Tre specie di mammiferi artici mai descritte prima scorrazzavano nell'Artico 73 milioni di anni fa, condividendo il territorio con i dinosauri. Lo ha stabilito uno studio pubblicato sul Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) dai ricercatori dell'Università del Colorado Boulder: i fossili, in prevalenza denti, provengono dalla Formazione Prince Creek in Alaska, nel Circolo Polare artico.
Chi erano i tre mammiferi polari del Cretaceo
I tre animali appartengono ai multitubercolati, un gruppo di mammiferi simili ai roditori con dimensioni comprese tra quelle di un topo e di un ratto. I nomi li ha scelti il team di Sarah Shelley, paleontologa dell'Università di Lincoln, insieme a Jaelyn Eberle, curatrice del Museum of Natural History del Colorado. Camurodon borealis significa «dente curvo del Nord»; Qayaqgruk peregrinus è «il piccolo eroe errante», a richiamare le sue origini asiatiche; Kaniqsiqcosmodon polaris vuol dire «dente ornato del gelo polare».
La forma dei denti rivela le abitudini alimentari: Camurodon borealis era erbivoro, mentre le altre due specie erano onnivore, con diete miste tra insetti e vegetali. Questi mammiferi artici vivevano in un ambiente meno estremo di quello attuale, ma che portava comunque mesi di buio polare e risorse alimentari stagionali limitate.
Il gruppo di mammiferi più longevo della storia: oltre 100 milioni di anni
I multitubercolati sono il gruppo di mammiferi con il record evolutivo più lungo documentato: comparsi nel Giurassico circa 170 milioni di anni fa, si sono estinti solo nell'Eocene, circa 35 milioni di anni fa. Più di 100 milioni di anni di esistenza continua. Per riferimento, Homo sapiens esiste da circa 300.000 anni.
Parte fondamentale di quel record è la sopravvivenza all'asteroide Chicxulub, 66 milioni di anni fa, che eliminò tutti i dinosauri non aviani. I multitubercolati non solo sopravvissero, ma raggiunsero il picco di diversità nel Paleocene, prosperando per altri 30 milioni di anni dopo l'estinzione di massa.
La chiave, secondo i ricercatori, sta nella diversificazione alimentare: in un territorio con risorse scarse, tre specie diverse convivevano occupando nicchie distinte. «La loro adattabilità potrebbe anche averle aiutate a sopravvivere all'impatto dell'asteroide», spiega Shelley, aggiungendo un'implicazione diretta per il presente: «I multitubercolati possono rivelare molto sulla resilienza dei mammiferi, non solo rispetto all'estinzione di massa, ma anche agli stress climatici che molti organismi affrontano oggi.»
Le scoperte che ridisegnano le certezze della scienza si moltiplicano su più fronti: dall'astronomia, con la rilevazione di galassie ultra-diffuse che riscrive la cartografia del cosmo e le immagini dell'universo neonato mai realizzate prima, alla ricerca digitale con strumenti come GPT-4.5 di OpenAI per ChatGPT Plus, che accelerano l'analisi di grandi archivi di dati scientifici.
Il corridoio Asia-America era attivo già 92 milioni di anni fa
Tra le tre specie, Qayaqgruk peregrinus cela una storia di migrazioni intercontinentali. La sua stretta parentela con una specie fossile della Mongolia indica che i suoi antenati attraversarono dall'Asia verso il Nord America circa 92 milioni di anni fa, in quello che oggi è lo Stretto di Bering, allora un ponte di terra percorribile.
«Il ponte di terra tra Asia e Nord America era già molto attivo circa 90 milioni di anni fa», afferma Jaelyn Eberle, professoressa e curatrice del Museum of Natural History del Colorado. Si tratta di una delle prime prove dirette di migrazione intercontinentale di mammiferi artici, più antica di quanto finora documentato. La scoperta, riportata nel comunicato ufficiale dell'Università del Colorado Boulder, «sfida l'assunzione di lungo corso che le regioni polari abbiano avuto un ruolo secondario nell'evoluzione».
La Formazione Prince Creek ha già restituito dinosauri polari erbivori e carnivori; tre mammiferi si aggiungono al quadro. La vita cretacea nell'Artico era più ricca e interconnessa di quanto le mappe evolutive abbiano mostrato finora. Sono stati trovati solo i denti: il resto, sepolto nel permafrost, aspetta ancora.