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Geometri e istituti CAT insieme: il protocollo triennale che ridisegna la formazione tecnica in Italia

Firmato a Roma l'accordo tra il Consiglio Nazionale Geometri e la Rete degli Istituti CAT: cinque linee d'azione per aggiornare i curricula, potenziare i PCTO e colmare il divario tra scuola e professione.

Sommario

* L'intesa firmata a Roma: cosa prevede il protocollo * Cinque linee d'azione per trasformare la didattica tecnica * Impegni concreti e governance dell'accordo * Le voci dei protagonisti e le prospettive future

L'intesa firmata a Roma: cosa prevede il protocollo

Il 17 marzo 2026 segna una data rilevante per la formazione tecnica italiana. Nella capitale, il presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (CNGeGL) Paolo Biscaro e la dirigente scolastica dell'Istituto capofila Leopoldo Pirelli di Roma, Cinzia Di Palo, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa triennale destinato a ridefinire il rapporto tra istruzione tecnica e mondo professionale. Presente alla cerimonia anche Diego Buono, presidente di Cassa Geometri, a conferma dell'interesse dell'intera filiera per un'operazione che va ben oltre la semplice dichiarazione di intenti. L'accordo coinvolge la Rete Nazionale degli Istituti Tecnici Tecnologici a indirizzo CAT (Costruzioni, Ambiente e Territorio), ovvero il circuito di scuole superiori che ogni anno forma migliaia di futuri tecnici del settore edilizio e territoriale. Il cuore del problema è noto da tempo: il profilo professionale del geometra si è trasformato radicalmente negli ultimi anni, spinto dalla digitalizzazione dei processi costruttivi, dall'adozione del BIM (Building Information Modeling), dall'impiego dei droni per il rilievo fotogrammetrico e dalle nuove normative su efficienza energetica e sicurezza nei cantieri. I programmi scolastici, tuttavia, non hanno tenuto il passo. Il risultato è un mismatch tra competenze acquisite in aula e competenze richieste dal mercato che penalizza sia i diplomati sia le imprese. Il protocollo nasce precisamente per aggredire questo scarto, mettendo a sistema le risorse del mondo ordinistico e quelle della scuola pubblica.

Cinque linee d'azione per trasformare la didattica tecnica

L'intesa non si limita a enunciare principi generali. Individua cinque ambiti operativi precisi, ciascuno con obiettivi misurabili. Il primo riguarda l'orientamento in entrata: campagne di comunicazione rivolte agli studenti delle scuole medie per far conoscere le opportunità di carriera legate alla professione di geometra, un mestiere che soffre di un deficit di attrattività nonostante tassi di occupazione superiori alla media delle professioni tecniche. Il secondo ambito punta sull'innovazione didattica, con l'inserimento nei curricula di moduli specialistici dedicati alle tecnologie emergenti, dal rilievo con droni alla modellazione _BIM_, fino alle applicazioni della transizione ecologica in edilizia. Il terzo pilastro rafforza i percorsi PCTO (ex alternanza scuola-lavoro), facilitando il collocamento degli studenti presso studi professionali di geometri iscritti agli Albi provinciali. Un passaggio decisivo: l'esperienza diretta sul campo resta lo strumento più efficace per colmare il divario tra teoria e pratica. La quarta linea d'azione prevede l'aggiornamento dei docenti degli istituti CAT attraverso seminari tecnici condotti da professionisti attivi nel settore, perché non si può innovare la didattica senza aggiornare chi la eroga. Infine, il quinto ambito guarda all'orientamento in uscita, con attività laboratoriali pensate per guidare scelte post-diploma consapevoli, inclusa la possibilità di ottenere crediti formativi universitari (CFU) validi per la laurea triennale professionalizzante e abilitante nella classe _LP-01_.

Impegni concreti e governance dell'accordo

Le due parti hanno definito con chiarezza i rispettivi obblighi. Il CNGeGL, forte della rete capillare dei 110 Collegi provinciali, si impegna a fornire supporto tecnico-scientifico per la revisione dei programmi scolastici. In termini pratici, questo significa mettere a disposizione professionisti esperti per lezioni magistrali, seminari tematici e attività di tutoraggio. I geometri iscritti agli Albi saranno incoraggiati ad assumere il ruolo di tutor nei percorsi PCTO, aprendo i propri studi agli studenti. La Rete Nazionale CAT, dal canto suo, si fa carico di coinvolgere le scuole aderenti nella sperimentazione di nuovi modelli didattici, diffondere tra gli studenti le iniziative promosse dai Collegi territoriali, come borse di studio, premi e concorsi, e rilevare i fabbisogni strumentali dei laboratori scolastici. Quest'ultimo punto è tutt'altro che secondario: molti istituti dispongono di attrezzature obsolete, e l'accordo apre la strada a donazioni o comodati d'uso di strumentazione tecnica aggiornata. Per garantire che l'intesa produca risultati tangibili, sarà istituito un Comitato paritetico di pilotaggio, composto da rappresentanti di entrambe le parti. Il Comitato avrà il compito di pianificare le attività su base annuale, monitorarne l'avanzamento e verificarne l'efficacia. Il protocollo ha durata triennale, è rinnovabile per un periodo equivalente e, aspetto non trascurabile, non comporta obblighi economici reciproci tra le parti firmatarie.

Le voci dei protagonisti e le prospettive future

Le dichiarazioni rilasciate dai firmatari restituiscono il senso dell'operazione meglio di qualsiasi analisi. «La firma di oggi non è un atto formale: è l'inizio di un lavoro comune», ha affermato il presidente Paolo Biscaro. «Vogliamo che gli studenti degli istituti CAT arrivino a esercitare la professione di geometra con competenze aggiornate e una visione chiara del loro futuro. I nostri iscritti sono pronti a fare la loro parte, nelle aule come negli studi professionali». Parole che trovano riscontro nell'impegno assunto dalla dirigente Cinzia Di Palo: «La scuola tecnica ha bisogno di interlocutori autorevoli per restare al passo con un mondo del lavoro in rapida evoluzione. Questo protocollo ci consente di aggiornare la didattica con il contributo diretto dei geometri professionisti, offrendo ai nostri studenti una formazione che guarda già oltre il diploma». Il quadro complessivo è quello di una professione che sta investendo sul proprio futuro partendo dalla base, cioè dalla formazione delle nuove generazioni. Il successo dell'operazione dipenderà dalla capacità di tradurre le cinque linee d'azione in attività concrete, coinvolgendo davvero i Collegi provinciali e le scuole su tutto il territorio nazionale. Se il Comitato paritetico riuscirà a svolgere il suo ruolo di regia, il protocollo potrebbe rappresentare un modello replicabile anche per altre professioni tecniche alle prese con il medesimo problema: un sistema formativo che fatica a tenere il ritmo dell'innovazione tecnologica e normativa.

Pubblicato il: 17 aprile 2026 alle ore 11:27