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Consulenti del lavoro a Torino: tre giorni su intelligenza artificiale, competenze e futuro della professione

Alle OGR il Congresso interregionale di Piemonte e Valle d'Aosta. Al centro del confronto il rapporto tra IA e formazione professionale, tra riforme attese e nuove sfide digitali

* Il congresso alle OGR: la professione si interroga sul futuro * Intelligenza artificiale e formazione: il binomio al centro del dibattito * Competenze digitali e riforme professionali: cosa cambia per i consulenti * Il segnale che arriva da Torino

Il congresso alle OGR: la professione si interroga sul futuro {#il-congresso-alle-ogr-la-professione-si-interroga-sul-futuro}

Tre giornate dense, non di cerimonie ma di contenuti. Le OGR di Torino, le Officine Grandi Riparazioni che da ex stabilimento ferroviario si sono trasformate in uno dei poli culturali più dinamici del Nord-Ovest, hanno ospitato l'Assemblea dei Consigli Provinciali e il Congresso interregionale dei Consulenti del lavoro di Piemonte e Valle d'Aosta. Il titolo scelto per l'evento, _Dentro al futuro_, non è uno slogan generico: riflette un'urgenza concreta che attraversa la categoria.

L'appuntamento ha riunito professionisti dalle due regioni per un confronto che ha messo al centro i nodi più caldi del momento: l'impatto dell'intelligenza artificiale sulle professioni, la necessità di aggiornare i percorsi di formazione professionale e il cantiere sempre aperto delle riforme professionali che da anni attende risposte strutturali.

Intelligenza artificiale e formazione: il binomio al centro del dibattito {#intelligenza-artificiale-e-formazione-il-binomio-al-centro-del-dibattito}

Non è un caso che il congresso torinese abbia dedicato ampio spazio al rapporto tra IA e formazione. I consulenti del lavoro, figure cardine nell'intermediazione tra imprese e normativa sul lavoro, si trovano oggi a fare i conti con una trasformazione che non riguarda solo i loro assistiti ma la professione stessa.

L'automazione dei processi, l'elaborazione algoritmica delle buste paga, la gestione predittiva delle risorse umane: sono strumenti che già bussano alla porta degli studi professionali. La domanda, tutt'altro che retorica, è come integrare queste tecnologie senza perdere il valore della consulenza personalizzata, quella che nessun software può replicare.

Stando a quanto emerso dal confronto, il tema delle competenze digitali si conferma centrale. Non basta più conoscere il diritto del lavoro e la contrattualistica: servono abilità nuove, dalla lettura dei dati alla comprensione degli strumenti di intelligenza artificiale generativa. Una riflessione che trova riscontro anche nel più ampio dibattito nazionale, dove le competenze digitali valgono più della laurea? Il mercato del lavoro si trasforma, con implicazioni che investono trasversalmente professioni e settori.

Per i consulenti del lavoro la sfida è doppia. Da un lato devono aggiornare le proprie competenze, dall'altro sono chiamati ad accompagnare le imprese clienti in questa transizione, orientandole su obblighi formativi, incentivi e strategie di upskilling della forza lavoro.

Competenze digitali e riforme professionali: cosa cambia per i consulenti {#competenze-digitali-e-riforme-professionali-cosa-cambia-per-i-consulenti}

L'altro grande filone delle tre giornate torinesi ha riguardato le riforme professionali. Il quadro normativo che regola le professioni ordinistiche in Italia è oggetto di discussione ciclica, tra esigenze di modernizzazione e tutela delle specificità di ciascuna categoria. I consulenti del lavoro, inquadrati dalla Legge 12/1979 e successivi aggiornamenti, chiedono da tempo interventi che semplifichino gli adempimenti e riconoscano il ruolo evoluto della professione.

La formazione continua obbligatoria, già prevista per gli iscritti all'Ordine, potrebbe richiedere un ripensamento nei contenuti. Se fino a qualche anno fa i moduli formativi si concentravano quasi esclusivamente su aggiornamenti normativi e fiscali, oggi il ventaglio si allarga necessariamente alle competenze tecnologiche. Come sottolineato da più voci durante il congresso, il rischio è che una parte della categoria resti indietro, creando un divario professionale difficile da colmare.

È un tema, quello dell'adeguamento delle competenze, che si intreccia con le più ampie strategie per aumentare l'occupazione: le raccomandazioni dei consulenti del lavoro, un fronte su cui la categoria ha tradizionalmente espresso posizioni articolate e proposte operative.

Nel frattempo, il lessico stesso del mondo del lavoro si trasforma a ritmo accelerato. Termini come reskilling, quiet quitting, people analytics entrano nel vocabolario quotidiano dei professionisti, ridefinendo i confini di una consulenza che non può più essere solo giuridico-amministrativa. Chi volesse orientarsi in questa evoluzione terminologica può trovare utile navigare nel futuro del lavoro: il glossario di GoodHabitz per il 2025, una mappa dei concetti chiave che stanno plasmando il mercato.

Il segnale che arriva da Torino {#il-segnale-che-arriva-da-torino}

L'impressione che resta, al termine di queste giornate, è quella di una categoria che non si limita a registrare i cambiamenti ma prova a starci dentro, a governarli. La scelta delle OGR come sede non è priva di significato simbolico: un luogo dove la vocazione industriale del passato si è reinventata, esattamente come i consulenti del lavoro sono chiamati a reinventare il proprio ruolo.

Le risposte definitive, naturalmente, non arrivano da un singolo congresso. Ma il fatto che dal Piemonte e dalla Valle d'Aosta sia partita una riflessione così strutturata su intelligenza artificiale, formazione e riforma della professione dice qualcosa sulla consapevolezza di chi, ogni giorno, si trova al crocevia tra imprese, lavoratori e istituzioni. La questione resta aperta, ma almeno il confronto è avviato.

Pubblicato il: 23 marzo 2026 alle ore 14:42