Il modello di prova a grandezza naturale di Space Rider si è schiantato al Salto di Quirra, in Sardegna, lo scorso ottobre. Il parafoil di 27 metri non si è aperto durante il drop test e il paracadute pensato per guidare l'atterraggio autonomo della navetta europea è rimasto chiuso.
Due anomalie nel 2026, perso il modello full-scale
È il secondo incidente del 2026 per il programma guidato dall'Agenzia Spaziale Europea. A maggio un primo test era stato interrotto durante la fase di salita in elicottero, con un CH-47 Chinook che portava il modello alla quota operativa: in quella occasione il prototipo era stato recuperato senza danni, perdendo però mesi preziosi di campagna di volo e costringendo l'ente a rifare la sequenza da zero in ottobre.
A ottobre invece il modello full-scale, i 4,6 metri di modulo di rientro con tutta la massa e l'aerodinamica del veicolo definitivo, è stato sganciato da circa 3 chilometri di quota al poligono interforze del Salto di Quirra. La sequenza di dispiegamento del parafoil, 27 metri per 10 metri di ala paracadute, ha avuto l'anomalia che ha compromesso l'intero atterraggio e il modello è andato distrutto all'impatto.
L'ESA ha aperto un'indagine indipendente per capire la causa e decidere se ricostruire il modello di prova o rivedere il sistema di dispiegamento. I prime contractor sono due aziende italiane, Thales Alenia Space (joint venture Thales-Leonardo) e Avio, che coordinano oltre venti imprese europee nella catena di fornitura. Senza una nuova campagna di drop test l'intero calendario del programma non può ripartire.
Space Rider costa 345 milioni, l'Italia è prima azionista
Il programma vale oltre 345 milioni di euro di investimenti cumulati dagli stati membri dell'ESA. Il grosso del budget, 195,73 milioni, è stato sottoscritto al Consiglio Ministeriale di Siviglia nel 2019; sono seguiti 84,5 milioni nel 2022 e altri 27,4 milioni di fondi ESA nel 2025, a cui l'Italia ha aggiunto 38,05 milioni nazionali solo nell'ultima tornata di finanziamento.
Il peso del Paese non è solo finanziario: Thales Alenia Space è il prime contractor del progetto e il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali ha la leadership tecnica dell'intero veicolo. Il poligono di prova scelto, il PISQ al Salto di Quirra, è il principale sito di test aerospaziali del Mediterraneo e la caduta di ottobre è stata gestita insieme all'Aviazione dell'Esercito. Il razzo di lancio sarà il Vega-C nella versione con nuovo primo stadio P160C, costruito a Colleferro.
Il debutto commerciale, già slittato da inizio a secondo trimestre 2028 dopo l'anomalia di maggio, rischia ora un ulteriore rinvio. La scheda ufficiale ESA del programma Space Rider mantiene l'obiettivo del 2028, ma la decisione sul nuovo modello di prova condizionerà la tabella di marcia dei prossimi 18 mesi.
Cosa aspettano le università e i laboratori italiani
La navetta promette missioni fino a 60 giorni in orbita terrestre bassa con 600 chilogrammi di carico utile e il ritorno degli esperimenti a terra. Per i laboratori universitari europei è un salto rispetto alle sole finestre sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove oggi passano iniziative come l'esperimento SCAMPI con 51 studenti e tre atenei italiani oppure il CubeSat Space Puffin con sette studenti di Glasgow.
Il ritardo rinvia una piattaforma europea pensata anche per gruppi di ricerca indipendenti, dalla gravità quantistica alla biologia rigenerativa, con tempi di preparazione dei carichi più brevi dell'ISS. In parallelo la comunità italiana sta spingendo sui propri filoni teorici, come mostrano le recenti celebrazioni dei Lincei per Sergio Doplicher e il modello DFR a 32 anni dalla formulazione.
La prossima tappa è l'esito dell'inchiesta ESA sulle cause del parafoil chiuso. Dalla risposta dipende se nel 2027 un nuovo modello tornerà a cadere sopra il cielo di Quirra, o se la finestra di lancio del 2028 andrà rinegoziata un'altra volta davanti al Consiglio Ministeriale.