* I nuovi requisiti per la pensione nel 2027 e 2028 * Pensione di vecchiaia: un mese in più dal prossimo anno * Pensione di anzianità: i requisiti contributivi aggiornati * Fondo Espero: la scadenza del 30 giugno 2026 e il meccanismo del silenzio-assenso * Cosa conviene fare adesso
L'orologio della previdenza torna a muovere le lancette in avanti. Con l'entrata in vigore della legge n. 199 del 2025, che disciplina il bilancio dello Stato per il 2026, il legislatore ha disposto un nuovo scatto dell'età pensionabile: un mese in più nel 2027, due mesi in più nel 2028. Per i lavoratori della scuola, docenti e personale ATA, si tratta di un doppio appuntamento da segnare in agenda, anche perché si intreccia con un'altra scadenza cruciale: quella relativa all'adesione al fondo pensione Espero, fissata al 30 giugno 2026.
I nuovi requisiti per la pensione nel 2027 e 2028
L'adeguamento è legato, come ormai consuetudine dal 2010, all'aggiornamento dei requisiti anagrafici e contributivi in funzione dell'aspettativa di vita certificata dall'ISTAT. Stavolta gli incrementi sono contenuti, un mese e poi due, ma sufficienti a spostare i piani di migliaia di lavoratori che si trovano a ridosso della soglia.
Per chi lavora nel comparto istruzione, dove la programmazione delle uscite segue il rigido calendario delle finestre pensionistiche fissate al 1° settembre, anche un solo mese di differenza può tradursi in un anno intero di permanenza in servizio. Una circostanza che i sindacati della scuola non hanno mancato di evidenziare.
Pensione di vecchiaia: un mese in più dal prossimo anno
Stando a quanto emerge dal quadro normativo aggiornato, per accedere alla pensione di vecchiaia nel 2027 saranno necessari 67 anni e un mese di età anagrafica, unitamente ai 20 anni di contribuzione minima. Nel 2028 l'asticella salirà ulteriormente a 67 anni e due mesi.
Vale la pena ricordare che il requisito anagrafico di 67 anni era rimasto stabile dal 2019, dopo l'ultimo adeguamento. L'incremento previsto dalla nuova legge di bilancio riapre dunque una fase di progressivo innalzamento che molti speravano si fosse esaurita.
Per i docenti e il personale ATA che contavano di lasciare il servizio a settembre 2027, il calcolo va rifatto con attenzione: chi compie 67 anni in estate ma non raggiunge i 67 anni e un mese entro il 31 agosto potrebbe vedersi slittare l'uscita all'anno scolastico successivo. Mentre la scuola italiana si prepara ad affrontare altri cambiamenti organizzativi, come le Importanti Novità per gli Istituti Tecnici a Partire dal 2026/2027, anche sul fronte previdenziale il panorama si fa più complesso.
Pensione di anzianità: i requisiti contributivi aggiornati
Per la pensione anticipata (la vecchia pensione di anzianità), nel 2027 gli uomini dovranno far valere 42 anni e 11 mesi di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica. Per le donne il requisito resta fissato a 41 anni e 11 mesi. Nel 2028, anche questi requisiti subiranno l'incremento di un ulteriore mese.
Si tratta di soglie che penalizzano in modo particolare il personale scolastico entrato in servizio dopo periodi di precariato prolungato, una condizione tutt'altro che rara nel mondo della scuola italiana. Chi ha accumulato anni di supplenze non riconosciuti ai fini contributivi, o ha iniziato a versare contributi solo con la stabilizzazione, rischia di trovarsi lontano dal traguardo anche a ridosso dei 65 anni.
Resta inoltre operativo il meccanismo di Quota 103 per chi ne possiede i requisiti, sebbene con il ricalcolo contributivo che ne riduce significativamente l'appetibilità economica. Anche _Opzione Donna_, nella versione fortemente ridimensionata dalle ultime manovre, continua a rappresentare un canale residuale per una platea ormai molto ristretta.
Fondo Espero: la scadenza del 30 giugno 2026 e il meccanismo del silenzio-assenso
Accanto alla questione dell'età pensionabile, c'è un altro tema che richiede attenzione immediata: il fondo pensione complementare Espero. Il personale della scuola è chiamato a esprimere la propria scelta in merito all'adesione entro il 30 giugno 2026.
Il meccanismo è quello del cosiddetto _silenzio-assenso_: chi non comunica esplicitamente la propria volontà entro la scadenza verrà automaticamente iscritto al fondo. Questo significa che il TFR maturando confluirà nel fondo Espero, con il contributo del datore di lavoro (l'amministrazione scolastica) e la possibilità, ma non l'obbligo, di aggiungere una quota a carico del lavoratore.
Il fondo Espero è il fondo pensione complementare negoziale destinato ai dipendenti della scuola, istituito sulla base di accordi contrattuali tra le parti sociali e vigilato dalla COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione). Aderire comporta vantaggi fiscali e la possibilità di costruire una rendita integrativa, ma implica anche vincoli sulla liquidità del TFR e costi di gestione che, per quanto contenuti, vanno valutati.
Chi preferisce mantenere il proprio TFR nella gestione tradizionale dell'INPS dovrà quindi attivarsi e comunicare il rifiuto esplicito entro la data indicata. Non fare nulla equivale ad aderire.
Cosa conviene fare adesso
Per il personale scolastico, le prossime settimane sono decisive su due fronti distinti ma collegati.
Sul versante previdenziale, è opportuno:
* Verificare la propria posizione contributiva tramite il portale INPS o rivolgendosi a un patronato, alla luce dei nuovi requisiti 2027-2028 * Richiedere l'estratto conto contributivo aggiornato, controllando che tutti i periodi di servizio, comprese le supplenze, siano correttamente registrati * Valutare le diverse opzioni di uscita, considerando pensione di vecchiaia, pensione anticipata e eventuali canali alternativi
Sul fronte del fondo Espero, il consiglio che arriva dai consulenti previdenziali è chiaro: non farsi cogliere impreparati dal silenzio-assenso. Che si decida di aderire o meno, la scelta deve essere consapevole e informata. Il sito ufficiale del fondo mette a disposizione simulatori e documentazione dettagliata per stimare i rendimenti attesi e confrontarli con il trattamento di fine rapporto tradizionale.
In un comparto che sta vivendo trasformazioni profonde, dalla riorganizzazione delle graduatorie, come nel caso della Proroga fino al 2027 per l'utilizzo delle graduatorie degli educatori nelle scuole paritarie, alle tutele per il personale e gli studenti ribadite dalla Sentenza del Consiglio di Stato: un diritto agli strumenti compensativi per gli studenti con difficoltà, la pianificazione previdenziale non può essere lasciata al caso. Tanto più quando le regole cambiano, e il tempo per adeguarsi si misura in settimane.