Solo il 27,4% degli italiani tra 65 e 74 anni ha competenze digitali almeno di base secondo l'ultimo report Cittadini e ICT 2025 - ISTAT. Su questa platea larga e vulnerabile arriva MyNino, l'app gratuita ideata da Biblioteche Senza Frontiere Italia con il supporto di Google.org per ridurre il digital gap, prevenire le frodi online e contrastare la disinformazione tra la popolazione anziana.
Cosa fa l'app dedicata ai senior
L'app nasce all'interno della Impact Challenge "Tech for Social Good" promossa da Google.org, in collaborazione con Seedble, Dataninja e DiTes del Link Campus University. Integra un vademecum per riconoscere bufale e truffe, un calendario di eventi formativi e un chatbot che risponde a domande su sicurezza digitale e su operazioni concrete come l'attivazione dello Spid. Il progetto è stato sperimentato tra il 2024 e il 2026 in Lombardia, Lazio e Campania, coinvolgendo centinaia di anziani, caregiver, operatori sociali e bibliotecari.
"C'è una nuova forma di disuguaglianza che attraversa le nostre città", ha detto Ilaria Gaudiello, direttrice di Biblioteche Senza Frontiere Italia: "è la capacità di abitare il mondo digitale. Disinformazione, dipendenza da terzi per l'accesso ai servizi, vulnerabilità alle truffe, isolamento relazionale". L'obiettivo dichiarato è trasformare la tecnologia da fattore di esclusione a infrastruttura di relazione tra le generazioni.
Il gap di partenza: 27,4% di competenze, contro un target UE dell'80%
Il dato di partenza racconta un Paese in profondo ritardo. Nella fascia 65-74 anni solo il 27,4% possiede competenze digitali almeno di base, meno della metà del 54,3% registrato sul totale dei 16-74enni. Oltre i 75 anni la quota di chi si è connesso alla rete negli ultimi tre mesi scende al 35,7%, con un divario di genere di 12,5 punti tra uomini e donne. L'obiettivo europeo fissato dal Digital Decade è portare all'80% la popolazione con competenze digitali di base entro il 2030.
L'Osservatorio Longevity & Silver Economy del Politecnico di Milano segnala che il 59% dei senior italiani sa usare WhatsApp e il 53% le ricerche online, ma il 72% teme che le tecnologie possano generare nuovo isolamento e la metà dichiara di aver paura di rimanere indietro. Solo il 43% dei senior gestisce l'email, e la stessa quota di intervistati dichiara di trovare sempre più difficile distinguere i contenuti autentici da quelli generati con l'intelligenza artificiale.
Un altro dato che sposta il quadro è la modalità d'accesso: le persone di 65 anni e più risultano quelle con la quota più alta di utenti che entrano in rete esclusivamente da smartphone, quasi il 40% contro una media del 20,5%. Significa che la porta d'ingresso al digitale, per la maggior parte dei senior italiani, è un unico dispositivo tascabile: ambiente ideale per truffe via SMS, WhatsApp e finti aggiornamenti bancari, che sono proprio i vettori più efficaci di frode contro la terza età.
Piano triennale a scuola, progetti isolati per la terza età
Il contrasto con l'altra fascia colpita dal digital divide è netto. Per la scuola è partito un piano triennale sull'educazione digitale con MIM e Indire che porta risorse strutturali su docenti e studenti, mentre per gli over 65 non esiste un intervento pubblico paragonabile. I progetti dedicati agli anziani restano poche esperienze private o finanziate da grandi tech, come nel caso dell'app appena lanciata con il sostegno di Google.org.
L'impatto pratico è concreto: la pubblica amministrazione italiana pretende ormai lo Spid per pensioni, referti sanitari, cassetto fiscale, bonus. Un italiano su tre over 75 non naviga da settimane, e chi sta nella fascia 65-74 spesso delega figli o CAF. Il rischio è che un'app come questa, per quanto ben progettata, resti un tampone su una ferita che richiede politiche pubbliche stabili, con una regia nazionale simile a quella predisposta per il mondo scolastico.
Il tema di fondo è chi finanzia l'inclusione digitale della terza età: senza un piano pubblico paragonabile a quello scolastico, l'obiettivo UE dell'80% al 2030 per l'Italia oggi è fuori portata.