Nei Monti Mackenzie, nel nord-ovest del Canada, un team di paleontologi ha estratto oltre 100 fossili di 567 milioni di anni: il sito sposta indietro di 5-10 milioni di anni l'origine documentata del movimento e della riproduzione sessuata negli animali.
La scoperta, pubblicata il 20 maggio 2026 sulla rivista Science Advances - Discovery of White Sea assemblage fossils from Laurentia, indica che la vita animale complessa è iniziata in acque profonde e si è diffusa solo in seguito verso le coste.
La scoperta nei Monti Mackenzie
Il sito si trova a Sekwi Brook, nella Blueflower Formation, sulle terre tradizionali delle popolazioni Sahtú Dene e Métis, che hanno guidato i ricercatori sul territorio. Il team, dell'American Museum of Natural History e del Dartmouth College, ha identificato Dickinsonia, Kimberella, Funisia ed Eoandromeda: sei gruppi tassonomici mai documentati prima in Nord America.
"Per tre miliardi di anni la vita sulla Terra è stata dominata dai microbi. Poi, all'improvviso, compaiono questi strani animali marini, grandi abbastanza da essere visibili e capaci di comportamenti che oggi riconosceremmo come familiari", spiega Scott Evans, curatore associato di paleontologia degli invertebrati al museo newyorkese e primo firmatario dello studio.
Perché ribalta il modello evolutivo classico
La fauna ediacarana è storicamente divisa in tre assemblaggi: Avalon (da 575 a 559 milioni di anni fa), White Sea (da 559 a 550 milioni) e Nama (da 550 a 538 milioni). Il 75% della diversità conosciuta proveniva fino al 2025 da soli quattro siti: Mistaken Point in Newfoundland, la regione del Mar Bianco in Russia, le Flinders Ranges in Australia e il bacino del Nama in Namibia.
Sekwi Brook diventa il quinto sito e quello che cambia di più la prospettiva. Le datazioni radiometriche al renio-osmio piazzano i fossili ediacarani della Blueflower a oltre 567 milioni di anni fa, in piena fase Avalon, ma con specie tipiche dell'assemblaggio White Sea che finora si trovavano in acque basse e in una finestra temporale più recente. Le comunità White Sea, quindi, esistevano già 5-10 milioni di anni prima del previsto e in ambienti profondi.
"Pensiamo agli oceani profondi come a luoghi bui e inospitali, ma sono anche relativamente stabili, con poche variazioni di temperatura e ossigeno", osserva Evans. "Questa stabilità potrebbe aver fornito opportunità chiave per le prime forme di vita animale." Il modello che emerge ribalta la lettura classica: l'innovazione evolutiva sarebbe partita dagli abissi per poi diffondersi verso le coste, e non viceversa. Lo stesso ambiente in cui oggi si fanno scoperte come quella del cucciolo di calamaro colossale avvistato negli abissi dell'Atlantico è anche, secondo i dati di Sekwi Brook, la culla di una parte delle prime forme animali complesse.
Cosa cambia per la cronologia della vita animale
Tra le specie identificate, Funisia è uno dei più antichi organismi noti a riprodursi sessualmente, mentre Kimberella presenta tracce di movimento attivo: i bilateri più antichi documentati al mondo finiscono ora intorno ai 567 milioni di anni fa. Entrambi i fenomeni, che la paleontologia collocava nella fase media dell'Ediacarano, sono retrodatati di un intero capitolo geologico.
"Se vogliamo capire questa transizione, quando la vita è diventata grande, complessa e inequivocabilmente animale, questo nuovo sito ha un potenziale enorme", sottolinea Evans. Il dato fossile si avvicina così alle stime molecolari moderne sulla nascita dei principali phyla animali, le stesse che emergono anche dalle ricerche sui genomi viventi, come le scoperte sul DNA dei primati che ridisegnano l'albero dell'evoluzione.
Quanto resta da esplorare nei Mackenzie
Justin Strauss, professore associato di Scienze della Terra al Dartmouth College, ricorda che la zona è stata cartografata solo in parte: "Non solo il sito è molto diverso, ma proviene da una porzione della successione rocciosa dove finora mancavano fossili". Le prossime campagne sul terreno potrebbero spostare ancora il limite cronologico e ridisegnare la geografia degli ecosistemi precambriani.
Storie come questa, in cui un sito remoto costringe a riscrivere decenni di consenso scientifico, ricordano che le grandi conferme arrivano sempre con i tempi lunghi della ricerca, come è accaduto per il recupero dell'ozono dopo 38 anni di impegno contro i Cfc. Il prossimo passo, per Sekwi Brook, è capire quanti altri capitoli della transizione tra microbi e animali stiano ancora aspettando nei sedimenti del nord canadese.