La ministra del Lavoro Marina Calderone ha annunciato in audizione al Comitato parlamentare Schengen, riunito il 14 luglio a Palazzo San Macuto, 495.600 quote di ingresso per lavoratori extra-UE nel triennio 2026-2028. L'incremento rispetto alla programmazione precedente è di circa 30mila unità, distribuite tra lavoro subordinato non stagionale e stagionale.
La ripartizione settoriale fornita dal ministro assegna 311.400 quote agli stagionali del settore agricolo, 41.254 al comparto turistico-alberghiero e altre 41.254 all'assistenza familiare non stagionale. Il totale complessivo del Decreto flussi 2026-2028 - Ministero dell'Interno è pari a 497.550 unità sull'intero triennio, comprensive anche del lavoro autonomo. Le quote annuali sono 164.850 per il 2026, 165.850 per il 2027 e 166.850 per il 2028. La precompilazione delle domande sul portale ALI è aperta dal 23 ottobre 2025 e si chiude il 7 dicembre 2025, con il primo click day fissato al 12 gennaio 2026 per gli stagionali agricoli.
Quattro tavoli con le parti sociali
Sui flussi di ingresso 2026-2028 è attivo un confronto strutturato con le parti sociali per raccogliere i fabbisogni delle imprese e delle famiglie. Il ministero ha organizzato quattro tavoli distinti, uno per ciascuna tipologia di impiego: assistenza familiare, stagionale agricolo, stagionale turistico-alberghiero e lavoro subordinato non stagionale. L'obiettivo dichiarato dal ministro è cogliere le differenze territoriali nella domanda di lavoro e integrare le valutazioni ministeriali con gli indicatori di Regioni e territori. Il confronto punta a orientare la ripartizione annuale delle quote in modo più aderente alle richieste locali e alle specificità dei singoli comparti.
Anomalie sulle domande per colf e badanti
Nel settore dell'assistenza familiare Calderone ha segnalato criticità strutturali su cui il ministero sta approfondendo. Nella tornata del 2026 sono arrivate oltre 47.000 domande a fronte delle 13.600 quote messe a bando dal decreto flussi: la pressione è di oltre il triplo rispetto ai posti disponibili, con uno scarto che secondo il ministro non trova riscontro nei numeri storici del comparto. Due gli elementi anomali evidenziati durante l'audizione. L'80% delle richieste è stato presentato per lavoratori di genere maschile, mentre l'esperienza storica del settore indica che l'88% degli addetti effettivi è di genere femminile. Anche la geografia delle domande cambia rispetto ai profili tradizionali del comparto: i primi tre paesi di origine risultano Bangladesh, India ed Egitto, quando le comunità storicamente più rappresentate sono Filippine, Perù e Moldavia. Il ministero ha annunciato una valutazione specifica prima di procedere alle prossime assegnazioni per il canale badanti.
Il calendario dei click day per gli altri comparti e la ripartizione definitiva delle quote 2026 dipenderanno dall'esito del confronto sui quattro tavoli tecnici. Sul canale badanti restano da chiarire le motivazioni dello scostamento dai profili storici, dato che condizionerà l'assegnazione delle nuove quote familiari e il calendario delle prossime finestre di presentazione delle domande.