{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Il catalogo dei quasar dell'alba cosmica passa da 10 a 41 grazie a Euclid

Il telescopio ESA ha rivelato 31 quasar dell'alba cosmica in 18 mesi di dati: il catalogo passa da 10 a 41. Record spettroscopico italo-americano.

Nei primi 18 mesi di attività scientifica il telescopio spaziale Euclid dell'Agenzia spaziale europea ha aggiunto 31 nuovi quasar al catalogo dell'universo primordiale. I due più remoti brillavano quando il cosmo aveva 670 e 680 milioni di anni, meno del 5% dell'età attuale di 13,8 miliardi di anni.

Cosa ha visto Euclid nel primo anno e mezzo di dati

Questi nuclei galattici sono alimentati da buchi neri supermassicci che divorano gas e polvere a ritmi frenetici, emettendo luce paragonabile a quella di mille miliardi di soli. Trovare le sorgenti più remote è complicato: la loro luce, stirata dall'espansione cosmica, si sposta nell'infrarosso e si confonde con oggetti molto più vicini.

Lo studio guidato da Daming Yang dell'Università di Leiden e pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics ha selezionato i candidati a partire dalle immagini a grande campo di Euclid, per poi ottenere lo spettro definitivo con i grandi telescopi terrestri. Il campione copre redshift compresi tra 6,6 e 7,8: due dei 31 oggetti battono il record della sorgente più distante scoperta nel 2021, spingendolo indietro di circa 15 milioni di anni.

Da 10 a 41 in 18 mesi: il salto che il record dei 15 milioni di anni nasconde

Prima di questa scoperta gli astronomi conoscevano una decina di sorgenti simili risalenti ai primi 800 milioni di anni dopo il Big Bang. Con l'aggiunta dei 31 nuovi oggetti il catalogo passa a 41 sorgenti, più del quadruplo, e il conto è destinato a crescere: Euclid è in grado di rilevare candidati da 10 a 100 volte più deboli di quelli visti dalle survey precedenti.

«Fino a oggi avevamo visto solo la punta dell'iceberg, ovvero i quasar più luminosi», ha spiegato la co-autrice Silvia Belladitta, ricercatrice al Max Planck Institute for Astronomy di Heidelberg e associata all'INAF. Belladitta ha guidato la maggior parte delle campagne di follow-up al Large Binocular Telescope in Arizona, la struttura gestita in partenariato da Italia, Germania e Stati Uniti, e ha ottenuto personalmente lo spettro dell'oggetto da record. Altre conferme spettroscopiche sono arrivate dai telescopi Keck alle Hawaii e Magellan in Cile.

L'attenzione al numero e non solo al record isolato cambia il senso della scoperta. Il salto di 15 milioni di anni corrisponde a poco più dell'1% dell'età dell'universo in quella fase, ma il fatto che in 18 mesi il campione totale sia più che quadruplicato dice che i buchi neri supermassicci esistevano già nell'alba cosmica in numero molto maggiore di quanto si stimasse.

Cinque anni per mappare i buchi neri dell'alba cosmica

Euclid è stato lanciato nel 2023 con un piano di missione di sei anni e sta scansionando un terzo del cielo per misurare l'espansione dell'universo, la materia oscura e l'energia oscura. Il censimento dei buchi neri primordiali è un sottoprodotto ad alto valore scientifico: nei prossimi cinque anni la missione dovrebbe trovare centinaia di sorgenti simili, compresi oggetti oltre i 650 milioni di anni dopo il Big Bang.

Il secondo oggetto più antico del campione è già al centro di uno studio separato guidato da Roberto Decarli dell'INAF di Bologna e dalla stessa Belladitta, in via di pubblicazione. Le osservazioni con il radiotelescopio Noema sulle Alpi francesi hanno rivelato una galassia ospite ricca di gas e polvere, con un'intensa formazione stellare in atto: il tipo di ambiente che dovrebbe alimentare i buchi neri più massicci dell'epoca della reionizzazione.

Il prossimo obiettivo dichiarato dal team è spingere Euclid oltre i 650 milioni di anni dopo il Big Bang. Se il ritmo del primo anno di dati si mantiene, entro il 2028 il catalogo dei quasar dell'alba cosmica potrebbe superare i cento oggetti.

Approfondimenti

* Dal Giappone i nanotubi semiconduttori più sottili mai prodotti

* Notti tropicali 100 volte più frequenti dal 2003, il vero peso del caldo

* Orologio biologico nei millennial USA, la corsa 4 volte più rapida

Pubblicato il: 7 luglio 2026 alle ore 10:52