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Fosforo bianco in Libano: cosa sono le munizioni incendiarie usate da Israele e perché sono così devastanti

Human Rights Watch accusa Israele di aver impiegato armi al fosforo bianco su aree residenziali in Libano. Ecco cosa sono, come funzionano e quali effetti hanno sul corpo umano.

* L'accusa di Human Rights Watch * Cos'è il fosforo bianco e come viene impiegato in guerra * Il quadro giuridico internazionale * Gli effetti devastanti sul corpo umano * Un problema che si ripete

L'accusa di Human Rights Watch

Il 3 marzo 2025, secondo l'organizzazione non governativa Human Rights Watch (Hrw), l'esercito israeliano ha impiegato munizioni al fosforo bianco contro i quartieri residenziali di Yohmor, un comune del Libano meridionale. Non si tratta di una semplice dichiarazione. Gli investigatori di Hrw hanno verificato e geolocalizzato immagini che documentano lo sparo di proiettili capaci di disperdere fosforo bianco in fiamme in direzione delle abitazioni civili. I filmati mostrano anche operatori della protezione civile impegnati a spegnere incendi divampati su tetti e automobili, a testimonianza dell'impatto immediato dell'attacco sulle infrastrutture civili. Ramzi Kaiss, ricercatore di Hrw per il Libano, ha definito l'episodio "estremamente allarmante", sottolineando le "conseguenze terribili per i civili". Israele, dal canto suo, ha sempre respinto accuse analoghe formulate in passato, e non ha commentato l'ultimo rapporto. La vicenda riaccende un dibattito che attraversa il diritto internazionale e la questione dei diritti umani nel contesto del conflitto israelo-palestinese, sollevando interrogativi urgenti sulla protezione della popolazione civile.

Cos'è il fosforo bianco e come viene impiegato in guerra

Il fosforo bianco è una sostanza chimica dalla consistenza cerosa, di colore bianco o giallastro, caratterizzata da un'elevatissima reattività. La sua proprietà principale è semplice e terrificante: prende fuoco spontaneamente al contatto con l'ossigeno. In ambito civile viene utilizzato per produrre acido fosforico, impiegato poi in fertilizzanti, detergenti e additivi alimentari. L'uso militare sfrutta proprio la rapidità di combustione. Le forze armate lo adoperano per creare cortine fumogene, contrassegnare obiettivi sul campo di battaglia o segnalare posizioni. Quando un proiettile al fosforo bianco esplode in aria, sparge decine di frammenti incandescenti su un'area estesa. Secondo Hrw, la conformazione del fumo osservata a Yohmor è compatibile con i proiettili di artiglieria da 155 mm della serie M825, capaci di disseminare residui infuocati su una superficie che raggiunge i 250 metri di diametro. Il problema è evidente: questi frammenti non cadono in un punto definito e prevedibile. Si disperdono in modo casuale, rendendo impossibile garantire che colpiscano solo obiettivi militari. In un contesto urbano, ogni lancio diventa una minaccia indiscriminata per chiunque si trovi nell'area.

Il quadro giuridico internazionale

La questione legale è complessa, e proprio in questa complessità si annida il problema. Il fosforo bianco non è classificato come arma chimica dal diritto internazionale, poiché il suo effetto primario è incendiario, non tossico. Questa distinzione tecnica lo sottrae ai divieti previsti dalla Convenzione sulle armi chimiche. Esiste tuttavia la _Convenzione delle Nazioni Unite su certe armi convenzionali_, che tenta di regolamentare l'uso delle armi incendiarie. Ma un rapporto del 2020 di Hrw ha evidenziato una falla significativa: il documento probabilmente esclude le munizioni multiuso con effetti incendiari, in particolare quelle contenenti fosforo bianco. In altre parole, la natura "duale" di queste munizioni, utilizzabili sia per scopi di segnalazione che come agenti incendiari, le colloca in una zona grigia normativa. Ciò che il diritto umanitario internazionale stabilisce con chiarezza, però, è l'obbligo di adottare tutte le precauzioni possibili per evitare danni ai civili. L'impiego di armi incendiarie in aree densamente popolate, secondo Hrw, viola frontalmente questo principio. La distinzione tra uso lecito e illecito dipende quindi dal contesto: sparare fosforo bianco in campo aperto per creare una cortina fumogena è una cosa, farlo su quartieri residenziali è tutt'altra.

Gli effetti devastanti sul corpo umano

L'Organizzazione mondiale della sanità non lascia margini di ambiguità: qualsiasi forma di esposizione al fosforo bianco è dannosa per gli esseri umani. I danni si manifestano su più livelli. Il fumo prodotto dalla combustione causa bruciore agli occhi e alle vie respiratorie, poiché gli ossidi di fosforo si dissolvono in acidi fosforici a contatto con l'umidità delle mucose. L'ingestione accidentale può portare all'assorbimento di quantità tossiche. Ma è il contatto diretto con la pelle a produrre gli effetti più atroci. Il fosforo bianco provoca ustioni profonde, sia chimiche che termiche. Le zone colpite assumono un aspetto giallastro, con spesse ustioni necrotiche circondate da tessuto squamato, come descrive l'Oms. Un dettaglio particolarmente crudele: se frammenti di fosforo restano incastrati nella pelle, possono ricominciare a bruciare ogni volta che la ferita viene esposta all'aria, rendendo il trattamento medico estremamente difficile. Quando la sostanza penetra nel corpo, può danneggiare organi vitali. L'_Agenzia per le Sostanze tossiche degli Stati Uniti_ aggiunge che le ustioni possono causare danni a cuore, fegato e reni. Non è ancora chiaro se il fosforo bianco contribuisca allo sviluppo di tumori o difetti alla nascita.

Un problema che si ripete

L'episodio di Yohmor non è un caso isolato. Hrw ha sottolineato che il fosforo bianco era già stato utilizzato da Israele nei comuni di confine del Libano meridionale durante fasi precedenti del conflitto, contribuendo allo sfollamento di civili e all'aumento del rischio di danni collaterali. Altre organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International, hanno raccolto prove indipendenti dell'impiego di queste munizioni sia in Libano che a Gaza. Il quadro che emerge è quello di un utilizzo sistematico, non episodico, che solleva domande pressanti sulla volontà della comunità internazionale di colmare le lacune normative esistenti. La zona grigia giuridica in cui si colloca il fosforo bianco non può continuare a fungere da scudo per pratiche che, nei fatti, colpiscono in modo indiscriminato la popolazione civile. Finché le convenzioni internazionali non includeranno esplicitamente le munizioni multiuso con effetti incendiari tra le armi soggette a restrizioni stringenti, episodi come quello di Yohmor rischiano di ripetersi, lasciando i civili esposti a una delle sostanze più crudeli mai impiegate nei conflitti moderni.

Pubblicato il: 24 marzo 2026 alle ore 09:01