Indice: In breve | Cos'è il BedrettoLab | Come si innesca un terremoto in laboratorio | I numeri dell'esperimento FEAR-2 | Perché serve a rendere sicura la geotermia profonda | Errori comuni nel leggere la notizia | Domande frequenti
In breve
* Il BedrettoLab è un laboratorio sotterraneo dell'ETH di Zurigo che provoca terremoti indotti sotto le Alpi svizzere per studiare la sismicità.
* Il progetto FEAR è finanziato dall'European Research Council con un Synergy Grant da 14 milioni di euro.
* Nell'esperimento FEAR-2 di aprile 2026 sono stati registrati circa 8.000 sismi con magnitudo da -5 a -0,14, sotto la soglia di percezione.
* Le iniezioni di acqua servono a capire come una faglia parte e si ferma, dato cruciale per la geotermia profonda.
* Il prossimo obiettivo è una scossa controllata di magnitudo 1, ancora impercettibile in superficie.
Cos'è il BedrettoLab
Il BedrettoLab è un laboratorio sotterraneo gestito dal Politecnico federale di Zurigo, dedicato allo studio dei terremoti indotti e della meccanica delle faglie. Si trova nel Canton Ticino, in Svizzera, a circa 1,5 chilometri sotto la superficie, all'interno della galleria di servizio lunga 5,2 chilometri che collega la valle di Bedretto al tunnel ferroviario della Furka. La profondità garantisce condizioni di pressione e temperatura simili a quelle dei reservoir geotermici reali.
Dal 2018 l'ETH ha scavato un cunicolo aggiuntivo di 120 metri parallelo a una faglia naturale selezionata. Quel tunnel è il cuore del progetto FEAR, acronimo di Fault Activation and Earthquake Rupture, finanziato dall'European Research Council e attivo in collaborazione con istituti europei tra cui l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L'idea ribalta la sismologia classica: invece di aspettare il prossimo evento, i ricercatori sanno quando partirà perché lo provocano loro. Tutti i dettagli sono sul Sito ufficiale BedrettoLab ETH Zurich.
Come si innesca un terremoto in laboratorio
La logica è ribaltata rispetto alla sismologia tradizionale. Di solito i ricercatori piazzano sensori vicino a una faglia e attendono che la natura si manifesti. Nel laboratorio del Bedretto, invece, i sensori avvolgono la faglia e il movimento viene attivato iniettando acqua ad alta pressione lungo il piano di rottura. Il vantaggio è osservare innesco e propagazione in condizioni note, controllate e ripetibili.
1. Si seleziona una faglia naturale ben caratterizzata nel granito alpino. 2. Si perforano due fori paralleli, uno per l'iniezione e l'altro per la strumentazione. 3. Si distribuiscono sismometri, accelerometri e fibre ottiche intorno alla zona bersaglio. 4. Si pompa acqua ad alta pressione per ridurre l'attrito sul piano di faglia. 5. Si registrano in tempo reale gli eventi sismici mentre la faglia scivola e si arresta.
I numeri dell'esperimento FEAR-2
Nell'esperimento FEAR-2 condotto a fine aprile 2026 il team ha pompato circa 750.000 litri di acqua attraverso due fori in poco meno di 50 ore. Il risultato registrato è stato di circa 8.000 piccoli sismi con magnitudo comprese tra -5 e -0,14. Nessuno è stato percepibile in superficie: la soglia di percezione umana si colloca intorno a magnitudo 2,5. Per ogni evento i sensori registrano forma d'onda, distanza dalla sorgente e variazione della pressione interstiziale, costruendo un catalogo ad alta risoluzione.
Il prossimo ciclo punta a un evento controllato di magnitudo 1, ancora sotto la percezione, ma sufficiente a produrre uno scuotimento misurabile a pochi metri dalla faglia. È il tetto operativo che il gruppo si è dato: abbastanza per osservare innesco e arresto, troppo poco per causare danni alle strutture in superficie.
Perché serve a rendere sicura la geotermia profonda
La geotermia profonda sfrutta il calore terrestre fratturando rocce poco permeabili a chilometri di profondità per farvi circolare acqua e produrre elettricità. È una rinnovabile pulita e continua, ma ha un costo storico noto: nel 2006 a Basilea un progetto pilota fu sospeso dopo che la stimolazione idraulica innescò un sisma di magnitudo 3,4 percepito in superficie. Da allora la sismicità indotta è il principale ostacolo al rilascio dei permessi.
Capire perché una faglia parte e perché si ferma permette di fissare soglie operative, dalla quantità di fluido iniettato al gradiente di pressione, fino alla distanza minima dalle faglie attive, entro cui un impianto può funzionare senza sorprese. I dati alimentano i modelli che le autorità svizzere ed europee usano per concedere i permessi dei nuovi impianti, oggi vincolati a limiti di magnitudo molto stringenti.
Errori comuni nel leggere la notizia
Confondere terremoto indotto e previsione di terremoti naturali: il progetto non sostiene di poter anticipare un sisma in Italia o in Turchia. Lavora su faglie scelte e attivate volontariamente, in un ambiente che serve a capire i meccanismi, non a generare allerte operative su faglie sconosciute. I risultati sono tasselli teorici, non strumenti di protezione civile.
Pensare che ogni sisma indotto sia pericoloso: la magnitudo prodotta nei test è inferiore di diversi ordini di grandezza rispetto a un evento avvertibile. La scala è logaritmica, quindi la differenza energetica fra magnitudo -1 e magnitudo 3 è enorme, non lineare.
Equiparare la geotermia profonda al fracking: lo scopo dell'iniezione è diverso, calore contro estrazione di idrocarburi, così come fluidi, additivi e profondità. Le due tecnologie condividono il rischio sismico indotto, ma le mitigazioni sono studiate separatamente e seguono normative distinte.
Domande frequenti
Dove si trova il BedrettoLab?
Nel Canton Ticino, lungo la galleria di servizio del tunnel ferroviario della Furka, a circa 1,5 chilometri sotto la superficie alpina.
Chi finanzia il progetto FEAR?
Il finanziamento principale arriva dall'European Research Council attraverso un Synergy Grant da 14 milioni di euro, integrato dal contributo della fondazione Werner Siemens-Stiftung.
I terremoti indotti possono essere sentiti in superficie?
No. Le magnitudo registrate finora vanno da -5 a -0,14 e l'obiettivo massimo del progetto è magnitudo 1, valori tutti ben sotto la soglia di percezione umana, che si colloca attorno a magnitudo 2,5.
Cos'è la geotermia profonda di nuova generazione?
È una tecnologia che ricava calore da rocce a 3-6 chilometri di profondità, fratturate artificialmente per farvi circolare acqua e produrre elettricità a zero emissioni dirette.
Quando arriveranno i risultati del progetto FEAR?
Il programma è quinquennale e prevede esperimenti a magnitudo crescente fino a magnitudo 1. I primi dati pubblici sono usciti nel 2026 con l'esperimento FEAR-2.
Una faglia scelta, un tunnel parallelo, ottomila scossette controllate: per chi guarda dall'esterno sembra un paradosso. Per la sismologia è il primo banco di prova in cui l'innesco di un terremoto non è un evento da rincorrere ma una variabile da osservare. Da qui passeranno, nei prossimi anni, sia le linee guida operative dei prossimi impianti di geotermia profonda sia il modello con cui leggere i segnali che precedono un sisma naturale.