Il crollo di parte del tribunale di Bolzano è avvenuto in un edificio in ristrutturazione, poco dopo l'alba del 16 luglio 2026. All'interno c'erano tre addette alle pulizie: una è rimasta lievemente ferita, le altre due si sono salvate perché lavoravano in un'altra ala. Il caso solleva già domande sulla sicurezza dei cantieri aperti negli edifici pubblici.
Cosa è successo al tribunale di Bolzano
Il cedimento ha riguardato circa un quarto dell'edificio: l'aula della Corte d'appello, due aule per le udienze e le cancellerie. Nella parte crollata erano in corso lavori di ristrutturazione e ampliamento, e a cedere sarebbero stati alcuni solai o pilastri portanti. La procura di Bolzano ha aperto un'indagine per crollo colposo contro ignoti.
L'ingegnere strutturista Andrea Prota, professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni all'Università Federico II di Napoli, ha spiegato ad Adnkronos che con il quadro informativo attuale non si può stabilire cosa abbia originato il crollo: servono prima l'acquisizione dei documenti di cantiere, poi le indagini sulle macerie, infine la ricostruzione del meccanismo di collasso con modelli di calcolo. L'Associazione nazionale magistrati ha ricordato di aver già consegnato al governo un dossier con circa 500 immagini sul degrado di numerose sedi giudiziarie italiane, con criticità strutturali rimaste senza risposta.
Nel settore costruzioni gli infortuni sono saliti del 3% nel 2025
Il fatto che l'edificio fosse un cantiere aperto sposta il centro dell'analisi sui rischi del comparto edile. Secondo il bollettino Dati INAIL di gennaio 2026 pubblicato dall'istituto assicurativo, le denunce di infortunio nelle costruzioni sono cresciute del 3% nel 2025 rispetto al 2024, contro un aumento medio nazionale dell'1,4%. In cifre assolute il paese ha registrato 597.710 denunce complessive, con 1.085 lavoratori deceduti (+8 rispetto al 2024): 792 in occasione di lavoro e 293 nel tragitto casa-lavoro-casa.
Il 2025 è stato scandito anche da episodi legati proprio ai crolli di cantiere: tre operai hanno perso la vita in un cantiere a Napoli quando è ceduto un montacarichi, richiamato dallo stesso bollettino INAIL fra i tragici eventi non stradali dell'anno. Il comparto edile italiano è un mercato grande e frammentato, con molti profili operativi che arrivano da subappalti, somministrazione o dalle 495.600 quote dei flussi di ingresso per il triennio 2026-2028, che ogni anno alimentano il fabbisogno di manodopera in edilizia. La ristrutturazione di un edificio pubblico storico moltiplica poi le variabili: solai in latero-cemento vecchi di decenni, carichi progettuali non più compatibili con l uso attuale, catene di subappalto lunghe fra impresa capofila, imprese specializzate e piccoli artigiàni.
Chi lavora davvero nei cantieri di ristrutturazione
Al tribunale di Bolzano dentro l'edificio c'erano tre addette alle pulizie. Nei cantieri di ristrutturazione, oltre agli operai edili, entrano ogni giorno figure di manutenzione, pulizia, sorveglianza e portierato. Sono lavoratori che condividono lo spazio del cantiere ma non sempre ricevono la formazione specifica sui rischi strutturali: il piano di sicurezza e coordinamento dovrebbe prevederli, e la responsabilità in caso di incidente ricade sui coordinatori della sicurezza in fase di esecuzione, sui direttori dei lavori e sulle imprese esecutrici.
Alla valutazione dei rischi fisici va sommata quella dei rischi psicosociali, che grava sulle aziende dal 2010: il rischio stress lavoro-correlato con sanzioni fino a 6.400 euro va inserito nel Documento di valutazione dei rischi anche negli appalti di pulizia e manutenzione. Il quadro e più delicato per i lavoratori più fragili: pensionati che rientrano nel mercato con collaborazioni saltuarie, spesso coperti dalla convenzione INPS 2026-2029 sui prestiti pensionati, finiscono talvolta in ruoli operativi a bassa qualifica dove l'esposizione al rischio non è trascurabile.
La procura di Bolzano dovrà stabilire le responsabilità civili e penali dell'accaduto. La prevenzione degli infortuni nei cantieri di ristrutturazione parte però prima: dalla verifica dei solai negli edifici pubblici storici, dalla formazione anche del personale non edile che entra nell'area di lavoro, dalla revisione dei piani di sicurezza durante gli interventi.