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Un manager 66enne prof in tre giorni: cosa dicono i numeri OCSE

Chiamata GPS il 31 agosto, servizio il 3 settembre a 66 anni: il caso di Valdagno riflette il record di anzianità certificato dall'OCSE.

Un ex manager della metalmeccanica di 66 anni ha ricevuto l'e-mail di supplenza annuale il 31 agosto 2026, mentre era al mare, e si è presentato in aula il 3 settembre. Il suo racconto a Tecnica della Scuola non è un aneddoto isolato: fotografa il modo in cui il sistema scolastico italiano continua a coprire le cattedre a fine carriera.

Il caso: chiamata il 31 agosto, prima campanella il 9 settembre

Il 66enne, che preferisce restare anonimo, ha lavorato nell'industria metalmeccanica dal 1988 fino al fallimento dell'azienda un anno fa. Figlio di due insegnanti, ha presentato domanda per le Graduatorie provinciali per le supplenze nella primavera 2026 e ha espresso le 150 preferenze territoriali in estate. La chiamata è arrivata l'ultimo giorno di agosto per una supplenza annuale sulla classe di concorso A042 (Scienze e tecnologie), non su matematica e fisica come si era preparato ripassando sui vecchi libri universitari.

L'istituto assegnato è a Valdagno, in provincia di Vicenza: l'ex manager abita a Schio e ci arriva in venti minuti. Ha preso servizio il 3 settembre e ha iniziato le lezioni il 9. «Sarebbe stato bello avere un po' più di tempo per organizzarsi, accedere ai libri di testo e cominciare a studiare», ha detto a Tecnica della Scuola. Un anno di insegnamento, poi la pensione: la finestra di lavoro si chiude prima ancora di essersi aperta.

L'Italia OCSE che assume a fine carriera

Il profilo del 66enne non è raro nella scuola italiana. L'ultima indagine OCSE TALIS 2024, ripresa in Education at a Glance 2025, colloca i docenti italiani come i più anziani dei Paesi OCSE: età media 48 anni contro i 45 della media, 49% con almeno 50 anni contro il 37%, solo 3% sotto i 30 anni contro l'8% europeo. L'11,1% del corpo docente ha superato i 60 anni. La quota di docenti di seconda carriera, cioè chi arriva all'insegnamento dopo almeno dieci anni in un altro settore, vale il 15% in Italia, quasi il doppio dell'8% OCSE, come già raccontato nel caso Manni letto attraverso il quadro OCSE.

Il manager 66enne rientra dentro questa fascia: reclutato non a vent'anni ma a fine carriera, dopo un fallimento aziendale. Dal 2018 la percentuale di over 50 non si è ridotta di un solo punto e il ricambio generazionale promesso non è avvenuto. Il rapporto OCSE stima che il picco di uscite per pensionamento arriverà tra il 2030 e il 2035, quando lascerà la coorte più consistente d'Europa. Fino ad allora il sistema continuerà a coprire i vuoti attingendo alle seconde carriere: ingegneri, manager ed ex tecnici che entrano in aula con un anno o due di orizzonte pensionistico davanti. Rapporto OCSE Education at a Glance 2025 sulla carenza docenti.

Perché il preavviso è di tre giorni

Il calendario stretto non dipende dalla singola scuola. La procedura è scritta nell'Ordinanza ministeriale 27 del 16 febbraio 2026, che ha ridisegnato il sistema di conferimento delle supplenze per il biennio 2026/2028. Le convocazioni telefoniche sono state sostituite da un algoritmo ministeriale: l'aspirante indica in domanda fino a 150 preferenze territoriali, il sistema le incrocia con le disponibilità reali degli USP e pubblica gli esiti sui bollettini provinciali tra il 25 e il 31 agosto. La presa di servizio è fissata al 1° settembre; chi viene chiamato nei giorni successivi ha in media tre-cinque giorni per organizzarsi.

L'assistenza materiale arriva dopo. La Carta del docente 2025/2026, unico strumento pubblico per acquistare libri, corsi di aggiornamento e materiali didattici, è stata sbloccata solo il 15 settembre 2026, come raccontato nel ritorno operativo della Carta del docente: dodici giorni dopo la presa di servizio del 66enne, con le prime lezioni già iniziate. Chi era in cattedra l'anno precedente si è trovato nella situazione speculare, con il residuo della Carta 2024/2025 scaduto il 31 agosto e nessuna sovrapposizione con la nuova erogazione.

Con il 49% dei docenti oltre i 50 anni e nessuna riduzione dal 2018, il sistema continuerà a bussare alla porta dei cinquantenni e sessantenni delle seconde carriere: con gli stessi tre giorni di preavviso e con gli strumenti pubblici che si accendono dopo la prima campanella.

Pubblicato il: 20 settembre 2026 alle ore 19:21