{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Da CUORE a CUPID: il Gran Sasso forma la fisica dei neutrini

L'esperimento CUORE chiude a 3 ton-anno di dati. Al suo posto arriva CUPID con 1596 bolometri, nello stesso criostato: ecco l'eredità per la ricerca.

L'esperimento CUORE ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso ha chiuso il proprio programma scientifico il 5 ottobre 2026, dopo aver accumulato 3 tonnellate-anno di dati sui cristalli di tellurio. Non arriva la scoperta attesa: arrivano limiti di esclusione, dati puliti e un apparato criogenico ancora acceso.

Il traguardo raggiunto nel laboratorio sotterraneo

L'INFN parla di una pietra miliare nella ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini, un processo mai osservato che, se confermato, direbbe che il neutrino coincide con la propria antiparticella e cambierebbe la fisica delle masse neutriniche. CUORE lavorava con 988 bolometri in 19 torri di cristalli di diossido di tellurio raffreddati a pochi millesimi di grado sopra lo zero assoluto: una delle sfide criogeniche più dure mai affrontate su scala industriale, dentro i 1400 metri di roccia che schermano il laboratorio dai raggi cosmici. Il coordinatore Carlo Bucci ricorda che il risultato appariva "estremamente ambizioso" nel 2017, l'anno dell'avvio. L'ipotesi del neutrino di Majorana resta aperta, ma le soglie di sensibilità sono salite di un ordine di grandezza.

L'infrastruttura resta accesa e cambia nome

Il punto che fa la differenza per chi studia o fa ricerca è un altro: il criostato di CUORE non si spegne. Lo stesso apparato ospiterà CUPID (CUORE Upgrade with Particle Identification), il successore già approvato dalla collaborazione che userà 1596 bolometri di molibdato di litio arricchito in molibdeno-100 e 1710 fotorivelatori per leggere contemporaneamente calore e luce dello stesso evento. La sensibilità attesa sulla vita media del decadimento sale a 10²⁷ anni, un ordine di grandezza oltre quella attuale. Il salto non chiede un nuovo laboratorio: la montagna, il sistema di raffreddamento da millikelvin e la rete di gruppi coinvolti restano tutti in loco. Ezio Previtali, direttore dei Laboratori del Gran Sasso, nel comunicato INFN sulla conclusione di CUORE è esplicito: resta "un patrimonio di tecnologie, competenze e innovazioni" per le prossime generazioni di esperimenti criogenici. Il laboratorio non si è trovato spiazzato dalla fine di CUORE: aveva già pensato all'eredità.

La scuola di dottorato che vive sopra il criostato

A pochi chilometri dai laboratori sotterranei c'è il Gran Sasso Science Institute, scuola universitaria superiore a ordinamento speciale nata all'Aquila nel 2012 dopo il terremoto. Oggi il GSSI conta 220 dottorandi, 89 tra professori e ricercatori, oltre 60 postdoc e ha rilasciato più di 260 titoli di Ph.D. dal 2015 a oggi. Per l'anno accademico 2026/2027 l'istituto mette a bando 38 borse di dottorato per il 42° ciclo, di cui 10 nel corso di Astroparticle Physics più tre borse aggiuntive su progetti Horizon e FIS legati a fisica delle astroparticelle e onde gravitazionali: borsa lorda annuale da 16.243 euro, quattro anni di programma, molti dei percorsi sperimentali appoggiati direttamente ai rivelatori sotterranei. Previtali, direttore del laboratorio che ha ospitato CUORE, siede nel comitato del dottorato in Fisica delle astroparticelle: il ponte tra laboratorio e aula non è un'ipotesi, è un organigramma. Chi entra oggi al GSSI troverà un apparato da aggiornare, crescita di cristalli, lavoro di calibrazione: tesi sperimentali reali, non simulazioni.

Perché conta per chi studia o insegna fisica

Rispetto al racconto "esperimento concluso" ci sono due cose da tenere a fuoco. La prima: il Gran Sasso resta uno dei pochi posti al mondo a offrire una filiera continua che va dal corso di dottorato al rivelatore sotterraneo da tonnellata, senza spostamenti di sede né attese pluriennali. La seconda: il modello di riuso dell'infrastruttura abbassa il costo marginale della nuova generazione sperimentale e tiene i dottorandi su progetti già finanziati. Un contrappunto utile per chi guarda ai conti della ricerca italiana, con la fuga di 42 milioni di grant ERC per la burocrazia sui permessi e con eccellenze come il neo-muscolo di Pisa che dialoga col nervo o la mappa italiana dei laboratori di optogenetica, che convivono con difficoltà di sistema.

CUPID è atteso in presa dati nello stesso criostato che ha appena ospitato CUORE. Il bando di dottorato GSSI per la fisica delle astroparticelle chiude il 28 maggio 2026: chi vuole lavorare al nuovo rivelatore mentre si costruisce ha un calendario, non una vaga prospettiva.

Pubblicato il: 12 ottobre 2026 alle ore 16:28