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Convenzione INPS 2026-2029: cosa cambia sui prestiti ai pensionati

Convenzione INPS-Banche valida fino al 2029: procedure digitali e 2,03 euro a pratica, ma per il pensionato over 75 il TAEG massimo resta al 13,14%.

Dal 1° maggio 2026 al 30 aprile 2029 vale la nuova convenzione tra INPS e banche per la cessione del quinto della pensione: procedure telematiche obbligatorie, verifica di identità con OTP e onere di 2,03 euro a pratica per gli intermediari convenzionati. Il conto per il pensionato che chiede il prestito resta un altro: il TAEG massimo sale fino al 13,14% nella fascia 75-79 anni, contro il 10,04% degli under 60.

Cosa cambia nella gestione delle pratiche

Il nuovo schema convenzionale è stato approvato con la deliberazione del Consiglio di Amministrazione INPS n. 55 del 29 aprile 2026 ed è operativo dall'8 luglio 2026 con il Messaggio INPS 2308/2026. La validità è triennale, con possibilità di un solo rinnovo per la medesima durata tramite scambio di comunicazioni via PEC.

Le principali novità sono tre. Estinzioni anticipate, chiusure e rimodulazioni del piano di ammortamento passano esclusivamente per le funzioni telematiche dedicate: le comunicazioni trasmesse per altra via non saranno più prese in carico dall'Istituto. Il riconoscimento del pensionato prevede, oltre al documento di identità, un secondo elemento di riscontro: un OTP inviato sul cellulare certificato oppure l'importo esatto (cifre decimali comprese) di una delle ultime due mensilità di pensione pagata.

L'onere che le banche convenzionate versano all'INPS per ciascuna estrazione del rateo pensionistico è fissato a 2,03 euro fino al 31 dicembre 2026. Gli intermediari finanziari che non hanno sottoscritto la convenzione pagano invece 111,12 euro annui per ciascun contratto di cessione e 9,26 euro per ogni estrazione: un divario che spinge di fatto verso l'adesione all'accordo. Sono inoltre previste attività di audit e controlli periodici sui soggetti convenzionati per verificare il rispetto delle regole di sicurezza e di protezione dei dati.

Il vero costo del prestito: TAEG per fascia d'età

La semplificazione lato istituzionale non tocca la variabile che pesa di più sul pensionato: il tasso applicato. I decreti del Ministero dell'Economia validi dal 1° luglio al 30 settembre 2026 fissano il tasso effettivo globale medio (TEGM) al 13,87% per i prestiti fino a 15.000 euro e al 9,57% per gli importi superiori, con soglie antiusura rispettivamente al 21,3375% e al 15,9625%.

Sulla cessione del quinto della pensione i TAEG massimi convenzionali crescono con l'età. Per prestiti fino a 15.000 euro si parte dal 10,04% sotto i 60 anni, si sale al 10,84% tra 60 e 64, all'11,64% tra 65 e 69, al 12,34% tra 70 e 74 e si arriva al 13,14% tra 75 e 79 anni. Tra un pensionato di 59 e uno di 78 anni il costo massimo del prestito differisce di 3,1 punti percentuali: su un finanziamento di 10.000 euro a dieci anni sono oltre 2.000 euro di interessi aggiuntivi a carico del contraente più anziano.

L'età pesa perché il rischio di premorienza aumenta e con esso il costo della copertura assicurativa obbligatoria per l'intera durata del piano, che resta a carico del pensionato. La convenzione INPS taglia i costi operativi delle banche e blocca la notifica dei piani con tassi superiori a quelli convenzionali, ma non modifica il prezzo finale per l'utente.

Chi la usa e perché il segmento cresce

Nel 2025 la quota dei pensionati sul totale delle richieste di cessione del quinto è passata dal 19,5% al 21,6% del mix, con importi medi in crescita dell'11,1% sull'anno precedente. Il tasso medio effettivamente applicato al segmento pensionati è rimasto stabile al 7,82%, quindi sotto le soglie convenzionali per età, ma la platea è cambiata: pensionati con assegni modesti in cerca di liquidità dopo l'esaurimento dei bonus una tantum e la fine degli scudi sui costi energetici. L'età media dei richiedenti è di 68 anni.

Il primo trimestre 2026 conferma il trend, con la cessione del quinto stipendi e pensioni cresciuta del 7,5%. La traiettoria pensionistica confermata dalla Ragioneria sposta ancora più avanti la soglia di uscita dal lavoro e allarga automaticamente la fascia di richiedenti con TAEG massimi più alti. La durata massima del prestito resta a dieci anni con copertura assicurativa contro il rischio di premorienza obbligatoria.

Il regolamento allegato al messaggio 2308/2026 introduce anche l'obbligo di identificazione univoca degli intermediari e delle aziende convenzionate: ogni operatore che contatta il pensionato deve essere riconoscibile e la pratica di cessione del quinto deve essere consapevole. Nei tre anni di durata dell'accordo l'audit dell'Istituto proverà a stringere il perimetro sulle irregolarità, ma il tasso applicato al contratto resta fuori dalla convenzione.

Pubblicato il: 15 luglio 2026 alle ore 07:48