L'Unicobas ha revocato lo sciopero generale già convocato per il 4 dicembre e lo ha anticipato al 30 ottobre, come conferma il dettaglio dello sciopero plurisettoriale sul Cruscotto del pubblico impiego. Lo sciopero scuola 30 ottobre coinvolge l'intero comparto istruzione e la sanità, con il settore trasporti espressamente escluso dalla proclamazione.
Il terzo sciopero scuola in meno di un mese
Con la data del 30 ottobre il comparto istruzione arriva a tre giornate di sciopero in ventotto giorni: il 2, il 16 e appunto il 30. L'Unicobas Scuola partecipa alla mobilitazione plurisettoriale e organizza un'assemblea nella sede di Via Casoria a Roma. La piattaforma rivendicativa resta quella delle settimane precedenti: aumenti del 20% delle retribuzioni, pari a circa 300 euro al mese nel pubblico impiego e nel privato, salario minimo a 12 euro l'ora, un meccanismo automatico di adeguamento delle buste paga al costo della vita, abrogazione della legge 146/1990 sui servizi pubblici essenziali e una nuova disciplina sulla rappresentanza sindacale.
A ridosso del 30 ottobre si colloca anche lo sciopero generale annunciato dalla Cgil di Maurizio Landini per il 20 novembre, mentre la Commissione di Garanzia ha già multato i sindacati che avevano proclamato lo sciopero del 3 ottobre: l'intervallo fra una proclamazione e l'altra resta la variabile più delicata del calendario autunnale, soprattutto nei comparti dove si concentrano i servizi essenziali.
Trecento euro in più, mille euro di divario con l'Europa
I 300 euro al mese chiesti dalla piattaforma Unicobas coprirebbero circa un terzo del gap retributivo misurato dal rapporto OCSE Education at a Glance 2026 fra i docenti italiani e la media dei colleghi europei. Alla fascia dei quindici anni di servizio uno stipendio di scuola secondaria italiano vale circa 52.613 dollari a parità di potere d'acquisto contro i 65.122 della media UE: 12.509 dollari in meno su base annua, cioè oltre mille euro al mese in meno rispetto a chi insegna oltrefrontiera.
Il divario pesa il 19,21% in termini PPA e cresce guardando ai paesi di riferimento: la Francia è il 4% sopra l'Italia, la Spagna +47%, Germania e Paesi Bassi superano quota +112%, con stipendi più che doppi rispetto a quelli italiani. Il confronto storico è ancora più severo: fra il 2015 e il 2024 gli stipendi reali dei docenti italiani sono calati del 4,4%, mentre nell'area OCSE sono cresciuti del 14,6% a prezzi costanti. Chi sale in cattedra oggi parte da 25.195 euro lordi annui, l'ingresso più basso del gruppo UE monitorato, e dopo i primi dieci anni la retribuzione si appiattisce senza più scatti significativi di anzianità.
Cosa succede nelle scuole il 30 ottobre
La giornata sarà di 24 ore e coinvolgerà docenti, personale ATA e dirigenti scolastici, con esclusione del comparto trasporti. Gli istituti restano formalmente aperti ma, con adesioni rilevanti, le lezioni e i servizi amministrativi possono interrompersi. Famiglie e studenti devono attendere la comunicazione delle singole scuole, tenute per legge ad avvisare in anticipo quali servizi non saranno garantiti e quali orari di ingresso e uscita potranno subire modifiche.
Per chi guarda al mercato del lavoro scolastico, intanto, gli interpelli di ottobre 2026 mostrano dove si concentrano i posti ancora disponibili: la fotografia regionale della domanda di supplenze aiuta a leggere anche la tensione retributiva alla base della mobilitazione. La combinazione di stipendi fermi e cattedre scoperte è il terreno su cui si innesta la protesta dell'Unicobas, al di là della cornice contrattuale nazionale.
Il prossimo appuntamento del calendario è il 20 novembre con lo sciopero generale della Cgil, e dalla Commissione di Garanzia è attesa una pronuncia sulla distanza fra le proclamazioni, dopo le sanzioni già comminate per la giornata del 3 ottobre.