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Lista nera del giornale iraniano Hamshahri: Giorgia Meloni tra i leader mondiali minacciati di morte

Il quotidiano Hamshahri pubblica una lista di leader occidentali «responsabili» della morte di Khamenei. Verifiche dell'intelligence italiana.

Il quotidiano Hamshahri, legato all'amministrazione comunale di Teheran, ha pubblicato l'11 luglio 2026 una lista nera di leader occidentali indicati come «responsabili» della morte dell'ayatollah Ali Khamenei. In prima pagina compaiono la premier italiana Giorgia Meloni, il presidente americano Donald Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Il figlio dell'ayatollah, Mojtaba Khamenei, aveva giurato vendetta durante i funerali svoltisi a Teheran nei giorni precedenti, definendo la rappresaglia «un desiderio della nazione» che «deve certamente essere compiuta».

Chi è il quotidiano Hamshahri

Hamshahri fa capo alla giunta comunale di Teheran, guidata dal sindaco Alireza Zakani, esponente dell'ala più conservatrice del panorama politico iraniano. Le elezioni amministrative locali, inizialmente in calendario per marzo 2026, sono state rinviate a causa del conflitto in corso. La redazione si rivolge al segmento più radicale dell'elettorato e la sua linea editoriale non coincide automaticamente con la posizione ufficiale dello Stato iraniano. La distinzione è cruciale per Roma, perché determina se la pubblicazione sia un atto ostile riconducibile al regime o l'iniziativa autonoma di una singola testata cittadina.

Le verifiche dell'intelligence e la reazione di Roma

L'intelligence italiana sta accertando chi ci sia dietro l'iniziativa del quotidiano e se il testo possa essere considerato una posizione ufficiale del regime. Non è esclusa la convocazione dell'ambasciatore iraniano in Italia. Nel frattempo il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso solidarietà a Meloni, aggiungendo che la premier «certamente non si fa intimidire». Tajani ha ricordato che i servizi italiani mantengono da tempo un canale di dialogo con Teheran ritenuto solido e affidabile. Palazzo Chigi non ha rilasciato per ora reazioni ufficiali, anche perché si tratta di un editoriale di un giornale locale e non di una nota diplomatica.

Il ministro ha collegato la vicenda al vertice europeo di Parigi, dove il 12 luglio nascerà una coalizione industriale anti-missili balistici basata sull'esperienza ucraina, con l'obiettivo di offrire protezione all'intera Europa. «A soffiare troppo sul fuoco si rischia di scottarsi», ha detto Tajani, richiamando la lotta di potere interna al regime iraniano e il nodo irrisolto dello stretto di Hormuz nelle trattative in corso sul dossier nucleare e sulla sicurezza marittima del Golfo Persico. L'iniziativa di Parigi coinvolge diversi Paesi europei e punta a mettere a fattor comune capacità industriali e tecnologie di difesa antimissile.

Le verifiche italiane chiariranno se la lista nera rappresenti la volontà del regime o l'iniziativa autonoma di una redazione vicina alla giunta comunale. Dalla risposta a questo interrogativo dipende il tipo di replica diplomatica che il governo è chiamato a modulare nelle prossime ore, tra convocazione formale dell'ambasciatore iraniano e mantenimento del canale intelligence che collega Roma a Teheran dal decennio scorso. Nel frattempo la sicurezza personale della premier resta sotto valutazione degli apparati competenti.

Pubblicato il: 12 luglio 2026 alle ore 15:51