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Geometri e istituti tecnici Cat firmano il protocollo per avvicinare la formazione al mondo del lavoro

L'intesa siglata a Roma tra il Consiglio nazionale geometri e la Rete nazionale degli istituti tecnologici Cat punta a rinnovare i percorsi didattici in cinque ambiti strategici, adeguando le competenze dei diplomati alle trasformazioni del settore costruzioni

* L'intesa firmata a Roma: chi sono i protagonisti * Cinque ambiti di intervento per una formazione aggiornata * Il nodo strutturale: diplomati tecnici e mercato delle costruzioni * Il ruolo della Rete Cat e dell'istituto Leopoldo Pirelli * Cosa cambia per studenti e professionisti

L'intesa firmata a Roma: chi sono i protagonisti {#lintesa-firmata-a-roma-chi-sono-i-protagonisti}

Un ponte più solido tra le aule degli istituti tecnici e i cantieri, gli studi professionali, i laboratori di progettazione. È questo, in sintesi, l'obiettivo del protocollo d'intesa firmato a Roma tra il Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati (Cngegl) e la Rete nazionale degli istituti tecnici tecnologici a indirizzo Cat (Costruzioni, Ambiente e Territorio).

A sottoscrivere l'accordo sono stati il presidente del Cngegl, Paolo Biscaro, e Cinzia Di Palo, in rappresentanza dell'Istituto Leopoldo Pirelli di Roma, capofila della Rete Cat. La cerimonia si è tenuta nella capitale, in un momento in cui il dibattito sulla qualità della formazione tecnica italiana è tutt'altro che marginale.

L'intesa nasce da una constatazione condivisa: le trasformazioni che investono il settore delle costruzioni, dalla digitalizzazione dei processi alla transizione ecologica, richiedono competenze che i percorsi scolastici tradizionali faticano a garantire. E il rischio, senza interventi mirati, è quello di formare diplomati già disallineati rispetto alle richieste del mercato.

Cinque ambiti di intervento per una formazione aggiornata {#cinque-ambiti-di-intervento-per-una-formazione-aggiornata}

Stando a quanto emerge dal testo dell'accordo, il protocollo individua cinque ambiti di intervento prioritari per migliorare la qualità della formazione tecnica negli istituti Cat. L'obiettivo dichiarato è adeguare le conoscenze e le abilità degli studenti alle trasformazioni in atto nel comparto edilizio e nella gestione del territorio.

Sebbene i dettagli operativi dovranno essere declinati nei prossimi mesi attraverso piani attuativi specifici, la cornice dell'intesa tocca i punti nevralgici del rapporto tra istruzione e professione:

* Aggiornamento dei contenuti didattici in linea con le innovazioni tecnologiche del settore * Potenziamento delle esperienze pratiche durante il percorso scolastico * Collaborazione strutturata tra ordine professionale e corpo docente * Orientamento professionale calibrato sulle reali prospettive occupazionali * Formazione continua dei docenti sulle evoluzioni normative e tecniche

Non si tratta di un'iniziativa isolata. Il tema dell'allineamento tra offerta formativa e fabbisogni del mercato del lavoro è al centro di numerose iniziative, anche in ambiti diversi da quello tecnico-edilizio. Come dimostra, ad esempio, La Luiss promuove una formazione allineata alle esigenze del mercato del lavoro in Campania, la spinta a costruire percorsi più aderenti alla realtà professionale attraversa ormai l'intero sistema dell'istruzione italiana.

Il nodo strutturale: diplomati tecnici e mercato delle costruzioni {#il-nodo-strutturale-diplomati-tecnici-e-mercato-delle-costruzioni}

I numeri parlano chiaro. Il settore delle costruzioni in Italia vive una fase di profonda trasformazione, accelerata dagli incentivi legati al Superbonus, dalla normativa europea sull'efficientamento energetico e dall'adozione crescente del BIM (_Building Information Modeling_) nei processi progettuali. In questo scenario, le imprese e gli studi professionali cercano figure con competenze che vanno ben oltre il tradizionale bagaglio formativo del geometra.

Eppure, come sottolineato più volte dagli ordini professionali, molti diplomati degli istituti Cat arrivano sul mercato del lavoro, o all'esame di abilitazione, con lacune significative nelle nuove tecnologie applicate all'edilizia, nella gestione ambientale, nella normativa antisismica aggiornata. Il divario tra ciò che la scuola insegna e ciò che la professione richiede non è nuovo, ma si sta allargando.

Le aree colpite da eventi sismici, peraltro, hanno reso ancora più evidente l'urgenza di professionisti preparati su ricostruzione e sicurezza strutturale, come emerge anche dalle Innovazioni nella Formazione nel Cratere del Sisma 2016.

Il protocollo firmato a Roma prova a intervenire proprio su questa frattura.

Il ruolo della Rete Cat e dell'istituto Leopoldo Pirelli {#il-ruolo-della-rete-cat-e-dellistituto-leopoldo-pirelli}

La Rete nazionale Cat raggruppa gli istituti tecnici tecnologici che offrono il percorso in Costruzioni, Ambiente e Territorio, l'indirizzo che ha sostituito il vecchio diploma di geometra con la riforma degli ordinamenti scolastici. L'Istituto Leopoldo Pirelli di Roma, capofila della rete, rappresenta un punto di riferimento sul territorio nazionale per la sperimentazione didattica in questo settore.

Il fatto che l'ordine professionale dei geometri abbia scelto di dialogare direttamente con la rete degli istituti, anziché limitarsi a segnalare le criticità, segna un cambio di approccio significativo. Non più semplici lamentele sulla preparazione dei diplomati, ma un impegno congiunto a ridefinire i percorsi formativi dall'interno.

Per Cinzia Di Palo, la firma del protocollo rappresenta il riconoscimento del lavoro che gli istituti Cat svolgono quotidianamente, spesso con risorse limitate e programmi ministeriali che faticano a tenere il passo con l'evoluzione professionale. Dal canto suo, il presidente Biscaro ha ribadito la volontà del Consiglio nazionale di investire sulla qualità della formazione pre-professionale, considerandola un tassello essenziale per il futuro della categoria.

Cosa cambia per studenti e professionisti {#cosa-cambia-per-studenti-e-professionisti}

Gli effetti concreti del protocollo dipenderanno, naturalmente, dalla capacità delle parti di tradurre le intenzioni in azioni. Ma il segnale è chiaro: la formazione tecnica nel campo delle costruzioni non può più essere pensata come un percorso chiuso dentro le mura scolastiche.

Per gli studenti degli istituti Cat, l'intesa potrebbe significare programmi più aggiornati, maggiori opportunità di contatto con il mondo professionale durante il quinquennio e un orientamento più realistico sulle prospettive di carriera. Per i professionisti già in attività, la speranza è quella di accogliere nei propri studi e cantieri diplomati meglio preparati, riducendo i tempi e i costi della formazione on the job.

La questione resta aperta su un punto cruciale: la riforma della filiera tecnica e professionale, su cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito lavora da tempo, dovrà recepire queste istanze territoriali e settoriali se vuole davvero colmare il mismatch tra istruzione e lavoro che penalizza il sistema produttivo italiano.

Intese come quella tra Cngegl e Rete Cat dimostrano che, dal basso, la spinta al cambiamento c'è. Ora serve che il quadro normativo la accompagni.

Pubblicato il: 17 aprile 2026 alle ore 14:49