Il 24 ottobre 2026 entra in vigore la legge 9 ottobre 2026 n. 180 in Gazzetta Ufficiale, che istituisce il voto nel comune di temporaneo domicilio per docenti, personale ATA e studenti universitari residenti in una regione diversa da quella in cui lavorano o studiano. Per partecipare alle elezioni politiche, europee e ai referendum del 2027 la domanda va presentata entro il 31 dicembre 2026.
Cosa prevede l'articolo 8 della legge
L'articolo 8 istituisce presso ciascun ufficio elettorale comunale un elenco degli elettori fuori sede. Possono iscriversi, entro il 31 dicembre di ogni anno, gli elettori temporaneamente domiciliati in un comune di una regione diversa da quella di iscrizione elettorale, se la permanenza prevista è di almeno nove mesi. La domanda si presenta al comune di temporaneo domicilio, personalmente o con strumenti telematici, allegando copia del documento di riconoscimento e certificazione della condizione di fuori sede.
Entro il decimo giorno antecedente la consultazione il comune rilascia un'attestazione di ammissione al voto, con il numero e l'indirizzo della sezione in cui recarsi. Chi acquisisce i requisiti dopo il 31 dicembre può presentare domanda entro trenta giorni e comunque non oltre il quarantacinquesimo giorno precedente la consultazione. Il voto si esprime per le liste e i candidati della circoscrizione e del collegio del comune di domicilio, non di quello di residenza.
La platea reale: 335mila universitari fuori regione, il grosso dal Sud
Il bacino potenziale della nuova disciplina è molto più ampio della sperimentazione già vista. Ai referendum di giugno 2025 risultarono ammessi al voto fuori sede 67.305 elettori: 28.430 per lavoro, 38.105 per studio, 770 per cure. Al referendum costituzionale di marzo 2026, invece, la possibilità fu esclusa dopo il voto del Senato, costringendo tutti i fuori sede a rientrare nel comune di residenza.
I dati del Ministero dell'Università mostrano l'ordine di grandezza della platea che ora può iscriversi. Nell'anno accademico 2024/2025 gli studenti italiani che frequentano un ateneo in una regione diversa dalla residenza sono 335.207, che diventano 403.298 includendo gli iscritti residenti all'estero, pari al 24,08% degli iscritti ad atenei non telematici. Quattro regioni concentrano circa quattro studenti su dieci: Puglia (37.791), Veneto (34.300), Lombardia (32.062) e Sicilia. La Campania registra 28.058 universitari fuori regione, la Calabria 19.963.
Le percentuali più alte di uscita sono al Sud: la Basilicata perde il 73% dei suoi residenti universitari, la Calabria oltre il 34%. Il Lazio è la regione che trattiene di più, con il 9% dei residenti che si sposta fuori. A questi numeri va sommato il personale scolastico: i piani di mobilità 2025/26 hanno visto migliaia di trasferimenti interregionali, con flussi concentrati dalle regioni meridionali verso Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Lazio. Decine di migliaia tra docenti e ATA del Mezzogiorno insegnano oggi a centinaia di chilometri da casa.
Cosa deve fare un docente o un ATA che insegna lontano da casa
La procedura è semplice ma rigida nei tempi. Un docente del Sud titolare in una scuola della Lombardia dovrà presentare la domanda al comune del suo domicilio temporaneo entro il 31 dicembre 2026 per partecipare alle consultazioni previste nel 2027. La permanenza da autocertificare è di almeno nove mesi, coerente con l'arco dell'anno scolastico.
Alla domanda vanno allegati il documento di identità e la documentazione che attesta il servizio in regione diversa da quella di iscrizione elettorale: tipicamente il contratto o la nomina del dirigente scolastico. Il comune di domicilio verifica con il comune di residenza il possesso dell'elettorato attivo. Chi arriva dopo il 31 dicembre, ad esempio con una supplenza assegnata tardi, può presentare la domanda entro trenta giorni dall'inizio del servizio, non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente la consultazione. La domanda può anche essere revocata negli stessi termini: chi preferisce votare nel proprio collegio di residenza non è obbligato a iscriversi.
La prima prova sarà la tornata elettorale e referendaria del 2027: chi vuole votare nel comune in cui lavora o studia deve mettere in agenda la scadenza del 31 dicembre 2026 e preparare contratto, documento di identità e prova del domicilio temporaneo. Nelle stesse settimane in cui la legge entra in vigore, le aule parlamentari lavorano anche su altri dossier del comparto scuola, dalla settimana della VII Commissione Cultura alla Camera al decreto scuola e ddl cinema in 7ª Commissione al Senato.