Andrew Bosworth, CTO di Meta, ai dipendenti riuniti il 2 giugno: "Il morale e' probabilmente tra i peggiori che abbia visto in 20 anni qui". Una frase che pesa quanto gli 8.000 licenziamenti annunciati il 20 maggio e i 7.000 ruoli riconvertiti all'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.
Cosa ha detto Bosworth, e perche'
L'ammissione arriva durante "Tuesdays with Boz", l'incontro interno fissato per il 2 giugno. Il CTO ha paragonato il clima attuale all'epoca di Cambridge Analytica, lo scandalo del 2018 sull'uso dei dati di milioni di utenti Facebook per profilazione politica. In una nota inviata al personale, Bosworth ha riconosciuto che il management ha fatto "un lavoro pessimo nello spiegare la visione" e ha "minato la fiducia" dei dipendenti nelle proprie competenze e prospettive.
Il piano di rilancio annunciato include piu' trasparenza dalla dirigenza, percorsi di crescita interna, la possibilita' per i dipendenti riassegnati ai team AI di candidarsi nuovamente ad altre posizioni, e budget piu' ampi per trasferte, eventi aziendali e benefit minori come snack e attivita' di gruppo. Misure che il CTO presenta come tentativo di "riaccendere gli aspetti migliori della cultura aziendale".
8.000 tagli e 7.000 ricollocati: i numeri di un anno di layoff tech
Meta contava 77.986 dipendenti full-time al 31 marzo 2026. Il taglio del 10% annunciato in aprile vale circa 8.000 posizioni, scattate dal 20 maggio. A questi si aggiungono 6.000 ruoli aperti che non saranno coperti e i 7.000 dipendenti spostati ad attivita' di addestramento dei modelli AI, mansione che diversi lavoratori hanno descritto come pura etichettatura dati e che internamente alcuni hanno definito "una coscrizione".
Da aprile sui laptop del personale statunitense gira un software che registra battiture, click e screenshot periodici per addestrare gli agenti AI dell'azienda. Alla domanda su come disattivarlo, Bosworth ha risposto che non esiste un opt-out su un computer di lavoro. Oltre 1.500 firme hanno raggiunto una petizione interna contro la misura.
I licenziamenti Meta non sono un'eccezione. Al 17 giugno 2026 i layoff tech globali hanno superato i 185.000 lavoratori, con il 53% degli annunci che cita esplicitamente AI o automazione come motivo. Oracle ha tagliato tra 20.000 e 30.000 dipendenti in un solo annuncio, Amazon circa 16.000 ruoli aziendali nel primo trimestre. Nello stesso 2026 Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta hanno messo in conto circa 700 miliardi di dollari di capex AI, quasi il doppio del 2025: ogni dollaro investito in compute viene cercato in altre voci di costo, prima fra tutte quella del personale.
Cosa cambia per il lavoro digitale in Italia
Sul piano italiano, nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti usa almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro l'8,2% del 2024. Nel settore informatica e altri servizi d'informazione la quota arriva al 53% (era al 36,7% dodici mesi prima). I dati sono nel Comunicato ISTAT Imprese e ICT - Anno 2025: una traiettoria che raddoppia in un anno e che il mercato del lavoro deve digerire in tempi brevi.
Il divario tra grandi imprese e PMI resta marcato: la presenza di specialisti ICT e' all'11,3% nelle aziende 10-49 addetti contro il 74,5% nelle grandi. Allo stesso tempo, il 40,5% delle piccole imprese ha pianificato investimenti in competenze informatiche per il biennio 2025-2026, segno che il mercato chiede profili che oggi non riesce a coprire.
Per chi lavora nel digitale il messaggio del caso Meta e' duplice. Da un lato la curva di adozione AI e' in pieno svolgimento e le competenze digitali pesano piu' della laurea nelle scelte dei recruiter, secondo lo studio Irvapp-FBK su oltre 700 selezionatori. Dall'altro la distribuzione dei benefici della trasformazione resta il punto piu' scivoloso: lo stesso terreno su cui si muove il manifesto per l'economia dei servizi sull'equita' negli appalti pubblici, che chiede regole piu' chiare per chi lavora nei servizi ad alto contenuto tecnologico.
Il caso Meta non resta a Menlo Park. Ogni reparto IT che adotta AI nei prossimi mesi ridisegna mansioni, KPI e competenze richieste: misurare oggi quali compiti occupano l'80% della giornata e quali saranno automatizzati domani e' la prima difesa per chi vuole restare nel perimetro del lavoro qualificato.