cosa possono fare le scuole nel frattempo

L'unica cornice normativa oggi disponibile è la Nota Ministeriale n. 562 del 3 aprile 2019 sui Bisogni Educativi Speciali, che inserisce gli alunni ad alto potenziale intellettivo tra i BES insieme alla Direttiva del 27 dicembre 2012. La Nota consente al consiglio di classe di attivare un Piano Didattico Personalizzato ma non lo rende obbligatorio: senza una legge, l'attivazione dipende dalla sensibilità del singolo istituto e dalla capacità dei genitori di sollecitare il collegio docenti.

Il carico ricade sui docenti già impegnati con altri BES (due docenti su tre lavorano in classi con studenti BES) e privi di una formazione specifica sulla plusdotazione, che il DDL prevede solo in fase di sperimentazione triennale. È il motivo per cui in Piemonte, come ha riconosciuto la referente USR Tiziana Catenazzo, più della metà degli istituti ha individuato almeno un alunno gifted ma la rilevazione ufficiale si ferma a poche centinaia di casi su una platea potenziale di migliaia. Il divario fra le due cifre non misura tanto la reale incidenza del fenomeno, quanto la distanza fra la percezione dei docenti e la loro capacità di certificarla in assenza di protocolli.

Fino al voto della Camera e all'emanazione dei decreti delegati, le famiglie che sospettano una condizione di alto potenziale nei figli possono rivolgersi al referente BES dell'istituto per chiedere l'attivazione di un PDP sulla base della Nota 562/2019, allegando la valutazione psicodiagnostica di un professionista abilitato. La risposta però resterà disomogenea: senza legge organica non esiste ancora un protocollo uniforme fra scuole diverse.

Pubblicato il: 28 luglio 2026 alle ore 07:43