{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Meta sanzionata per 942 milioni: 90 ore/mese ai teen del New Mexico

Il tribunale del New Mexico impone a Meta 942 milioni e un tetto di 3 ore al giorno sui social per i minori. In Italia oggi si viaggia al doppio.

Un tribunale del New Mexico ha condannato Meta a versare altri 567 milioni di dollari nel fondo istituito per ridurre i danni provocati da Facebook e Instagram ai minori. Con la prima sanzione di 375 milioni comminata a marzo 2026, il totale raggiunge 942 milioni di dollari. La decisione impone anche il primo tetto legale al tempo trascorso online dagli adolescenti.

Il tetto di 90 ore al mese sui social

Il giudice Bryan Biedscheid ha stabilito che i minori residenti nello Stato del New Mexico non potranno superare le 90 ore mensili di utilizzo su Facebook e Instagram, circa tre ore al giorno. La sentenza obbliga inoltre Meta a sospendere le notifiche push per gli under 18 dalle 22 alle 7 e, durante l'anno scolastico, dalle 8 alle 15 dal lunedì al venerdì.

Le nuove misure vanno oltre il conteggio delle ore. Le piattaforme non potranno più suggerire ad account adulti gli account degli utenti minorenni, gli adulti non collegati non potranno contattarli in privato, il contatore dei "Mi piace" sarà nascosto agli under 18 salvo consenso dei genitori. La quota principale del fondo istituito dal tribunale, 420 milioni di dollari, andrà a servizi di supporto psicologico dei minori, il resto a campagne di prevenzione e screening. La causa era stata avviata nel 2023 dal procuratore generale Raul Torrez per pratiche commerciali scorrette.

In Italia il tempo sui social è già oltre il doppio

Le 90 ore mensili imposte agli adolescenti del New Mexico corrispondono a poco più di tre ore al giorno. In Italia oltre la metà degli adolescenti tra 11 e 17 anni supera quella soglia solo per il tempo passato online fuori dalla scuola: il 55% dichiara oltre tre ore quotidiane, il 14% ne fa più di cinque. Se il tetto americano venisse applicato nel nostro paese, sarebbe già in violazione per un ragazzo su due.

L'indagine Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0 - ISS dell'Istituto Superiore di Sanità, condotta tra ottobre e dicembre 2025 su 198 scuole e più di 18.000 studenti, ha rilevato che il 17,9% dei ragazzi tra 14 e 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato a social media, gaming o gioco d'azzardo. In valori assoluti si parla di oltre 400.000 adolescenti. Per la fascia 11-13 anni la quota è al 17,3%, circa 280.000 ragazzi.

Il confronto è netto: il tetto che negli Stati Uniti è stato imposto da un tribunale come misura di protezione dei minori è già oggi al di sotto delle abitudini reali di più di un teenager italiano su due. In Francia il legislatore ha scelto un'altra strada, con il divieto di iscrizione ai social per gli under 15 in vigore dal 1° settembre 2026. Gli studi clinici forniscono la base per queste scelte: già due ore quotidiane di social sono associate a un aumento del rischio di sintomi depressivi e malessere psicologico negli adolescenti.

Cosa cambia per scuole e famiglie

La sentenza del New Mexico ha effetto solo sui residenti dello Stato, ma introduce un precedente giuridico che le procure di altri Stati americani stanno seguendo. Il prossimo processo contro Meta si aprirà in California la prossima settimana. In Italia non esiste una decisione analoga e la responsabilità di limitare il tempo online resta nelle mani di genitori e insegnanti. I dati dell'ISS mostrano che l'uso problematico dei social riguarda l'1% dei ragazzi tra 11 e 13 anni e il 2,1% dei 14-17 anni, con una lieve riduzione rispetto al 2022.

Per i docenti italiani il dato più operativo riguarda il calendario delle notifiche. Il blocco push in orario scolastico introdotto negli Stati Uniti agisce sul comportamento dei minori senza richiedere interventi disciplinari, mentre in Italia la stessa funzione dipende dal regolamento del singolo istituto o dalle circolari ministeriali sul divieto di smartphone in aula. Il fondo da 420 milioni destinato al supporto psicologico apre uno spazio operativo che nelle scuole italiane finora è coperto quasi esclusivamente dai bandi PNRR e dagli sportelli d'ascolto interni. Un altro fronte aperto è quello dei contenuti algoritmici: Instagram è già intervenuta sui video molesti dopo il caso Ray-Ban Meta segnalati sulle sue piattaforme.

Nei prossimi mesi le famiglie del New Mexico potranno misurare l'effetto pratico del tetto di 90 ore. Sarà il primo test su scala reale del contenimento algoritmico dell'uso adolescenziale delle piattaforme, con dati verificabili nel giro di un anno scolastico.

Pubblicato il: 8 agosto 2026 alle ore 10:35