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Protesta tir al Sud: Sicilia e Calabria revocano, Campania resta ferma

Sicilia e Calabria revocano i blocchi, resta la Campania. Oggi decreto aiuti in CdM: il rimborso del gasolio commerciale a 27 cent/l non basta più.

Sicilia e Calabria hanno revocato i blocchi dei tir alle 10 di stamattina, 22 ottobre 2026, dopo cinque giorni di presidi sulle autostrade del Sud. Resta la protesta in Campania, mentre il Consiglio dei Ministri discute oggi un nuovo decreto aiuti per autotrasporto e agricoltura.

Cosa è cambiato tra il 20 e il 22 ottobre

Il vertice del 20 ottobre a Milano fra il ministro Matteo Salvini e le sigle dell'autotrasporto ha sbloccato 1 miliardo di euro di risorse e aperto un tavolo nazionale. Nella notte Aias Sicilia e Fedralog Calabria hanno comunicato la revoca dei presidi, confermando la partecipazione all'incontro del 27 ottobre al MIT, mentre resta aperto il nodo politico siciliano con le dimissioni congelate di Schifani che pesa sulla gestione dell'emergenza nell'isola.

Il Viminale ha accompagnato la trattativa con la linea dura. Il bilancio pubblicato ieri parla di quasi 1400 persone identificate, 242 sanzionate e 71 denunciate per i blocchi stradali, oltre a circa 500 autotrasportatori scortati dalle Forze dell'Ordine dopo le denunce di gomme tagliate e minacce ad autisti che non aderivano allo sciopero.

Perché il rimborso del gasolio commerciale non basta più

Il nodo economico è nei centesimi. Il prezzo medio del gasolio alla pompa nella settimana del 12-18 ottobre è stato di 2,244 euro al litro secondo l'Osservatorio prezzi carburanti del MASE, in salita dopo l'aumento dell'accisa scattato il 6 ottobre: più 6,1 centesimi al litro, con l'aliquota portata a 0,6729 euro.

Le imprese di autotrasporto con mezzi oltre le 7,5 tonnellate possono recuperare parte dell'accisa tramite il rimborso del gasolio commerciale gestito dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per i consumi del terzo trimestre 2026 l'importo massimo è di 269,68 euro ogni mille litri, cioè circa 27 centesimi al litro. Il costo netto commerciale resta però intorno a 1,58 euro al litro: su un pieno da 400 litri il differenziale è di oltre 630 euro, prima del rimborso.

Il confronto europeo spiega il malumore. Nella rilevazione della Commissione Europea del 5 ottobre, con 2,273 euro al litro l'Italia era sesta nell'Unione per prezzo del gasolio, dietro Finlandia, Olanda, Danimarca, Francia e Belgio. La forbice con Spagna e Germania, mercati di riferimento per la logistica mediterranea, pesa sulle tariffe di trasporto rimaste ferme da due anni.

La frattura dentro Confindustria sui blocchi

Il settore si è spaccato. Giuseppina Della Pepa, segretario generale di Anita, l'associazione di Confindustria che riunisce le imprese di trasporti automobilistici, ha preso le distanze dai presidi: «I problemi ci sono per tutte le aziende, ma da qui a mettere in ginocchio il paese bloccando l'approvvigionamento di farmaci, prodotti agricoli e beni di prima necessità ce ne vuole».

Dalla parte opposta Aias e Fedralog, molto radicate nelle piccole imprese del Mezzogiorno, hanno rivendicato il risultato politico. La sospensione dei blocchi arriva dopo giorni di scaffali vuoti nei supermercati del Sud e quintali di pesce fresco buttati per l'impossibilità di raggiungere i mercati, come accaduto nei porti di Salerno e Caserta prima della liberazione dei presidi.

Cosa deve contenere il decreto per convincere il settore

Il testo in arrivo oggi in CdM dovrebbe estendere il credito d'imposta sul gasolio e introdurre un tetto strutturale sul costo del gasolio commerciale, superando la logica dei tagli settimanali delle accise che aveva accompagnato l'estate. Salvini ha anticipato ieri la direzione, senza indicare importi: Palazzo Chigi parla di «un decreto legge che riunisca gli interventi a sostegno dell'autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo».

Il parallelo con altre mobilitazioni di queste settimane aiuta a leggere la pressione sul governo. Dalle piazze degli studenti scesi da Torino a Cagliari contro il ministro Valditara fino alle occupazioni degli atenei spagnoli con la Castellana bloccata a Madrid, il clima sociale europeo spinge su più fronti. La prova del 27 ottobre dirà se un miliardo e la promessa di un tetto strutturale basteranno a tenere i mezzi fuori dalle autostrade.

Pubblicato il: 22 ottobre 2026 alle ore 14:46