Cinque progetti scientifici, cinque minuti a testa, oltre 250 giovani come giuria. Alla Rome Future Week di Roma gli studenti degli istituti agrari e i giovani imprenditori di Coldiretti hanno scelto per la prima volta quale ricerca sul suolo merita di uscire dai laboratori e arrivare nei campi. Il format si chiama SOIL Date e lo firmano CREA e Coldiretti Giovani Impresa.
Come funziona il primo contest CREA sul suolo
SOIL Date è l'iniziativa promossa dal CREA insieme a Coldiretti Giovani Impresa nell'ambito della Rome Future Week, con la collaborazione della Società Italiana della Scienza del Suolo (SISS) e dell'International Union of Soil Sciences (IUSS). La formula rovescia il modello classico dei convegni: niente giuria di esperti, ma oltre 150 studenti degli istituti agrari e più di 100 giovani imprenditori agricoli chiamati a votare in tempo reale i cinque progetti scientifici in gara. Ogni team di ricerca aveva pochi minuti per dimostrare come la propria proposta possa trasformarsi in vantaggio competitivo concreto per un'azienda agricola già oggi, non fra dieci anni. I temi in gara: gestione dell'acqua, microrganismi del suolo, bioinoculi per la fertilità, fertilizzanti circolari e recupero dei terrazzamenti abbandonati. A decretare i vincitori sono stati proprio i giovani agricoltori e i futuri diplomati degli istituti agrari, chiamati a valutare l'impatto reale delle soluzioni presentate su cambiamento climatico, fertilità del terreno, competitività e sostenibilità delle imprese agricole.
Perché il suolo pesa così tanto per l'agricoltura
«Il suolo non è un semplice fondo agricolo, ma un'infrastruttura viva», ha ricordato ai partecipanti il presidente del CREA Andrea Rocchi. Dal terreno fertile dipende oltre il 95% della produzione globale di cibo e più del 90% della biodiversità del pianeta, secondo i dati richiamati durante l'evento. La contropartita è una fragilità strutturale: possono servire fino a mille anni per formare un solo centimetro di terreno fertile, mentre oltre un terzo dei suoli mondiali presenta già oggi limitazioni alla produzione agricola. Per le imprese agricole tradurre queste evidenze in scelte operative significa produrre di più consumando meno acqua e meno fertilizzanti, il criterio che ha orientato il voto dei giovani in sala. Dalla gestione dell'acqua ai microrganismi che rigenerano la fertilità, i cinque progetti in gara hanno mostrato come la scienza del suolo possa già offrire risposte tecniche pronte per essere adottate nelle aziende. Rocchi ha ringraziato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo e il direttore generale del CREA Maria Chiara Zaganelli, sintetizzando la logica del progetto: «La sostenibilità diventa concreta quando ricerca, scuola e impresa agricola si incontrano».
Per gli istituti agrari l'iniziativa apre un canale diretto verso i progetti del CREA che si giocheranno il salto dal laboratorio al campo nei prossimi mesi, dai bioinoculi al recupero dei terrazzamenti. Sul portale del CREA - Consiglio per la ricerca in agricoltura è possibile seguire gli sviluppi dell'iniziativa e i risultati della prima edizione.